Bologna: convegno sulla Corea con Romano Prodi e Antonio Fiori.

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Segnaliamo il convegno che avrà luogo il prossimo 21 febbraio a Bologna presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università. Interventi d’eccezione con il Prof. Romano Prodi, che non ha bisogno di presentazioni, e il Prof. Antonio Fiori, tra i massimi esperti nel nostro paese di Corea.

Seollal (설날): il capodanno coreano.

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Il prossimo 16 febbraio in Corea è il giorno di Seollal (설날), il Capodanno coreano secondo il calendario lunare, probabilmente la festività nazionale più importante del paese. Il Capodanno coreano cade generalmente nel giorno del secondo novilunio dopo il solstizio d’inverno, a meno che non ci sia un raro undicesimo o dodicesimo mese intercalare.

Il Seollal è generalmente una festa vissuta in famiglia durante la quale si svolgono anche celebrazioni in onore dei parenti defunti, celebrazioni note con il nome charye (차례). E’ una delle rare occasioni grazie alle quali molti coreani indossano gli abiti tradizionali come i colorati ed eleganti hanbok.

Tra i riti del Seollal, il più tipico è il Sebae, praticato dai bambini verso i genitori o, comunque, verso i parenti adulti, con profondi inchini in segno di rispetto. Durante questi giorni è facile sentire le parole “saehae bok manhi badeuseyo” (새해 복 많이 받으세요), una forma augurale molto diffusa che potrebbe essere tradotta come “riceviate  molte benedizioni per il nuovo anno”.

In questi giorni, anche la cucina riveste la sua importanza, con diversi piatti tradizionali come  zuppe, ravioli e soprattutto il piatto tipico del Capodanno lunare coreano: il Ttŏkkuk (떡국), una zuppa a  base di gnocchi di riso.

 

Guida completa alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018.

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In vista della XXIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali, che si svolgeranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio, e della XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dal 9 al 18 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Seoul e l’Unità di Crisi della Farnesina hanno redatto il “Focus Olimpiadi Invernali: Repubblica di Corea, Pyeongchang 2018”.

Si tratta di uno strumento utile, completo e di facile consultazione, concepito al fine di fornire ai connazionali presenti in Corea del Sud nei periodi summenzionati, tutte le principali notizie ed informazioni pratiche sull’evento.

Il “Focus”, in particolare, presta grande attenzione a tutto ciò che riguarda l’aspetto della sicurezza dei cittadini italiani che assisteranno alla manifestazione, attraverso le sezioni dedicate ai contatti dell’Ambasciata d’Italia a Seoul e ai numeri da comporre e siti internet da consultare in caso di emergenza. Presenta, quindi, un dettagliato resoconto, con foto e mappe a colori, dei luoghi delle competizioni e di come raggiungerli, fornendo indicazioni dirette e riferimenti ai siti internet delle principali compagnie di trasporti sudcoreane.

Particolarmente importante è la sezione “Prima di Partire” che, oltre a rinnovare l’invito ai connazionali che si apprestano a raggiungere la Corea del Sud a iscriversi al sito dell’Unità di Crisi www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare l’APP “Unità di Crisi per smartphone e tablet, presenta un utile resoconto su quali documenti portare con sé prima della partenza.

Si segnala, infine, la sezione “Avvertenze e suggerimenti per il soggiorno” che, oltre a presentare indicazioni di utilità pratica, fornisce informazioni di carattere comportamentale da seguire per potersi godere appieno la manifestazione nel reciproco rispetto del Paese che la ospita.

Clicca qui per scaricare il “Focus”

Bilaterale Italia-Corea.

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L’incontro tra la Ministra degli Esteri sudcoreana Kang Kyung-hwa e il suo omologo italiano Angelino Alfano.

Lo scorso 26 gennaio la Ministra degli Esteri Kang Kyung-wha ha incontrato il suo omologo italiano Angelino Alfano. Oltre al miglioramento del rapporto di collaborazione tra i due Paesi, Alfano e Kang hanno parlato della questione nordcoreana e delle Olimpiadi di Pyeongchang.

