Indagine USA su finanziamenti illeciti alla Corea del Nord.

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Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una procedura d’accusa nei confronti di ventotto cittadini nordcoreani e cinque cittadini cinesi, accusati di aver fatto arrivare a Pyongyang, violando le sanzioni internazionali, oltre 2,5 miliardi di dollari destinati allo sviluppo del programma nucleare e missilistico del paese, in quella che viene descritta come una complessa e globale rete clandestina operante tra Cina, Russia, Libia e Thailandia.

Gli individui in questione sono accusati di aver agito come agenti della “Foreign Trade Bank” (FTB), banca commerciale nordcoreana, e di aver costituito più di 250 società di facciata in tutto il mondo per mascherare i pagamenti, anche attraverso diverse Banche cinesi.

Tra le persone in stato d’accusa figurano due ex presidenti della FTB, Ko Chol Man e Kim Song Ui; due ex vicepresidenti, Han Ung e Ri Jong Nam; Han Ki Song, che presumibilmente gestiva la filiale segreta di FTB in Tailandia e prestava servizio presso la principale agenzia di intelligence della Corea del Nord.

L’accusa sottolinea il ruolo attivo che la Cina avrebbe avuto nel facilitare questa rete illegale di finanziamenti. Nonostante la maggior parte degli stati dall’inizio del 2016 abbia espulso filiali di banche nordcoreane, secondo l’accusa tali banche sarebbero ancora operative a Pechino e Shenyang, in Cina e avrebbero avuto un ruolo chiave nel passaggio di denaro.

Cresce la dipendenza economica della Corea del Nord dalla Cina.

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Secondo un nuovo report della Korea International Trade Association (KITA) la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina ha raggiunto livelli record.

Il rapporto afferma che, anche a causa delle sanzioni economiche internazionali e della sospensione del commercio intercoreano, la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina è salita al 95,2% l’anno scorso. È stata la cifra più alta mai registrata, rispetto al 91,7% nel 2018, e va a confermare un trend ormai ventennale.

Il rapporto afferma inoltre che, a causa del Covid19 il commercio tra Corea del Nord e Cina a febbraio 2020 è diminuito del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Kim Jong-un, vivo e vegeto.

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La storia di Kim Jong-un in fin di vita, in stato vegetativo o addirittura morto, è solo l’ultima delle occasioni che mostra come sia necessario usare cautela quando si parla di Corea del Nord. Le fonti sono scarse, e quando si parla di questioni attinenti i vertici dello stato o la sicurezza nazionale, e in primis della figura del leader, solo poche persone all’interno dell’apparato governativo nordcoreano sono a conoscenza dei fatti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite molte speculazioni sulle condizioni di salute del leader nordcoreano, sulla sua vita e sulla sua presunta morte, e ciò nonostante il governo della Corea del Sud, forte di dati di intelligence e prove certe, avesse sin da subito respinto queste voci arrivando a bollarle come “infodemiche”.

Nella giornata di ieri, Kim Jong-un è riapparso sulla scena pubblica dopo venti giorni di assenza, partecipando alla cerimonia di inaugurazione di una nuova fabbrica di fertilizzanti fosfatici nella località di Sunchon, a nord di Pyongyang. Lo ha reso noto la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Le foto scattate dalla KCNA mostrano Kim, vestito con un abito scuro alla Mao, che taglia il nastro rosso durante la cerimonia e parla con gli ufficiali di accompagnamento con un sorriso sul volto. Le foto ci dicono che 1) è vivo, 2) se fosse veramente malato, sarebbe comunque ancora autosufficiente e di certo non in coma.

Secondo il comunicato della KCNA, Kim si è informato sul “processo di lavorazione delle materie prime, il processo di produzione di fosforo giallo, il processo di produzione di fertilizzanti fosfatici di ammonio e il processo di imballaggio”. Il comunicato poi riprende le parole del leader che ha espresso “soddisfazione per la meravigliosa creazione, che espone i compiti e i modi per sviluppare la nostra industria chimica in un orientamento corretto, come richiesto dal nuovo secolo”.

Ad accompagnare Kim c’erano sua sorella Kim Yo-jong, Pak Pong-ju, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, il Premier Kim Jae-ryong e altri alti funzionari.

Nel frattempo a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rifiutato di commentare la ricomparsa di Kim. “Preferirei non commentare ancora”, “Avremo qualcosa da dire al riguardo al momento opportuno” ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, secondo Reuters. 

Non è raro che Kim scompaia dal pubblico. La sua più lunga assenza dalla vista pubblica è stata nel settembre 2014, quando è scomparso per circa quaranta giorni ed è tornato con un bastone e zoppicando. L’agenzia di intelligence di Seoul in seguito disse che gli era stata rimossa una cisti dalla caviglia.

Le foto sono tratte dal sito della KCNA.

Corea del Nord: a Seoul scetticismo su indiscrezioni relative a stato di salute Kim Jong-un.

