Gara di cucina coreana.

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Segnalo che il Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano sta organizzando l’evento “Gara di cucina coreana 2017” che si terrà sabato 16 settembre 2017 presso lo spazio FARM 65, Alzaia Naviglio Pavese 260 a Milano.
Questo è il programma:

h. 15.00
Degustazione e Show cooking a cura di aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation

h. 17.00
Hansik contest (Gara di cucina coreana), aperto a cuochi professionisti e amatoriali

Le iscrizioni per partecipare alla gara di cucina coreana sono ancora possibili fino al 5 settembre. Informazioni e requisiti di partecipazione sono pubblicati sul sito: http://ita-milano.mofa.go.kr/worldlanguage/europe/ita-milano/mission/news/index.jsp .
Premi per i vincitori della gara: 1° posto €2,000, 2°posto €500, 3° posto €300

Per info e contatti:

Consolato Generale della Repubblica di Corea

Piazza Cavour 3, 20121 Milano

Tel. 02.4537.3305 (Dott.ssa KIM Noori del Consolato)

391.732.4013 (Dott.ssa LEE Whashin, coordinatrice dell’evento)

E-mail : garadicucinacoreana2017@gmail.com

Letteratura coreana: Choi In-hun.

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Romanziere, poeta, drammaturgo e teorico, Choi In-hun è uno dei più acclamati e versatili scrittori e intellettuali della Corea del ventesimo secolo. Nato nel 1936, Choi è cresciuto a Hoeryong (attuale Corea del Nord), per trasferirsi al Sud all’inizio della guerra di Corea. Ha studiato Legge presso la National University di Seoul prima di entrare sulla scena letteraria nel 1959 con il suo racconto “A Detailed Record of Grey Club”. Il periodo dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’70 – caratterizzato dallo scontro tra la modernità occidentale e la tradizione coreana, dal pesante fardello dell’era coloniale, dal disastro della guerra, dalla divisione fisica ed ideologica fa le due Coree e dall’autocrazia – si riflette nelle complesse opere di Choi In-hun dall’approccio particolarmente eclettico.

Oggi Choi è riconosciuto per i suoi romanzi, che comprendono “The Square”, l’intensa storia di un intellettuale così devastato dalle realtà su entrambi i lati della linea di demarcazione da precipitare nella morte, o “A grey Man”, un “romanzo delle idee” su un rifugiato nordcoreano che lotta con l’amore, il tempo e la rivoluzione democratica. Il personaggio riappare nel sequel “Journey to the West”, dove si impegna in discorsi surreali impersonificando figure della storia coreana. Tuttavia, soprattutto nella sua fase creativa iniziale, Choi In-hun ha anche prodotto molte novelle e racconti come “Reflections on a Mask”, una novella sull’esperienza della guerra e sul tentativo di reintegrazione nella società, come pure parodie della narrativa pre-moderna cinese e coreana: la novella “The Cloud Dream of the Nine”, remake onirico dell’opera del 17^ secolo di Kim Man-jung; “The Jehol Diary”, una parodia del famoso travelogue di Park Jiwon; “New Tales of the Golden Turtle”, una reinterpretazione dei racconti di Kim Si-seup della prima dinastia Joseon.

Molte delle figure di Choi In-hun sono intellettuali e artisti disillusi e in crisi di identità, sopraffatti dai grandi e tragici eventi della storia, dal colonialismo giapponese alla guerra. Una tale figura, per esempio, è A, protagonista di “New Tales of the Golden Turtle”. Dopo essere fuggito dal Sud al Nord durante la guerra, A viene addestrato come spia da inviare in missione in Corea del Sud alla fine del conflitto. Pentendosi per la sua precedente decisione, pianifica di consegnarsi ai funzionari della Corea del Sud ma, mentre attraversa il confine e si avvicina in silenzio al fiume che separa i due paesi, viene ucciso a colpi di pistola da alcuni ladri che lo derubano, gettando poi il corpo nel fiume Imjin. Tra le onde oscure del fiume, l’anima di A esce dal foro del proiettile e, accoccolandosi sul corpo senza vita, viene trascinata dai flutti a valle. “Ma dimmi, cosa ho fatto di male?” grida l’anima, riflettendo su una vita senza senso, di disperazione e divisione, mentre viene trasportata dalle acque del fiume che separa le due Coree in una sconosciuta oscurità. La letteratura di Choi In-hun è profonda, sorprendente, sconcertante e profondamente radicata nella Corea moderna.

Corea del Nord lancia tre missili a corto raggio.

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La Corea del Nord ha effettuato quest’oggi il lancio di tre razzi a corto raggio in direzione del Mar dell’Est, in un’apparente dimostrazione di forza contro l’annuale esercitazione militare congiunta Corea del Sud-Stati Uniti in corso in questi giorni. Il Cheong Wa Dae (l’Ufficio della Presidenza della Repubblica) e la Difesa sudcoreana hanno affermato che il Nord ha lanciato “diversi” missili con un avanzato sistema a razzo multiplo e che hanno volato per circa 250Km. Il Comando per il Pacifico degli Stati Uniti ha dichiarato che dei tre missili, il primo e il terzo hanno percorso circa 250 chilometri in direzione nord-orientale, mentre il secondo sarebbe esploso subito dopo il lancio.

Il test non ha destato particolari timori in quanto piuttosto prevedibile. Ogni anno, infatti, la Corea del Nord effettua dei test missilistici o delle esercitazioni militari in risposta alle esercitazioni svolte dal Sud con gli Stati Uniti (Ulchi Freedom Guardian). Dopo il lancio dei missili, il Presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale per analizzare il lancio, la disponibilità militare e la situazione generale di sicurezza del paese.

Erede Samsung condannato a 5 anni.

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Lee Jae-yong, erede della più ricca e potente famiglia della Corea del Sud e del più grande gruppo industriale del paese, Samsung Group, ha ricevuto una condanna a cinque anni nel primo processo per corruzione in relazione allo scandalo che ha portato nei mesi scorsi alla rimozione dell’ex presidente Park Geun-hye. E’ stato dichiarato colpevole di tutti e cinque i capi d’accusa per i quali, tuttavia, la procura aveva chiesto dodici anni. Insieme a Lee Jae-yong sono stati condannati altri quattro alti dirigenti del gruppo Samsung.

Nella lettura della condanna il Giudice ha affermato: “la collusione del potere politico e del capitale è stata al centro di questo caso… Quello che sconvolge i cittadini è che la collusione tra grandi conglomerati e il presidente sia stata una relazione continua e non episodica ed appartenente al passato”. Gli avvocati di Samsung hanno comunicato che faranno appello.