All’inizio dell’incontro il Ministro Alfano ha espresso le sue condoglianze per le vittime colpite dall’incendio all’Ospedale di Milyang in Corea. I due hanno sottolineato la lunga storia del rapporto di amicizia tra i due Paesi iniziato nel 1884 e hanno deciso di rafforzare il rapporto di collaborazione in linea con l’incontro al Vertice Gentiloni-Moon che si era tenuto il settembre 2017 ai margini dell’Assemblea Generale dell’Onu. In modo particolare, Alfano e Kang hanno deciso di organizzare frequentemente scambi tra delegazioni di alto livello e incontri tra i Vice Ministri degli Esteri.

La Ministra sudcoreana ha chiesto la massima collaborazione da parte dell’Italia per il successo dei Giochi Invernali di Pyeongchang, poiché l’Italia aveva ospitato per ben due volte le Olimpiadi Invernali con grande successo (nel 1956 a Cortina d’Ampezzo e nel 2006 a Torino).

La Ministra Kang ha proposto il rafforzamento della collaborazione concreta nei settori scientifico ed industriale ed anche tra le piccole e le medie imprese. A tale richiesta della Ministra sudcoreana, il Ministro Alfano ha risposto dicendo che bisognerebbe inoltre promuovere la collaborazione nei settori dell’agricoltura, della difesa e della tecnologia avanzata.
La Ministra Kang ha ringraziato l’Italia per aver sostenuto la politica nordcoreana del Governo sudcoreano nel 2017 in veste della Presidenza del G7 e della Commissione dell’Onu delle sanzioni alla Corea del Nord. La Kang ha inoltre ribadito lo sforzo del Governo sudcoreano per trovare la soluzione pacifica alla questione nordcoreana partendo dal dialogo intercoreano che è stato riavviato recentemente.

“L’incontro tra delegazione di alto livello della Corea del Sud e della Corea del Nord ed il ripristino di un canale di comunicazione militare teso a minimizzare il rischio di escalation involontaria della crisi, così some l’annunciata partecipazione nordcoreana ai Giochi Olimpici invernali di Pyeonchang, rappresentino segnali positivi che auspichiamo possano effettivamente preludere ad un reale cambiamento di rotta da parte del regime nordcoreano”, ha risposto il Ministro Alfano alla sua omologa sudcoreana augurando un buon esito del dialogo intercoreano e ha promesso il solido sostegno da parte dell’Italia allo sforzo di Seul per l’attenuazione della tensione e l’istituzione della pace nella penisola.

I due Ministri hanno inoltre deciso di collaborare su altre tematiche nel campo internazionale quali questioni riguardo gli immigrati e gli aiuti umanitari.

Dopo l’incontro con il Ministro Alfano, la Ministra Kang ha incontrato il Ministro degli Esteri vaticano Paul Gallagher in occasione del 55esimo anniversario del rapporto di amicizia tra la Corea del Sud ed il Vaticano.

Nasce K-Art, una nuova pagina dedicata all’arte e a alla cultura coreana.

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Cari amici e lettori,

è con grande piacere che comunichiamo la nascita di una nuova pagina dedicata esclusivamente all’arte coreana.

Il nuovo progetto ha l’obiettivo di aprire un osservatorio sull’arte e sugli artisti coreani del passato e del presente. Non amiamo fare nette distinzioni tra arte contemporanea e arte moderna o tradizionale, come pure non amiamo fare distinzioni tra artisti già affermati e giovani artisti agli esordi.

Uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di capire dove stia andando la giovane arte coreana. La Corea è un paese molto innovativo non solo nei settori più noti della tecnologia ma anche in altri ambiti come la moda, il design e, appunto, l’arte di cui vorremmo in futuro parlarvi.

Il nuovo sito è accessibile all’indirizzo koreanart.it, e vi ricordo che è già attiva la nostra pagina FB all’indirizzo facebook.com/koreanart.it.

Grazie a tutti per averci seguito finora e, nella speranza di ritrovarvi da oggi non solo su calmomattino.it (che ovviamente continuerà nella sua attività), ma anche su K-Art, inviamo un caro saluto a tutti.

Giancarlo Pappagallo

 

Corea del Sud rimossa dalla “black list” della UE.