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Secondo l’americana CNN il leader nordcoreano Kim Jong-Un sarebbe in gravi condizioni di salute, tuttavia da Seoul sembrano arrivare notizie opposte. 

Seul, 21 apr 06:18 – (Agenzia Nova) – Un funzionario governativo della Corea del Sud citato dal quotidiano “Korea Herald” ha espresso scetticismo in merito alle indiscrezioni diffuse dall’emittente televisiva Usa “Cnn”, secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in gravi condizioni a seguito di un intervento di chirurgia cardiovascolare. Il funzionario descritto dal quotidiano sudcoreano come “a conoscenza delle questioni nordcoreane”, ha dichiarato che a Seul non risulta “alcunché di particolare” riguardo le condizioni di salute del leader nordcoreano, la cui ultima apparizione pubblica risale all’ultima riunione del Politburo del Partito del lavoro nordcoreano, lo scorso 11 aprile. Il ministero dell’Unificazione sudcoreano ha rifiutato di commentare ufficialmente le indiscrezioni.

Gli Stati Uniti stanno verificando informazioni d’intelligence secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in condizioni critiche, dopo essersi sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. Lo ha riferito nella giornata di ieri l’emittente televisiva statunitense “Cnn”, citando funzionari anonimi con “conoscenza diretta” della questione. Le speculazioni in merito alle condizioni di salute del leader nordcoreano si erano moltiplicate dallo scorso 15 aprile, quando Kim aveva apparentemente disertato l’annuale visita al Palazzo del Sole di Kumsusan, il mausoleo dedicato a Kim Il-Sung, fondatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea e nonno dell’attuale leader nordcoreano. Dalla sua ascesa al potere, nel 2011, Kim Jong-un non aveva mai mancato di visitare il mausoleo per l’anniversario della nascita del nonno, che coincide anche con parate militari su larga scala ed altri eventi culturali e sportivi. Secondo le indiscrezioni pubblicate da “Daily NK”, quotidiano online con sede in Corea del Sud, e specializzato nelle notizie riguardanti il regime nordcoreano, Kim sarebbe stato sottoposto il 12 aprile scorso ad una operazione cardiovascolare, resasi necessaria a causa “del fumo eccessivo, dell’obesità e del sovraffaticamento da lavoro” del leader nordcoreano.

La Corea del Nord viola le sanzioni ONU con l’aiuto della Cina. Lo affermerebbe un gruppo di esperti delle Nazioni Unite.

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Secondo diverse agenzie di stampa e quotidiani internazionali tra cui France Presse, The Guardian e Reuters, il “Panel of Experts” del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, dedicato al monitoraggio delle sanzioni internazionali alla Corea del Nord, avrebbe emesso un report (al momento purtroppo non scaricabile dal sito delle Nazioni Uniti) dal quale emergerebbero violazioni all’attuale regime sanzionatorio internazionale.

Nello specifico, la Corea del Nord nel 2019 avrebbe intensificato notevolmente il commercio di carbone e di prodotti petroliferi attraverso l’apparente aiuto di aziende cinesi operanti nel settore della logistica marittima.

Il rapporto, secondo le citate fonti, sarebbe stato pubblicato online sul sito dell’ONU venerdì 17 aprile per poi scomparire dopo alcune ore.

Pubblicando fotografie, registri di spedizione e comunicazioni ricevute dagli Stati membri, il gruppo di esperti scientifici ha affermato che la Corea del Nord avrebbe violato il divieto totale delle Nazioni Unite di esportare carbone, nonché le restrizioni alle importazioni di petrolio raffinato.

“La continua violazione da parte della Repubblica Democratica Popolare di Corea dei divieti di esportazione delle merci non solo è contro le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ma serve a finanziare un flusso di entrate che ha storicamente contribuito ai programmi vietati sul nucleare e sui missili balistici del paese”, sarebbe scritto nel rapporto.

Il Panel, citando i dati forniti da un paese non meglio specificato, ha stimato che la Corea del Nord avrebbe esportato 3,7 milioni di tonnellate di carbone tra gennaio e agosto dell’anno scorso, incassando circa 370 milioni di dollari.

La maggior parte delle esportazioni di carbone sarebbero state trasferite da navi nordcoreane su chiatte cinesi, per poi raggiungere i porti nella baia cinese di Hangzhou, vicino Shanghai. Le spedizioni tra maggio e agosto dello scorso anno sarebbero state ben 47.

Sempre secondo il rapporto, la Corea del Nord avrebbe superato di gran lunga il limite di 500.000 barili all’anno imposto dalle Nazioni Unite per l’importazione di petrolio raffinato. Citando gli Stati Uniti come fonte, il Panel ha affermato che la Corea del Nord avrebbe importato più di 3,89 milioni di barili tra gennaio e ottobre 2019.

Poiché, come si diceva all’inizio, il report non è al momento disponibile, il condizionale è d’obbligo, e non possiamo che fare riferimento agli articoli della stampa internazionale.

