Giornata della cultura coreana a Pietrasanta.

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L’Istituto Culturale Coreano organizza per il 14 agosto, a Pietrasanta, una giornata dedicata alla cultura coreana con diversi eventi gratuiti e aperti al pubblico. Si comincia alle ore 10.00 presso il Chiostro di Sant’Agostino con una dimostrazione di calligrafia tradizionale, dove sarà possibile ricevere il proprio nome scritto in coreano su carta di gelso Hanji.  Segue alle 18.00 l’inaugurazione della mostra ‘Immagini della Corea’ con un angolo dedicato alla prova degli abiti tradizionali Hanbok. Dalle 19.30 appuntamento a Piazza Duomo dove si svolgerà lo spettacolo di musica folcloristica coreana Samulnori, diretto dal Maestro Kim Duk-soo. Si tratta del gruppo più autorevole nella storia del Samulnori. Fondato nel 1978, ha tracciato una rinascita nella scena musicale coreana ed è stato determinante nel tramandare una lunga tradizione di musica folcloristica, attraverso la fondazione di un Accademia musicale. Lo spettacolare suono del Tamburo Janggo di Kim Duk-soo accompagnato dal K’kwaenggwari (piccolo gong) Jing e Buk porteranno a Pietrasanta tutto lo spirito di allegria e vivacità della musica folcloristica coreana.

La guerra dimenticata.

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di Emiliano Pennisi – Il 27 luglio 1953 nel villaggio coreano di Panmunjeom, a ridosso del 38° parallelo, il generale nordcoreano Nam Il e quello americano, William Harrison Jr. firmarono l’armistizio che sospese la Guerra di Corea, uno dei conflitti più drammatici del XX secolo.

“La guerra dimenticata”, iniziata nell’estate del 1950, durò circa tre anni e quando si giunse alla tregua i morti erano più di tre milioni, molte famiglie furono separate fino ancora a oggi, mentre Seul e Pyeongyang vennero quasi distrutte. Il villaggio di Panmunjeom non esiste più, cancellato dalla guerra. Al suo posto, un chilometro più a sud, si trova la Joint Security Area, l’unico luogo lungo tutta la Zona Smilitarizzata (DMZ), in cui i soldati del Sud e del Nord si fronteggiano a pochi passi di distanza, in un silenzio fermo nel tempo, sorvegliando giorno e notte la Military Demarcation Line, il confine vero e proprio. Un confine de facto.

Le due Coree rimangono tecnicamente in guerra, in 64 anni non è stato firmato alcun trattato di pace. La vita dei coreani dipende ancora dall’armistizio del 27 luglio 1953, e fintanto che non ci sarà una vera pace nella penisola, la Guerra di Corea non potrà dirsi ufficialmente conclusa.

Emiliano Pennisi, di Roma, vive a Seoul da 11 anni, dove insegna lingua e cultura italiana alla Sogang University.

Arte contemporanea coreana al San Fedele Arte di Milano.

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Lunedì 17 luglio si inaugura presso il Centro San Fedele Arte di Milano un’altra tappa della Korean Wunderkammer 2017. L’esposizione raggruppa alcune delle tendenze della pratica artistica odierna della Corea del Sud, in particolare dell’isola di Jeju, terra natale di Orange Bridge, associazione artistica che vuole essere un ponte tra la cultura artistica italiana e quella coreana. Oggetto della mostra installazioni, pittura e fotografia.

La fotografia avrà un ruolo di rilievo come strumento del linguaggio contemporaneo, nei reportage di Suh Jung hee e Moon Ji-sook. Il lavoro di Juno Moon offre uno sguardo sulla tradizione del lavoro femminile nell’isola di Jeju, che riflette la cultura del luogo nel suo rapporto con il mare, mentre Suh Jung-hee presenta un reportage realizzato durante il viaggio di otto mesi attraverso aree molto lontane dell’Asia. Qui ad essere esplorata è la tradizione sciamanica, dimostrando come la spiritualità sia una componente culturale identitaria, patrimonio dell’area di riferimento.

La pittura presentata nella mostra si declina mescolandosi a diverse tecniche per toccare temi riguardanti la storia personale degli artisti, sempre in relazione al contesto del territorio che ospita la genesi delle opere.

Oh Geon-yong cerca la poesia senza tempo dell’oceano con la sua pittura unificata alla ceramica, componendo diverse tele o pannelli dai colori organici, dove affiorano elementi plastici come crateri lunari o resti del passaggio marino.

Kim Seung-ho rielabora la tragedia del naufragio del Seowol avvenuto il 16 aprile 2014 nelle acque della Corea del Sud, con solo 172 sopravvissuti su 476 persone, uno dei peggiori disastri avvenuti nel paese in tempo di pace. L’artista si concentra sia sul concetto di perdita di vite umane che sul loro salvataggio: presenta quindi un’installazione composta da un dipinto raffigurante le onde oceaniche e la spiaggia che in pochi hanno raggiunto infine, di fronte ad esso una lampadina illumina un cumulo di abiti ripiegati e impacchettati come un cerimoniale commemorativo dei dispersi, o un ex voto per i vivi.

Anche Kim Kyu-yeon crea un’installazione, in questo caso i diversi materiali di recupero indagano e metaforizzano la natura umana nel passaggio attraverso il sentimento del dolore, mentre i dipinti di Kim Ga-yeong, Kim Yeong-ae e Kim In-ok si riavvicinano al gusto più tradizionale coreano.

Dove: Galleria San Fedele n. 17, Milano (vicino Hoepli)

Quando: dal 17 al 21 luglio 2017

Vernissage: lunedì 17 luglio ore 18,00

L’arte “Minhwa” alla Fondazione Matalon di Milano.

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Fino al 13 luglio 2017 sarà visitabile alla Fondazione Matalon di Milano, Foro Buonaparte n. 67, la mostra sull’arte coreana Minhwa, arte popolare di stile tradizionale.

L’esposizione si concentra sulla pittura popolare di stile tradizionale coreano dei nostri giorni ma eseguita seguendo ancora i principi e i canoni del diciassettesimo secolo. L’arte Minhwa fin dalle origini rappresenta in pittura, su carta o su tela, animali e figure della mitologia popolare, scene di vita quotidiana e oggetti quali simboli di felicità e benessere. I suoi artisti si spostavano spesso tra le città di culto per manifestazioni locali dove si fermavano per eseguire lavori su ordinazione commissionati da nobili o persone comuni. Allora, come oggi, i soggetti raffigurati più comuni sono gli animali: ad esempio, la Tigre e la Carpa simboleggiano rispettivamente potenza e successo; hanno funzione apotropaica e benaugurale anche uccelli e animali domestici come il gatto e il gallo o ancora la carpa, figura molto frequente e tra le più amate di sempre.

Il triste evento storico della Guerra di Corea (1950-1953) ha decretato il declino di questa tradizione che ha avuto una rinascita solo a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. Grande merito nella ripresa dell’arte Minhwa va all’associazione Korean Folk Painting, la più grande in ambito artistico di tutta la Corea. Nasce nel 1995 per unire e rappresentare gli artisti che intendono proseguire e riproporre in chiave contemporanea il genere Minhwa, dando vita ad un vero e proprio movimento. Korean Folk Painting ha rapporti con il Ministero dell’Educazione della Corea del Sud che ne sovvenziona i progetti espositivi e culturali con il fine di tutelare, promuovere e tramandare questa antichissima tradizione.

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