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L’Unione Europea ha rimosso la Corea del Sud dalla “black list” dei paradisi fiscali, sollevando il governo di Seoul da forti preoccupazioni su eventuali misure economiche punitive e danni alla reputazione. E’ quanto comunicato dal Ministero delle Finanze sudcoreano questa mattina.

I Ministri delle Finanze dell’UE hanno concordato di rimuovere la Corea del Sud e altri sette paesi dall’elenco delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali. Gli altri sette paesi sono Panama, Mongolia, Barbados, Macao, Tunisia, Grenada e gli Emirati Arabi Uniti.

A dicembre, i Ministri delle Finanze UE avevano inserito 17 paesi nella nuova black list, definendo i loro sistemi di tassazione ingiusti e discriminatori. Alcuni benefici fiscali del governo coreano destinati alle società straniere intenzionate ad investire nel paese erano finiti sotto la lente di ingrandimento delle autorità europee.

Con la decisione dell’UE, la Corea del Sud rimarrà in una lista grigia di 55 paesi che saranno monitorati dall’UE per verificare periodicamente la conformità alle nuove regole.

La Corea del Nord oltre gli stereotipi.

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Segnaliamo che sabato 27 gennaio alle ore 17,30, presso la libreria “Incrocio Quarenghi” di Bergamo, si terrà un incontro dedicato alla Corea del Nord. Interverrà l’amico Piergiorgio Pescali, giornalista e scrittore, che ha più volte visitato la Corea del Nord e scritto del paese su diversi quotidiani nazionali. Piergiorgio è un grande esperto e conoscitore della realtà nordcoreana ed asiatica in genere che, grazie alla sua reale esperienza sul campo, potrà parlarci di Corea del Nord “oltre gli stereotipi”.

Crisi coreana e nuovi equilibri in Asia

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Il giorno 11 ottobre 2017 alle ore 18,00 presso l’ISPI si parla di Corea. Ne discutono:

Alessia AMIGHINI, ISPI e Università del Piemonte Orientale

Lucio CARACCIOLO, Limes

Dario FABBRI, Limes

Francesca FRASSINETI, ISPI e Università di Bologna

L’incontro è promosso in occasione della pubblicazione del numero di Limes dedicato a questi temi.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell’ISPI.

Per partecipare all’incontro, che si terrà a Milano il prossimo 11 ottobre alle ore 18.00 presso la sede dell’ISPI (Palazzo Clerici – Via Clerici, 5), è necessario iscriversi cliccando qui.

Han Kang a Milano per presentare “Atti umani”.

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Gwangju, Corea del Sud, maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, nel paese vige la legge marziale. Tutta la Corea del Sud è scossa da manifestazioni e rivolte, studentesche e non. Il 18 maggio scoppia una pesante insurrezione nel centro della città di Gwanju. I militari aprono il fuoco. Sono centinaia le vittime di quello che è passato alla storia come il “Massacro di Gwanju”. Un dramma poco noto e mai narrato in occidente.

E’ dedicato a loro l’ultimo libro della scrittrice coreana Han Kang, vincitrice del Premio Malaparte 2017, un lungo dialogo tra i vivi e i morti a proposito della brutalità del potere e delle sue conseguenze.

Il 5 ottobre 2017, alle ore 18,30, sarà alla Feltrinelli di Milano, Piazza Duomo, per incontrare i lettori.

 

Corea del Nord lancia tre missili a corto raggio.

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La Corea del Nord ha effettuato quest’oggi il lancio di tre razzi a corto raggio in direzione del Mar dell’Est, in un’apparente dimostrazione di forza contro l’annuale esercitazione militare congiunta Corea del Sud-Stati Uniti in corso in questi giorni. Il Cheong Wa Dae (l’Ufficio della Presidenza della Repubblica) e la Difesa sudcoreana hanno affermato che il Nord ha lanciato “diversi” missili con un avanzato sistema a razzo multiplo e che hanno volato per circa 250Km. Il Comando per il Pacifico degli Stati Uniti ha dichiarato che dei tre missili, il primo e il terzo hanno percorso circa 250 chilometri in direzione nord-orientale, mentre il secondo sarebbe esploso subito dopo il lancio.