Scarica il “Korea Net Assessment 2020” del Carnegie.

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Il “Carnegie Endowment for International Peace”, un celebre think tank americano, ha prodotto il “Korea Net Assessment 2020”, un report molto ampio sull’attuale situazione di difesa e sicurezza nella penisola coreana e sulle possibili evoluzioni future. Il report analizza la situazione attuale anche, ma non solo, sulla base delle valutazioni ufficiali quali i white papers sulla difesa della Corea del Sud e numerosi rapporti pubblicati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, valutazioni che forniscono una panoramica dell’evoluzione dell’equilibrio militare tra le due Coree. 

Secondo il report del Carnegie gli aspetti critici sono ancora molti. Ci sarebbe un divario significativo tra le “rosee” valutazioni di Trump e Moon Jae-In sulla possibilità di un accordo nucleare e di una pace duratura sulla penisola e la realtà dei fatti. La situazione militare nella penisola coreana non sarebbe migliorata dall’avvento delle amministrazioni di Trump e Moon. Contrariamente alle dichiarazioni di Trump successive al vertice di Singapore del giugno 2018, secondo cui le armi nucleari della Corea del Nord non rappresenterebbero più una minaccia, sarebbe vero il contrario: l’arsenale nucleare della Corea del Nord ha continuato a crescere. L’esercito nordcoreano non avrebbe mai smesso, inoltre, di accumulare missili balistici, compresi missili balistici sottomarini (SLBM).

Cliccando qui è comunque possibile scaricare il report completo.

Dossier ISPI sulla Corea del Sud.

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Il prossimo 15 aprile i sudcoreani si recheranno alle urne per eleggere i 300 membri dell’Assemblea Nazionale. Si tratta di un momento delicato per il Presidente in carica Moon Jae-In. Giunto a circa metà mandato ha bisogno che il suo Partito Democratico conquisti la maggioranza dei seggi parlamentari, altrimenti l’Assemblea Nazionale potrebbe intralciare la sua amministrazione.

Ne parla l’ultimo Dossier realizzato dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

In dettaglio gli articoli del Dossier:

U.S.-ROK OPCON Transition: The Element of Timing.

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This post is authored by Soo Kim, policy analyst at the nonprofit, non-partisan RAND Corporation and former CIA analyst. It is part of a project conducted by the program on U.S.-Korea policy at the Council on Foreign Relations, supported by the Smith Richardson Foundation and Korea Foundation. This series of posts addresses the transition of operational control (OPCON) on the Korean Peninsula. 

They say timing is everything. In strategy, knowing the opponent’s timing, and – more critically – capitalizing on that timing when your opponent least expects it can be pivotal in securing victory. And when it comes to shedding light upon the second- and third-order implications of the transition of wartime operational control (OPCON) on the Korean Peninsula, the timing is demonstrably crucial for all parties, both political and military.

For President Moon Jae-in, the restoration of OPCON transition from the United States to South Korea is tethered to the end of his five-year presidential term in 2022. Proponents of this plan underscore the 2022 transition as a prerequisite for achieving Seoul’s “military sovereignty” and shedding its image as a junior partner to Washington. This argument, however, rests more on the foundation of national pride and historical memory than on the actual security implications of the transfer. U.S. and South Korean defense experts have expressed concerns that Seoul may be moving forward and acquiescing to insufficient testing conditions and capabilities to meet this self-imposed deadline. Detractors also point out that South Korea’s push for a precipitous completion of OPCON transition risks undermining the U.S.-ROK alliance – which, as recent deadlocked negotiations over the new Special Measures Agreement (SMA) have shown, may face an uncertain future. There are also structural problems with the transfer that if overlooked or addressed only partially, could create challenges to Seoul’s ability to seamlessly assume and execute wartime OPCON.

Take, for instance, the dozen or so joint U.S.-ROK exercises that were either canceled or scaled back last year to create a more conducive diplomatic atmosphere for nuclear negotiations with North Korea. The implicit expectation of the scale-down in exercises was that the North Korean regime would extend reciprocal diplomatic gestures and reduce military tensions by canceling its own military exercises. North Korea has met neither expectation. And while some maintain that computer-based simulations and more limited exercises can serve as effective substitutes, military experts continue to stress the importance of live exercises for achieving interoperability, combat readiness, and allied deterrence. If anything, there is likely a need for more exercises between the allies to verifiably test the post-OPCON security environment.

Concerns regarding the capabilities and command structure of South Korean forces also raise questions about the readiness for OPCON transition. South Korea remains dependent on the U.S. military for intelligence, surveillance, and reconnaissance (ISR). And while some experts assure that South Korea’s defense budget will provide greater investment in ISR assets and early warning systems, others express grave concerns that its defense buildup may be halted under the conditions laid out in the September 2018 Inter-Korean Comprehensive Military Agreement. Under the agreement, the two sides are to consult with each other in a joint committee about any plan that could be construed as a hostile military act – and Pyongyang would no doubt see Seoul’s buildup of ISR capabilities as hostile to its security. And at the tactical level, South Korea lacks the ability to seamlessly conduct joint operations within an integrated command structure. Inter-service coordination at the lower levels remains stovepiped, leading some experts to question whether South Korea could successfully make the leap to seamlessly coordinate wartime actions with the United States and the militaries of other countries participating in the UN command.

