Nuove sanzioni UE contro la Corea del Nord.

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L’Unione Europea ha imposto oggi nuove sanzioni alla Corea del Nord come diretta conseguenza dei test nucleari e missilistici condotti dal paese e in esecuzione della risoluzione ONU di novembre 2016.

La decisione ha introdotto ulteriori restrizioni al commercio di materie prime quali carbone e ferro, oltre al divieto di importazione dalla Corea del Nord di nickel, argento, rame e zinco. Sarà inoltre vietato vendere alla Corea del Nord elicotteri e navi e sono stati introdotti più stringenti controlli nel settore dei trasporti e delle finanza. Le missioni diplomatiche della Corea del Nord e i diplomatici stessi potranno essere intestatari di un solo conto corrente bancario in tutto il territorio UE.

Il provvedimento UE obbliga i paesi membri a interrompere tutte le attività di collaborazione in ambito tecnico-scientifico (ad eccezione di quelle più propriamente di tipo medico-sanitario) e comunque attinenti a discipline che potrebbero essere utili a Pyongyang per lo sviluppo dei suoi programmi nucleari e missilistici.

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Corea del Nord e sanzioni ONU.

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La Corea del Nord continua a evadere le sanzioni internazionali attraverso una fitta rete di organizzazioni e società costituite all’estero che riescono ad accedere al sistema bancario internazionale e dunque ad effettuare regolari scambi commerciali. E’ quanto emerge da recenti report del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Corea del Nord è attualmente soggetta a pesanti sanzioni dell’ONU che dovrebbero impedire l’accesso da parte del regime di Pyongyang a merci e beni utili ai programmi nucleari, chimici e missilistici del paese.

Nonostante l’embargo cui è soggetta, la Corea del Nord aggira le barriere attraverso l’utilizzo di strumenti di pagamento non tracciabili quali il contante e l’oro, oltre che a costituire direttamente all’estero società grazie a intermediari stranieri. Attraverso le attività commerciali di queste imprese, il regime garantisce a se stesso importanti flussi di cassa e approvvigionamento di contante utile per importare nel paese merci vietate.

E’ emblematico il caso dei grossi quantitativi di forniture militari bloccati, negli scorsi mesi, prima della loro consegna nei porti dell’Eritrea. E’ la seconda volta in un anno che viene identificato e interdetto un carico con questa destinazione. Nel caso specifico, le apparecchiature militari erano state fabbricate da un’azienda con sede in Malaysia denominata Glocom e soggetta a diretto controllo del 정찰총국 “Reconnaissance General Bureau”, l’agenzia di intelligence nordcoreana. Ciò dimostra, tra l’altro, quanto sia ramificata la presenza dei servizi nordcoreani in Malaysia, paese in questi giorni presente su tutta la stampa internazionale per l’omicidio di Kim Jong Nam, ucciso con una dose letale di gas nervino presso l’aeroporto di Kuala Lumpur.

E’ il Pukguksong 2 l’ultimo missile testato dalla Corea del Nord

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All’indomani dell’ultimo test balistico la Corea del Nord, attraverso l’Agenzia di stampa ufficiale KCNA, ha comunicato di aver effettuato con successo il lancio del Pukguksong 2, l’evoluzione tecnica del Pukguksong 1, un missile testato nello scorso mese di agosto. Secondo quanto affermato dall’Agenzia, il razzo sarebbe capace di trasportare una testata nucleare.

Nell’infografica qui sotto a cura del Korea Herald i dettagli dei due missili.

 

Nuova provocazione della Corea del Nord.

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La Corea del Nord ha effettuato questa notte (23:55 in Italia, ore 7:55 locale) un nuovo test missilistico all’esito del quale un razzo terra aria di medio raggio si è inabissato nelle acque tra la penisola coreana e il Giappone. I tempi fanno supporre che debba trattarsi di un test sulla nuova amministrazione americana più che di un test balistico. La notizia è giunta al Presidente Trump proprio mentre era a cena con il primo ministro giapponese Shinzo Abe.

Il missile è stato lanciato dalla base di Banghyon, raggiungendo l’altitudine di 550 km e la distanza di 500 km per poi precipitare nel Mar dell’Est. Il Rodong, questo il nome del missile lanciato, ha una gittata di circa 1.500 km ed è in grado di colpire Corea del Sud e Giappone. Non è ancora chiaro se il missile lanciato sia una versione aggiornata dei precedenti Rondong lanciati nel corso degli ultimi anni.