Il test non ha destato particolari timori in quanto piuttosto prevedibile. Ogni anno, infatti, la Corea del Nord effettua dei test missilistici o delle esercitazioni militari in risposta alle esercitazioni svolte dal Sud con gli Stati Uniti (Ulchi Freedom Guardian). Dopo il lancio dei missili, il Presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale per analizzare il lancio, la disponibilità militare e la situazione generale di sicurezza del paese.

“La Corea del Sud non ha bisogno del permesso USA per parlare con il Nord”.

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“La ripresa del dialogo con la Corea del Nord potrebbe essere perseguita in stretta collaborazione e consultazione con gli Stati Uniti, ma la Corea del Sud non deve essere autorizzata dagli Stati Uniti per farlo”, ha dichiarato oggi Kwun Hyuk-ki, portavoce del Cheong Wa Dae, l’Ufficio della Presidenza della Repubblica della Corea del Sud.

La nota ufficiale arriva in risposta a una domanda posta da un giornalista americano in una recente intervista con il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, in cui l’intervistatore dell’emittente statunitense CBS ha dichiarato che non era chiaro se il Presidente americano Donald Trump “potesse permetterealla sua controparte sudcoreana di negoziare autonomamente con i nordcoreani.

La dichiarazione dell’Ufficio presidenziale arriva dopo giorni di intense polemiche scatenatesi sui social media sudcoreani, e a due giorni dall’incontro bilaterale previsto tra Trump e Moon a Washington.

Prospects for Japan-South Korea Cooperation Under Moon Jae-in.

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By Scott A. Snyder and Brad Glosserman (copyright Council on Foreign Relations).

South Korea’s new president, Moon Jae-in, has a long list of priorities. Topping the list is restoring faith and credibility in his country’s political system and getting the struggling economy on its feet. In foreign policy, chief concerns include ensuring that the alliance with the United States remains strong, getting China to ease up on its campaign of economic intimidation and ending the freeze in North-South relations and imparting momentum into diplomacy to reduce tensions and remove the North Korean nuclear threat.

Another critical issue Moon must manage is relations with Japan. That task will be complicated by his campaign platform pledges to unwind the December 2015 comfort woman agreement negotiated by his discredited predecessor, Park Geun-hye. In his first conversation with Japanese Prime Minister Shinzo Abe, Moon noted that his fellow South Koreans could not emotionally accept all the items in the agreement. At the same time, and to his credit, he also appears to have made space for Japan-South Korea relations, noting that they should not be contingent on the resolution of the comfort woman issue. This “two-track” formula could help him avoid the box that Park created for herself over the issue when she took office in 2013. President Moon is likely to find that a strong relationship with Tokyo will pay important dividends and help him deal with other grave geopolitical challenges.

Relations between South Korea and Japan have long been fraught: a tangled history, imperial conquest, territorial disputes, and the residues of Japanese occupation have poisoned the bilateral relationship for more than seventy years after the end of World War II. After several years of ambivalence, President Park tried to set a floor on the relationship by striking a deal on comfort women and approving a long-delayed agreement on information sharing between the militaries of Japan and South Korea. At U.S. prodding, Seoul, Tokyo, and Washington have moved forward on greater trilateral cooperation to address the North Korean threat.

Yet cooperation remains controversial and contingent. Worse, Park’s impeachment has tainted the measures she adopted to improve relations. While Moon has said that the December 2015 comfort women agreement will not be the starting point for relations with Japan, he said during the campaign that “both the agreement and the negotiation process were wrong,” and that the agreement “must be renegotiated [in accordance with] the will of the majority of the public.” This approach risks stalemate with Japanese counterparts who negotiated with the Park administration in good faith.

Moon’s top national security challenge is North Korea. To do that effectively, he needs the support of both China and the United States. Beijing offers Seoul important leverage in dealing with Pyongyang. But China’s relations with the South have been troubled in recent months. The primary problem is Seoul’s decision to ignore Beijing’s objections and proceed with deployment of the Terminal High-Altitude Aerial Defense (THAAD) missile defense system that is intended to counter the North Korean missile threat. China is convinced that the system threatens its own nuclear deterrent and has responded to Seoul’s indifference to Chinese concerns with fury, boycotting Korean cultural exports, shutting down Chinese tourism to Korea, and closing 90 percent of the Lotte stores in China (punished because it swapped the land the South Korean government is using for the THAAD deployment). China’s 8.1 million visitors accounted for about half of South Korea’s tourists last year, and 70 percent of duty-free operators’ annual revenue of 8.6 trillion won ($7.59 billion) according to the Korea Tourism Organization (KTO); that number is estimated to plunge 50 percent in 2017. Korea Development Bank forecasts $20 billion in potential losses in trade with China, should the diplomatic spat continue, more than half of which are in the tourism and duty-free sectors.