Experts also voice concerns that Washington-Seoul discord over the threat from Pyongyang and the inability to bridge differences in the stalled SMA negotiations on defense cost-sharing could weaken the allies’ joint defense and readiness against North Korea’s nuclear provocations and conventional military threat. While South Korea tends to downplay the North Korean threat and remains flexible in making concessions to salvage any momentum for dialogue with the Kim regime, the United States remains skeptical of North Korea’s intentions. Meanwhile, the United States is demanding that South Korea pay nearly $4 billion annually to maintain U.S. Forces Korea (USFK) – a quadruple increase from the amount paid last year. Recently, USFK began sending furlough notices to 4,000 South Korean employees after Washington and Seoul failed to reach an agreement after seven rounds of cost-sharing negotiations.

As events in recent weeks have shown, states are confronting increasingly complex, latticed challenges that transcend military, public safety, medical, geoeconomic, and ethical delineations. These problems deeply underscore the need for both competent and sophisticated indigenous capabilities, as well as for an expansive network of reliable alliances.

As Washington and Seoul continue to examine the feasibility and conditions for OPCON transition, decisionmakers will likely face political pressure on timing. It may well be to the advantage of both allies that the determination of the transfer be driven by a hard, thorough diagnosis of military capabilities against emerging threats.

Pubblicato su autorizzazione Creative Commons (CC BY-NC-ND 4.0) del Council on Foreign Relation, autore del testo Soo Kim, testo originale qui.

Cinema coreano: “The spy gone North”.

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“The spy gone North” è l’ultimo film del regista sudcoreano YOON Jong-bin, uscito nelle sale cinematografiche coreane nel 2018.

Siamo nel 1993 e la penisola coreana, nonostante il crollo del comunisno a livello globale, vive ancora in in clima di piena guerra fredda. Le tensioni tra le due Coree si intensificano, in particolare a causa dello sviluppo delle armi nucleari avviato dalla Corea del Nord. Seok-young Park, un maggiore dell’intelligence militare della Corea del Sud con nome in codice “Black Venus”, è stato incaricato di infiltrarsi nell’impianto nucleare nordcoreano. La sua nuova identità è quella di un uomo d’affari sudcoreano interessato ad avviare un business con la Corea del Nord. In questo modo si avvicina a Myung-woon Lee, un alto funzionario nordcoreano con base a Pechino. Dopo aver gettato le basi per anni, Seok-young riesce finalmente a conquistare la fiducia della classe dirigente nordcoreana e ad assicurarsi un buon contratto. Tuttavia, Seok-young scopre presto che sia la Corea del Nord che la Corea del Sud stanno facendo accordi segreti per i propri interessi nelle elezioni presidenziali della Corea del Sud del 1998.

Italy and Korea: Ushering in the New Era of Strategic Partnership.

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Il 26 novembre si svolgerà a Roma, presso l’Istituto di Affari Internazionali una conferenza dal titolo “Italy and Korea: Ushering in the New Era of Strategic Partnership”.

Il 17 ottobre scorso il Presidente sudcoreano Moon Jae-in ed il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si sono impegnati ad elevare le relazioni bilaterali tra i due paesi al livello di partnership strategica, convenendo su un programma diplomatico volto a rafforzare la cooperazione tra i due paesi in campo politico, economico e di sicurezza. L’obiettivo della conferenza sarà quello di fornire un momento di riflessione in cui analizzare il futuro delle relazioni economiche e politiche tra Roma e Seoul.

Qui il programma

E qui la scheda di registrazione

Summit tra Kim Jong-Un e XI Jinping.

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Continua il “movimento” diplomatico della Corea del Nord. Dopo i vertici storici con la Corea del Sud e con gli Stati Uniti, il leader nordcoreano Kim Jong-Un ha incontrato oggi a Pechino il Presidente cinese Xi Jinping. Si tratta del terzo incontro dell’anno tra i due.

Obiettivo della Corea del Nord è quello di allentare le sanzioni commerciali che oggi stringono in una morsa l’economia nordcoreana (dalle quale arrivano, nonostante ciò, segnali positivi), e la visita si pone probabilmente in questo contesto, visto che più volte in passato lo storico alleato cinese ha rappresentato le istanze di Pyongyang nel consesso internazionale.

Corea del Sud e USA sospendono esercitazioni militari di agosto.

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Corea del Sud e Stati Uniti si sono accordati per sospendere temporaneamente le esercitazioni militari congiunte previste, come ogni anno, per il mese di agosto. Si tratta di una decisione presa sulla scia del nuovo corso avviato nelle relazioni diplomatiche con la Corea del Nord. Le esercitazioni congiunte, infatti, hanno sempre creato forti frizioni con il Nord, che ha regolarmente reagito con provocazioni di tipo militare. In cambio, la Corea del Nord dovrebbe distruggere un sito per la sperimentazione di missili intercontinentali.

