L’importanza del ghiaccio sul fiume Han.

Prima del ventesimo secolo, il fiume Han si ghiacciava molto spesso durante l’inverno. Ciò aveva l’effetto pratico di isolare Seoul dal resto della Corea. Le barche che rifornivano la città della maggior parte delle sue provviste non erano in grado di navigare tra Chemulpo (l’odierna Incheon) e Mapo e Yongsan, i due principali porti fluviali che servivano Seoul.
L’unica altra via di comunicazione tra Chemulpo e Seoul era una strada accidentata infestata da banditi, ulteriormente ostacolata dal fatto che non c’erano ponti sul fiume Han fino all’inizio del ventesimo secolo. Con i traghetti inutilizzabili, carri e persone erano costretti ad attraversare il fiume sul ghiaccio.

Per molti, tuttavia, il congelamento del fiume Han è stato un vantaggio, e in alcuni casi un aspetto molto importante della cultura coreana. I cacciatori inseguivano la selvaggina vicino ai pochi punti privi di ghiaccio dove si radunavano un gran numero di uccelli. La pesca sul ghiaccio era inoltre molto diffusa nei mesi invernali.
A giudicare dalle vecchie fotografie scattate all’inizio e alla metà del XX secolo, anche il pattinaggio sul ghiaccio era molto popolare sul fiume.

Il ghiaccio del fiume Han era, inoltre, una parte importante della cultura coreana, specialmente nei palazzi. Durante la dinastia Joseon, quando il fiume era sufficientemente ghiacciato, i taglia-ghiaccio armati di seghe uscivano e tagliavano blocchi di ghiaccio, lunghi fino a 1,8 metri, e li trasportavano su carri alle due ghiacciaie reali di Seoul, che fornivano di ghiaccio le cucine del palazzo reale e della nobiltà, ma anche le sale funerarie reali. Il ghiaccio infatti, era usato nella preparazione e conservazione del cibo, ma anche per conservare le spoglie dei defunti re e regine durante i lunghi periodi di lutto precedenti la sepoltura definitiva.

Fuori dal palazzo, invece, il ghiaccio era un lusso che poche persone potevano permettersi. I nobili avevano diritto a una certa quantità di ghiaccio in base al loro grado. C’era persino un mercato nero per il ghiaccio. Nell’inverno del 1468/1469, re Yejong represse i funzionari corrotti che contrabbandavano il ghiaccio fuori dai depositi e lo vendevano alla gente comune.

La modernizzazione ha cancellato la cultura del ghiaccio della Corea. Negli ultimi cinquant’anni il fiume Han si è ghiacciato sempre meno a causa del riscaldamento globale e la domanda di ghiaccio è ovviamente soddisfatta dai moderni congelatori e frigoriferi.

Ph. Han Young-soo