For its part, the United States provides security guarantees to South Korea against the North Korean threat, and gives Seoul credibility in the eyes of Beijing. Astute South Korean policy-makers concede that China would not take them seriously if they did not have the United States behind them. In addition, Pyongyang ultimately wants a deal with Washington, and Moon needs a good relationship with the United States to prevent the North from negotiating behind his back.

In this context, a deal with Tokyo gives Moon breathing room. A strong relationship with Japan also gives South Korea more credibility with China; without a partner, South Korea is susceptible to the type of pressure that China has brought to bear in the wake of the THAAD controversy. While the United States should continue to provide that protection, there is greater uncertainty and less assurance in South Korea about U.S. positions in the Donald Trump administration. Regardless of whether the United States is encouraging good Japan-South Korea relations or appears more untrustworthy from the vantage point of Tokyo and Seoul, a stable Japan-South Korea relationship provides both governments with a measure of assurance in an increasingly volatile security environment. Moreover, a strong Japan-South Korea relationship would prevent Beijing and Tokyo from coming to agreement on interests in East Asia in ways that prejudice South Korean interests. In other words, a durable Japan-South Korea relationship is an insurance policy for Seoul.

Building that relationship will take time. It will be incremental. It could begin with Moon’s personal affirmation of a future-oriented relationship, followed by outreach to Abe to construct a larger and more enduring bilateral relationship. Abe should respond with an offer of assistance (in the appropriate form) to mitigate the damage being done to South Korean economic interests by China. A resumption of the expired currency swap agreement would also be a nice gesture.

While the Japanese government is likely to resist formal renegotiation of the 2015 comfort woman agreement, it is undeniable that Japan-South Korea relations will be constrained without broader Korean public acceptance of Japan’s efforts to address the past. Both leaders will have to do more to change the situation. The challenge for Moon is to show that South Korea’s public grievances toward Japan can be satisfied, while Abe will need to make greater efforts to win over South Korean public support.

Over time, Japan-South Korea cooperation should evolve into a genuine framework of reconciliation. In many ways, Moon is the most appropriate leader for such a deal. The real tensions in the Japan-South Korea relationship are generated by the right in Japan and the left in South Korea, both of which are struggling with the political status quo in their own countries. Moon, a progressive, and Abe, a conservative, are the leaders best able to deliver the constituencies that would make reconciliation between the two countries meaningful. Both short- and long-term considerations should impel them to get started now.

https://www.cfr.org/blog-post/prospects-japan-south-korea-cooperation-under-moon-jae

 

Moon Jae-in nuovo Presidente.

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Dopo mesi di vuoto di potere la Corea del Sud ha finalmente un nuovo presidente. Non sono ancora disponibili i risultati ufficiali definitivi ma, secondo le più recenti proiezioni, il candidato del Partito Democratico si attesterebbe al 41,4%, staccando di circa venti punti percentuali i due maggiori avversari, il conservatore Hong Joon-pyo, fermo al 23% circa, e il centrista Ahn Cheol-soo al 22% circa. Importanti anche i dati sull’affluenza, che raggiunge il 77,2%.

Stando alle promesse elettorali, una presidenza Moon potrebbe rappresentare una importante inversione di rotta nell’atteggiamento verso la Corea del Nord. Quanto al sistema antimissilistico americano THAAD, che tante frizioni ha causato negli ultimi mesi tra Corea del Sud e Cina, il neopresidente si è dichiarato più volte “infelice” per la scelta di installare questa infrastruttura militare su suolo coreano ma, secondo alcuni analisti, Moon non disconoscerà la decisione della precedente amministrazione Park.

Chi è Moon Jae-in?