Fonte Maeil Business: http://pulsenews.co.kr/view.php?sc=30800022&year=2018&no=386500

Il summit Kim-Trump visto dalla stampa ufficiale di Pyongyang.

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Negli scorsi giorni ne hanno parlato televisioni, radio, quotidiani e per giunta giornali sportivi:  il 12 giugno si è svolto il tanto atteso summit bilaterale, nella sede neutrale di Singapore, tra il Presidente USA Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-Un. I toni sono stati generalmente trionfalistici negli Stati Uniti e in Europa, seppur con qualche distinguo da parte di alcuni analisti, che vi hanno visto molta propaganda (da parte di entrambi) e pochi fatti concreti. Comunque la si veda, si è trattato di un momento storico, peraltro arrivato dopo mesi di escalation (a parole) tra i due (ex??) nemici. Una cosa è certa, la Corea del Nord ha raggiunto il suo obiettivo: sedersi al tavolo dei negoziati da sola con gli USA che, da sempre e nonostante la propaganda di regime, considera l’unico vero interlocutore (con buona pace della Corea del Sud e degli altri attori regionali in causa).

Non sorprende dunque che anche la stampa ufficiale nordcoreana si sia dimostrata alquanto trionfalistica nei toni. Secondo la KCNA del 13 giugno 2018:

“Thanks to the fixed decision and will of the top leaders of the two countries to put an end to the extreme hostile relations between the DPRK and the U.S., which lingered for the longest period on the earth on terms of acute confrontation and to open up a new future for the sake of the interests of the peoples of the two countries and global peace and security, the first DPRK-U.S. summit is to be held”.

“The top leaders of the two countries came to take their first step toward reconciliation for the first time in the 70 odd years-long history of standoff and antagonism since the division of the Korean Peninsula, and to stand face to face at the venue of dialogue”.

“The two top leaders had a candid exchange of views on the practical issues of weighty significance in putting an end to the decades-long hostile relations between the DPRK and the U.S. and making peace and stability settle on the Korean Peninsula”.

“Kim Jong Un said in order to achieve peace and stability of the Korean Peninsula and realize its denuclearization, the two countries should commit themselves to refraining from antagonizing each other out of mutual understanding, and take legal and institutional steps to guarantee it.
Expressing his understanding of it, Trump expressed his intention to halt the U.S.-south Korea joint military exercises, which the DPRK side regards as provocation, over a period of good-will dialogue between the DPRK and the U.S., offer security guarantees to the DPRK and lift sanctions against it along with advance in improving the mutual relationship through dialogue and negotiation”.

“After the luncheon, the top leaders had a walk, deepening friendly feelings”.

“Kim Jong Un invited Trump to visit Pyongyang at a convenient time and Trump invited Kim Jong Un to visit the U.S.”.

I piani economici sudcoreani per la Corea del Nord.

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Il summit di vertice tra le due Coree dello scorso mese di aprile ha determinato un repentino cambio di passo nelle relazioni diplomatiche tra Pyongyang e Seoul. Se, in apparenza, la questione di fondo è rappresentata dalla denuclearizzazione della penisola, non sfugge che sia per il Nord che per il Sud, per motivi opposti ma complementari, un punto cardinale sia rappresentato dallo sviluppo economico e infrastrutturale della Corea del Nord. Si tratta di un approccio senz’altro di più basso profilo ma più pragmatico.

In questo post potete trovare una selezione di informazioni relative ai piani economici e infrastrutturali della Corea del Sud per lo sviluppo del Nord.

Durante il summit inter-coreano di fine aprile il Presidente sudcoreano Moon Jae In ha consegnato a Kim Jong Un una chiavetta USB contenente la visione di Seoul per lo sviluppo del Nord della penisola, secondo Hankyoreh:

South President Moon Jae-in ordered a joint inter-Korean research effort to examine future economic cooperation ahead of the anticipated lifting of international sanctions against North Korea following an upcoming North Korea-US summit, which will follow up the inter-Korean summit that was held on Apr. 27.

Speaking on Apr. 30 at the first Blue House senior secretaries’ and aides’ meeting since the inter-Korean summit, President Moon said he “look[ed] forward to us being able to carry out a joint inter-Korean research effort for implementation of the Oct. 4 Summit Declaration [of 2007] and inter-Korean economic cooperation,” a key Blue House official reported.“He was saying we need joint research to examine what kinds of economic cooperation the South and North can engage in ahead of [sanctions against North Korea] being lifted,” the official explained.

During their summit, President Moon also personally gave North Korean leader Kim Jong-un a pamphlet on his “new economic vision” and a USB device containing a presentation video, the Blue House reported.

