Le meraviglie del Buncheong, la ceramica tradizionale coreana.

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Il Buncheong (분청粉靑) è una tipologia di ceramica coreana tradizionale in grès che ha avuto un grande sviluppo in Corea tra il XV e il XVI secolo. Questa tipologia di ceramica scompare dopo le invasioni giapponesi alla fine del XVI secolo, a seguito delle quali gran parte della produzione viene distrutta o saccheggiata e portata in Giappone.

Il volume presenta oltre settantacinque capolavori appartenenti principalmente alle collezioni del Leeum Samsung Museum of Art, la cui collezione di ceramiche buncheong è probabilmente senza pari per qualità e ampiezza, il Metropolitan Museum e altre collezioni giapponesi.

E’ possibile scaricare gratuitamente il volume cliccando qui.

E’ una pubblicazione gratuita del Metropolitan Museum of Art.

Scarica gratis “Art of the Korean Renaissance”!

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Il volume presenta la produzione artistica coreana durante il XV e il XVI secolo. Dipinti, ceramiche, oggetti in metallo, lacche e libri stampati presenti in questa pubblicazione fanno parte delle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York e di altri importanti musei, istituzioni e collezioni private in Corea, Stati Uniti, Giappone ed Europa.

E’ possibile scaricare il volume cliccando qui.

E’ una pubblicazione gratuita del Metropolitan Museum of Art.

Aggiornamento Covid19 per chi viaggia verso Corea del Sud.

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Diramiamo le ultime comunicazioni dell’Ambasciata italiana in Corea del Sud.
“Si avvisano i connazionali che il “Korea Centers for Disease Control and Prevention” (KCDC) ha designato l’Italia, a partire dalle 12:00 odierne, come “Quarantine Inspection Required Area”.
Tutti i visitatori in provenienza dall’Italia o che sono transitati per l’Italia dovranno pertanto compilare, all’arrivo, un questionario sullo stato di salute (Health Questionnaire) e saranno sottoposti al controllo della temperatura corporea (gia’ peraltro prevista per tutti i passeggeri dell’Aeroporto Internazionale di Incheon). Solo coloro che presenteranno sintomi verranno sottoposti a maggiori controlli.
Non sono previsti, al momento, periodi di quarantena automatica per i visitatori dall’Italia.
Per maggiori informazioni consultare il seguente link: http://www.cdc.go.kr/contents.es?mid=a20102010200

IL GESTO DELL’ORIENTE. Cinque voci dell’Avanguardia coreana

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Si inaugura il 3 marzo la mostra“Il Gesto dell’Oriente. Cinque voci dell’Avanguardia coreana”, presso la Dep Art Gallery di Milano, a cura di Gianluca Ranzi. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 9 maggio, mette in luce la ricerca di cinque importanti artisti che hanno ridefinito e plasmato l’orizzonte dell’arte contemporanea in Corea: Chun Kwang Young, Park Seobo, Lee Bae, Lee Ufan, Kim Tschang-Yeul.

Dal nucleo di circa quindici opere, di medio e grande formato, selezionate dal curatore Gianluca Ranzi, emerge la complessa dinamica tra rinnovamento e tradizione che ha lambito quel paese in un quarantennio di profondi turbamenti e agitazioni politiche e sociali.

Kim Tschang-Yeul (nato nel 1929) è, con Lee Ufan e Park Seo-Boo, una delle figure chiave del rinnovamento che l’arte coreana intraprende tra gli anni ’50 e ’60. A contatto con esperienze quali l’Informale europeo e l’Espressionismo Astratto, Kim Tschang-Yeul matura quella personalissima cifra stilistica fatta di costellazioni pittoriche di gocce d’acqua rese con iperrealistica precisione su sfondi neutri o ricoperti di ideogrammi. Tra astrazione e figurazione la pittura diviene qui un mantra meditativo che attenua l’ego a favore di uno spazio spirituale e persino terapeutico.

Sta invece al gruppo Dansaekhwa, nato all’inizio degli anni ’70 e oggi oggetto di retrospettive nei maggiori musei internazionali, sviluppare la tendenza a un minimalismo monocromo che esalta la fisicità della pittura. Ne fa parte Park Seobo (1931) che recupera l’uso tradizionale della carta Hanji per opere dall’astrazione lineare e rigorosa da cui è espunto l’ego dell’artista a favore di un vuoto meditativo e oggettivo scandito dalle verticali a rilievo e dal gioco delle loro ombre.

Fa parte del gruppo Dansaekhwa anche Lee Ufan (1936), l’artista oggi più noto internazionalmente anche per la sua partecipazione come artista-teorico del gruppo giapponese Mono-Ha. Egli mette a punto una pittura riduzionista fatta di linee e pennellate fluide, memori della tradizione calligrafica, che nella sua opera danno luogo a risonanze e corrispondenze, dialoghi tra pieno e vuoto che interrogano non solo lo spazio dell’opera ma anche l’ambiente circostante.

Chung Kwang Young (1944) fa collidere pittura e scultura in superfici animate da miriadi di pacchettini di carta Mulberry tinta col tè o altri pigmenti naturali, un ricordo d’infanzia legato all’uso coreano di impacchettare con la carta di giornale erbe medicinali e spezie. Come recita il titolo di questi quadri, essi sono “aggregazioni” di armonia e conflitto, di natura e cultura, di ordine e caos.

Lee Bae (1956) lavora invece con silenti composizioni che declinano elegantemente tutte le possibilità cromatiche del nero, ottenuto attraverso sottilissimi strati di carboncino o di lamelle di legno combusto. La combustione e l’effetto del fuoco alludono qui alla metamorfosi di tutte le cose e alla considerazione, comune a tutti gli artisti in mostra, dello spazio pittorico come un evento soggetto all’azione del tempo e quindi aperto anche alla quarta dimensione.

Completa la mostra un catalogo bilingue, italiano ed inglese, con un testo critico di Gianluca Ranzi.

Dep Art Gallery – Via Comelico n. 40, Milano
Da martedì a sabato 10.30 – 19.0