Figlio di rifugiati nordcoreani, Moon Jae-in è stato attivista per i diritti umani e per la democrazia negli anni ’70 e ’80 (motivo per cui ha avuto esperienza delle patrie galere). Durante la Presidenza di Rho Moo-hyun ha ricoperto l’importante ruolo di “Chief of Staff”.

Moon, messaggio a Trump: nessun intervento militare senza consenso della Corea del Sud.

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Il candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni presidenziali sudcoreane del 9 maggio 2017, Moon Jae-in (nella foto), ha toccato oggi un tema di fondamentale importanza per la politica estera e di sicurezza sudcoreana: i rapporti con la Corea del Nord.

In un’intervista rilasciata questa mattina al quotidiano sudcoreano “Korea Herald”, il candidato democratico ha affermato che è sua intenzione parlare direttamente con il leader nordcoreano Kim Jong-un, se eletto. Moon ha sostanzialmente accusato le precedenti amministrazioni conservatrici di aver ridotto la Corea del Sud ad una semplice spettatrice rispetto alla questione nordcoreana.

Moon si è anche dichiarato sicuro di poter gestire la situazione in collaborazione con il Presidente americano Trump, ma si è detto preoccupato per l’approccio unilaterale dimostrato da quest’ultimo nei confronti di Pyongyang, in particolare per quanto riguarda un eventuale intervento militare. Su questo punto, il candidato democratico è stato molto chiaro: nessuna iniziativa militare senza il consenso della Corea del Sud.

Moon ha inoltre confermato l’intenzione di riaprire il distretto industriale di Kaesong, chiuso nel 2016 dall’amministrazione Park a seguito dei reiterati test missilistici e nucleari nordcoreani.

Destituita la Presidente Park.

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La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha deliberato questa mattina all’unanimità la destituzione della Presidente Park Geu-hye. La decisione porta a termine la procedura di impeachment avviata nei mesi scorsi in conseguenza di gravissimi episodi di corruzione nei quali sono risultati coinvolti sia la Presidente che i vertici di importanti multinazionali sudcoreane quali la Samsung.

La ormai ex Presidente Park entra, a suo modo, nella storia coreana, essendo il primo presidente destituito dalla carica nell’era della Corea democratica. Le leggi sudcoreane prevedono che le prossime elezioni presidenziali debbano tenersi entro 60 giorni e quindi entro il 9 maggio. Al momento, e fino alla proclamazione del prossimo Presidente, la carica continuerà ad essere assunta dal primo ministro Hwang Kyo-ahn, già incaricato dopo l’avvio della procedura di impeachment il 9 dicembre 2016.

I capi di imputazione a carico della Park erano ben 13 tra cui corruzione, abuso di potere, violazione della libertà di stampa e, soprattutto, aver permesso alla confidente e amica di lungo corso Choi Sun-sil l’accesso a informazioni molto riservate poi utilizzate per ricattare importanti aziende del paese.

La formale e definitiva destituzione della Park pone finalmente fine ad un vuoto di potere in un momento molto delicato per l’economia, la sicurezza e le relazioni internazionali del paese. Proprio nelle ultime settimane sembra crescere la tensione nei rapporti economici e politici con la Cina a seguito della decisione (della Park stessa quando al potere) di installare nel paese il sistema antimissilistico amercano THAAD.

THAAD: prime ritorsioni da Pechino.

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Il governo cinese ha vietato alle agenzie turistiche e ai tour operator presenti nel paese di commercializzare pacchetti viaggio con destinazione la Corea del Sud. Si tratta della prima ritorsione avviata dalla Cina a seguito della decisione del governo di Seoul di installare nel paese il sistema antimissile americano THAAD (Terminal High Altitude Area Defense). Secondo fonti cinesi, la China National Tourism Administration (CNTA), su ordine delle autorità centrali, avrebbe convocato per giovedì prossimo un meeting a Pechino con le maggiori compagnie di viaggio, nel corso del quale saranno resi noti maggiori dettagli del provvedimento in questione. Al meeting dovrebbe partecipare anche il maggiore tour operator sudcoreano Hana Tour.

La mossa di Pechino potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’economia e sul settore turistico in Corea del Sud, non soltanto per alberghi e ristoranti ma anche per il retail e in particolare per il settore cosmetico, generalmente molto gradito ai turisti cinesi.