The materials reportedly contained details on power plant construction and other economic cooperation measures that could be implemented once inter-Korean relations gain momentum and sanctions against North Korea are lifted. During the Apr. 30 meeting, President Moon described the Panmunjeom Declaration as “a peace declaration proclaiming to the world that there will be no more threat of war or nuclear weapons on the Korean Peninsula.”

Il quotidiano cinese  South China Morning Post nota come il piano di Moon Jae In per la Corea del Nord si fonda principalmente su tre punti chiave:

President Moon Jae-in gave the North’s leader Kim Jong-un a USB drive containing a “New Economic Map of the Korean Peninsula” at the fortified border village of Panmunjom on April 27.
The initiative included three economic belts – one connecting the west coast of the peninsula to China, making the region a centre of logistics; one connecting the east coast to Russia for energy cooperation and one on the current border to promote tourism.
Whilst sources at the South Korean presidential office did not give further details about the information contained in the drive, they confirmed that the plan was in line with Moon’s “Berlin speech” last year when he outlined his basic approach to the north on a visit to the German capital.
During last year’s presidential election campaign, Moon pledged to merge the two Koreas’ economies in a single market to lay the foundations for unification.
Park Byeong-seug, a South Korean lawmaker from Moon’s ruling Democratic Party of Korea, said the proposal was in line with Moon’s campaign promises.
“The concept of the three belts was one of President Moon’s pledges during the election last year,” Park said.
“The new economic map includes railway links between the two Koreas and China’s northeast stretching all the way to Europe.”
One part of the plan would involve the construction of a rail link starting in Mokpo on the southwest tip of the peninsula, passing through Seoul and Pyongyang and the North’s Special Administrative Region of Sinuiju, before reaching Beijing.
Beijing is likely to welcome Seoul’s proposal as it accords with the core Chinese national interest of enhancing sustainable economic development and boosting the country’s northeastern rust belt.
Cheng Xiaohe, a deputy director at the centre for international strategic studies at Renmin University said Beijing may try to incorporate the plan into its Belt and Road Initiative.
“The northeast has been China’s weakest link and seen poor economic development for years. A rail link could make a real difference to the region,” Cheng said.
Improving the area’s logistics would also benefit China as its access to the open seas in that part of the world is physically blocked by the Korean peninsula and Russia’s far east.
North Korea’s economy is also closely tied to the northeast of China and opening up the reclusive state’s markets could provide new opportunities for the Chinese provinces on its border.
Lu Chao, a research fellow at Liaoning Academy of Social Sciences, said: “The plan would have a huge impact on China’s northeastern region as it would transform the region as a centre of logistics in East Asia, which could function as a driving force for the rapid economic growth of the region.”
“The northeast is the region with the greatest economic potential in China. A railway connection would bring a myriad of investments from overseas and would help the economy take off.”
[…]
South Korea would have to allow its allies and the UN to mediate any easing of sanctions before it could establish any economic cooperation with the North.
Moon Chung-in, a special foreign affairs and national security adviser in Seoul, said last month that Seoul’s economic incentives would compensate Pyongyang for freezing its missile programme, disclosing its nuclear capacity and allowing international inspections within its borders.

Parallelamente, si muovono anche i Chaebol sudcoreani, tra cui la Hyundai, secondo la CNN:

Hyundai Group said Tuesday [May 8th] that it’s setting up a task force to prepare for the potential restarting of economic projects in North Korea.
The announcement comes shortly after a historic summit between South Korean President Moon Jae-in and North Korean supreme leader Kim Jong Un at which they committed themselves to rebuilding ties after years of tensions.
Hyundai Group, which split from the Hyundai Motor Group in 2000, was involved in various business projects in North Korea in the past, including a mountain resort and the Kaesong industrial complex, where North Korean workers made goods for South Korean companies.
“Hyundai needs to be ready when/if the two Koreas agree on terms and inter-Korean economic cooperation resumes,” a company spokesman said.
Hyundai will be closely monitoring the planned summit between Kim and US President Donald Trump that’s expected to take place in the coming weeks, as well as any potential changes to the heavy sanctions in place on North Korea’s economy, the spokesman said.
The Kaesong complex, a symbol of cooperation between the two Koreas, was closed as relations deteriorated in 2016. More than 120 South Korean companies had a presence there, employing tens of thousands of North Koreans and providing a steady stream of foreign currency to the regime in Pyongyang.
Hyundai also previously operated a tourist resort at North Korea’s Mount Kumgang, near the border with South Korea. It was shut down in 2008 after a South Korean tourist was killed by a North Korean soldier.
The company’s ties to North Korea go back to Hyundai’s late founder, Chung Ju-young, who was born there.
Last week, South Korean Deputy Prime Minister Kim Dong-yeon said the country’s government was “considering various scenarios” for economic cooperation between the two Koreas.
“The government is preparing response plans to different scenarios in terms of how and how fast to pursue [economic cooperation] and how to procure the resources for it,” he said.
South Korea’s government has allocated about $900 million to fund economic projects that involve both countries this year, according to the minister.

Il governo di Seoul studia e si prepara, secondo la Reuters:

South Korea’s finance minister said on Wednesday [May 2nd] the government was discussing how to finance possible economic projects with North Korea, although any projects with Pyongyang must first be approved by the international community.
“We’re internally carrying out preparations, in terms of what to prepare, and how to cooperate with the international community, and how to finance (possible inter-Korea projects),” Kim Dong-yeon told reporters in Sejong.
“But we need support from the international community and need to watch the (upcoming) summit between the United States and North Korea,” Kim said, without elaborating on specifics of any government financing.
Kim’s comments come after South Korean President Moon Jae-in and his North Korean counterpart Kim Jong Un agreed last Friday on a common goal of a “nuclear free” peninsula, and to “adopt practical steps towards the connection and modernization of the railways and roads”.
Many speculate that the two Koreas will start joint infrastructure projects as soon as international sanctions on North Korea are lifted. Currently, North Korea is under sanctions imposed by the U.N. Security Council to stop its nuclear weapons and missiles programs.
Kim also said there was a rise in the number of Chinese tourists in March although the services sector has not yet recovered from a drop in such visitors due to tensions between the two countries.
“The number of Chinese tourists is noticeably increasing since March, although it hasn’t recovered to the pre-Thaad level,” Kim said.
Tourist numbers plunged last year after South Korea angered China by deploying a U.S. Terminal High Altitude Area Defence (THAAD) system that features radar which Beijing believes could be used to penetrate its territory.

Incontro Kim Jong Un – Lavrov.

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Continua l’attivismo diplomatico della Corea del Nord. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ricevuto a Pyongyang il 1^ giugno scorso il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

Secondo la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana:

Exchanged at the conversation were opinions and views of the top leaderships of the DPRK and Russia on the trend of the situation and prospect of the Korean peninsula and the region, the recent world focus. Also discussed were the issues of further expanding and developing the relations of political and economic cooperation between the two countries and closely cooperating with each other.
Noting with high appreciation that the situation in the Korean peninsula and the region has entered a phase of stability thanks to the DPRK, which has taken practical steps while successfully steering the relations between the north and the south of Korea and between the DPRK and the U.S., Lavrov said that Russia fully supports the DPRK’s determination and stand on the DPRK-U.S. summit high on the agenda and the denuclearization of the Korean peninsula and wishes for good successes.
Kim Jong Un said that the DPRK’s will for denuclearization of the Korean peninsula still remains unchanged and consistent and fixed and he hoped that the DPRK-U.S. relations and the denuclearization of the Korean peninsula will be solved on a stage-by-stage basis by finding a solution to meet the interests of each other through a new method in a new era and under a new situation and the solution of the issues will progress through effective and constructive dialogue and negotiation.
Agreed at the conversation was to invigorate high-level visits, activate exchange and cooperation in different fields and, especially, realize the meeting between the top leaders of the DPRK and Russia this year marking the 70th anniversary of the establishment of bilateral diplomatic relations so as to continue to develop the strategic and traditional relations between the two countries in the interests of both sides and in keeping with the requirement of a new era.

Prosegue il disgelo tra le due Coree.

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Nuovo incontro di vertice tra Corea del Nord e Corea del Sud (da Korea.net):

South and North Korea agreed to hold multiple talks to discuss military issues, family reunions and sporting matches in June to implement the Panmunjeom Declaration adopted at the 2018 Inter-Korean Summit.

Teams of officials from two Koreas held high-level talks at the Panmunjeom Peace House on June 1. Korean Minister of Unification Cho Myoung Gyon and North Korean Chairman Ri Son Kwon of the Committee for the Peaceful Reunification of Korea announced a joint press statement that lists a detailed schedule for future meetings.

The two sides agreed to have general-level military talks on June 14 at the Tongilgak building in Pamnumjeom to ease tensions between the two sides.

They also agreed to hold a Red Cross meeting at the resort on Geumgangsan Mountain in North Korea on June 22 to discuss the reunion of separated families. They also scheduled talks for a basketball match between the two Koreas and their joint participation in the 2018 Asian Games on June 18.

The two sides also agree to open a liaison office in Gaeseong, North Korea, at an early date.

The two officials also agreed to hold regular high-level talks to check on progress of the implementation of the Panmunjeom Declaration. The next high-level talks will he held after monitoring the working-level talks in each field.

“We agreed to not hold any joint event to celebrate the first-ever summit held on June 15,” said Minister Cho during a press briefing after the meeting. “As we discussed specific dates, programs and locations, we figured that the South and the North both have important scheduled items near that date. We will discuss further by exchanging documents to decide how to commemorate the special day.”

 

I sudcoreani ottimisti sulla denuclearizzazione del nord.

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Secondo un sondaggio d’opinione realizzato dalla Realmeter per conto dell’agenzia di stampa Yonhap, i cittadini sudcoreani sembrerebbero particolarmente ottimisti sul processo di disgelo avviato e sulla denuclearizzazione della Corea del Nord.