Le autorità di Pechino hanno inoltre avviato una pesante operazione di ispezioni e verifiche nei confronti della Lotte, principale azienda sudcoreana del settore retail con forti interessi in Cina, dove possiede circa 120 centri commerciali. Agli occhi del governo cinese la Lotte è colpevole di aver autorizzato l’installazione del sistema THAAD su terreni di sua proprietà.

 

Corea del Nord e sanzioni ONU.

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La Corea del Nord continua a evadere le sanzioni internazionali attraverso una fitta rete di organizzazioni e società costituite all’estero che riescono ad accedere al sistema bancario internazionale e dunque ad effettuare regolari scambi commerciali. E’ quanto emerge da recenti report del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Corea del Nord è attualmente soggetta a pesanti sanzioni dell’ONU che dovrebbero impedire l’accesso da parte del regime di Pyongyang a merci e beni utili ai programmi nucleari, chimici e missilistici del paese.

Nonostante l’embargo cui è soggetta, la Corea del Nord aggira le barriere attraverso l’utilizzo di strumenti di pagamento non tracciabili quali il contante e l’oro, oltre che a costituire direttamente all’estero società grazie a intermediari stranieri. Attraverso le attività commerciali di queste imprese, il regime garantisce a se stesso importanti flussi di cassa e approvvigionamento di contante utile per importare nel paese merci vietate.

E’ emblematico il caso dei grossi quantitativi di forniture militari bloccati, negli scorsi mesi, prima della loro consegna nei porti dell’Eritrea. E’ la seconda volta in un anno che viene identificato e interdetto un carico con questa destinazione. Nel caso specifico, le apparecchiature militari erano state fabbricate da un’azienda con sede in Malaysia denominata Glocom e soggetta a diretto controllo del 정찰총국 “Reconnaissance General Bureau”, l’agenzia di intelligence nordcoreana. Ciò dimostra, tra l’altro, quanto sia ramificata la presenza dei servizi nordcoreani in Malaysia, paese in questi giorni presente su tutta la stampa internazionale per l’omicidio di Kim Jong Nam, ucciso con una dose letale di gas nervino presso l’aeroporto di Kuala Lumpur.

Ultim’ora: in stato di arresto vicepresidente Samsung.

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E’ in stato di arresto il vicepresidente della multinazionale sudcoreana Samsung, Lee Jae-yong, accusato di corruzione nell’ambito dello stesso scandalo che ha portato alla richiesta di impeachment della Presidente della Repubblica Park Geung-hye. Nello specifico, Lee Jae-yong è accusato di aver “donato” ingenti somme di denaro a delle organizzazioni non-profit direttamente collegate a Choi Soon-sil, amica di lunga data e consigliera della Presidente Park, in cambio di favori da parte del governo. Le notizie dell’ultim’ora complicano ulteriormente la posizione della Presidente Park che si avvia inesorabilmente verso l’avvio dell’impeachment, probabilmente nel mese di marzo, procedura che potrebbe portare alla sua destituzione.

 

La piazza chiede a gran voce le dimissioni della Park.

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Nella più vasta manifestazione antigovernativa degli ultimi decenni, circa un milione di sudcoreani (260.000 secondo le forze dell’ordine) si sono riversati nelle strade centrali di Seoul chiedendo a gran voce le dimissioni della Presidente Park, coinvolta in uno scandalo che sembra accrescere la gravità delle sua azioni giorno dopo giorno.

Ricordiamo che, nelle ultime settimane, si è avuta conferma che Choi Soon-sil, amica di lunga data della Presidente Park, avrebbe avuto un ruolo di primissimo piano nelle decisioni politiche della Presidente, senza tuttavia ricoprire alcun incarico ufficiale di governo. Informazioni e documenti riservati, sono stati “maneggiati” da Choi Soon-sil e dai suoi accoliti, i quali avrebbero accresciuto in questo modo la loro influenza (e i loro portafogli) nel mondo del business. Dalle indiscrezioni rese pubbliche dalla stampa emerge il ritratto di una Presidente burattino nelle mani di un ristretto numero di persone che hanno fatto il “bello e il cattivo tempo” nel paese.

Circa 25.000 poliziotti sono stati schierati ma, al momento, non si registrano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.