Dai dati resi pubblici, e semplificati nel grafico qui sopra, la fascia di età dei quarantenni sudcoreani appare la più fiduciosa (82,1%). Percentuali molto alte per i più giovani ventenni e trentenni. La fiducia cala invece nella fascia di età dei cinquantenni e dei sessantenni. Si tratta di dati che emergono spesso nei sondaggi sudcoreani relativi alla Corea del Nord, dove generalmente la fascia più ostile alle aperture e a politiche di dialogo con il nord è rappresentata dalla popolazione più avanti negli anni.

Storico summit intercoreano.

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Il 27 aprile 2018 si svolgerà uno storico summit fra Corea del Nord e Corea del Sud presso la “Joint Security Area” di Panmunjeom, località lungo la linea di demarcazione del 38^ parallelo che separa ormai i due paesi da oltre 60 anni. Sono passati circa 11 anni dall’ultimo incontro tra i leaders dei due paesi (all’epoca il Presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun e il leader nordcoreano Kim Jong-Il) e le aspettative sono molto alte, in particolare in Corea del Sud, dove il summit viene letto come un primo grande successo del Presidente Moon Jae In in politica estera e di difesa.

Pubblicamente, il vertice ha l’obiettivo di pacificare la regione del nord-est asiatico, normalizzare le relazioni fra le due Coree e portare alla denuclearizzazione della Corea del Nord. Gli obiettivi pubblici e dichiarati sono, pertanto, molto ambiziosi, in particolare l’ultimo. Sembra, tuttavia, alquanto difficile immaginare che il regime di Pyongyang possa accettare la denuclearizzazione del suo arsenale militare dopo tanti investimenti e tanti rischi corsi. Più probabile, invece, che la Corea del Nord possa accettare un semplice “congelamento” del programma nucleare in cambio di aperture economiche e l’eliminazione di alcune delle attuali sanzioni internazionali che colpiscono il paese e il suo commercio con l’estero. Ma ciò significherebbe, tra le righe, prendere atto dello status quo, ovvero di una Corea del Nord, di fatto, già potenza nucleare.

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per chiusura Olimpiadi.

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Nell’immagine Kim Yong-chol

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di PyeongChang.

Secondo l’Agenzia di stampa Yonhap sarebbe confermato l’arrivo di una delegazione di alto profilo dalla Corea del Nord per la partecipazione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di PyeongChang. Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, attraverserà il confine via terra domenica mattina per un soggiorno di tre giorni, a capo di una delegazione di otto membri.

Proprio in questi giorni in Corea del Sud, a seguito degli inizali rumors, è scoppiata una polemica sulla controversa figura di Kim Yong-chol, accusato di aver architettato l’affondamento di una nave da guerra sudcoreana nel marzo 2010, uccidendo ben 46 soldati. I gruppi conservatori del Sud hanno fortemente protestato contro la decisione di Seoul di accettare la delegazione, sostenendo che l’inclusione di Kim, una figura peraltro sottoposta a sanzioni internazionali, sembra destinata a seminare discordia tra i cittadini sudcoreani, a spaccare le relazioni tra Seoul e Washington, e a indebolire l’attuale regime di sanzioni internazionali.

La delegazione del Nord, oltre ad essere presente alla cerimonia olimpica la sera dell’arrivo, dovrebbe incontrare il presidente Moon Jae-in ed altri funzionari, tra cui il ministro dell’Unificazione Cho Myoung-gyon, e Suh Hoon, il capo dell’intelligence. Il viaggio di Kim coincide, peraltro, con la visita in Corea del Sud della figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ivanka, a ventaglio di speculazioni su un possibile incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord a margine delle Olimpiadi. Ivanka è arrivata a Seoul venerdì per un soggiorno di quattro giorni. Si dice che la delegazione del Nord includa diversi funzionari incaricati delle questioni nucleari, sollevando le prospettive di possibili discussioni sulla attuale situazione di stallo.

Bologna: convegno sulla Corea con Romano Prodi e Antonio Fiori.

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Segnaliamo il convegno che avrà luogo il prossimo 21 febbraio a Bologna presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università. Interventi d’eccezione con il Prof. Romano Prodi, che non ha bisogno di presentazioni, e il Prof. Antonio Fiori, tra i massimi esperti nel nostro paese di Corea.

La Corea del Nord oltre gli stereotipi.

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Segnaliamo che sabato 27 gennaio alle ore 17,30, presso la libreria “Incrocio Quarenghi” di Bergamo, si terrà un incontro dedicato alla Corea del Nord. Interverrà l’amico Piergiorgio Pescali, giornalista e scrittore, che ha più volte visitato la Corea del Nord e scritto del paese su diversi quotidiani nazionali. Piergiorgio è un grande esperto e conoscitore della realtà nordcoreana ed asiatica in genere che, grazie alla sua reale esperienza sul campo, potrà parlarci di Corea del Nord “oltre gli stereotipi”.