Arte coreana: Kim Hongdo.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana

Un pezzo della collezione permanente del Museo Nazionale di Seoul a firma del celebre pittore Kim Hongdo (1745-1806), cm 28 x 24. L’artista cattura un gruppo di artigiani impegnati nella costruzione di una casa tradizionale. Uno dei lavoratori lancia le tegole al collega sul tetto, un altro tira con una corda il fango necessario ad applicare le tegole, i capentieri lavorano il legno e controllano la perpendicolarità delle colonne.

Sapori della Corea.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Ricordiamo che sabato 16 settembre a Milano si svolgerà l’evento “Sapori della Corea” dedicato alla cucina coreana, organizzato dalla aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation e dal Consolato coreano di Milano, presso lo spazio FARM 65, Alzaia Naviglio Pavese 260.
Questo il programma:

h. 15.00
Saluti del Console Generale Chang Chae-Bok

Showcooking a cura di uno chef coreano e degustazione

h. 16,30
Degustazione di cibi e bevande coreane

Hansik contest (gara di cucina coreana)

L’evento, aperto al pubblico, intende promuovere e diffondere la conoscenza della cucina coreana, tra le più salutari e gustose al mondo, avvicinando gli italiani alla ricca cultura millenaria della Corea.

Uno stand promozionale di aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation vi attende con una varietà di prodotti alimentari tipici della cucina coreana.

****

Le salse fermentate (JANG) e le altre pietanze coreane.

L’elemento fondamentale che caratterizza la cucina coreana (Hansik) è dato dall’importanza e dalla diffusione dei cibi fermentati quali le salse (Jang) che rappresentano la base di numerose ricette. Fra le salse più utilizzate ritroviamo:

Gochujang: è una salsa fermentata preparata con peperoncino rosso dolce o piccante, farina di riso, farina di meju (soia fermentata), malto d’orzo e sale. Il Gochujang è utilizzato per preparare il Bibimpap, il Tteokbokki e il Jeyuk-bokkeum. Contiene un livello elevato di capsicina e vitamina C ed aiuta la digestione.

Doenjang: è una salsa a base di pasta di soia meju fermentata in salamoia con peperoncini secchi. Dopo la fermentazione viene estratto il meju che diventa Doenjang, mentre il liquido rimasto viene utilizzato per produrre la salsa di soia Ganjang. E’ l’ideale condimento per zuppe (Doenjang-jjigae) e verdure. Viene considerata un cibo salutare in quanto contiene una elevata percentuale di proteine e previene l’obesità. E’ inoltre ricca di vitamine, minerali e Omega 6.

Ganjang: è la classica salsa di soia, estratta dal liquido prodotto dalla fermentazione del Doenjang. Per regolarne l’intensità del sapore viene bollita più volte. E’ usata come condimento per marinare pietanze come il Bulgogi o il Galbi. E’ inoltre utilizzata come condimento nel Japchae.

Ssamjang: è preparata unendo Gochujang e Doenjang con l’aggiunta di olio di sesamo, aglio e cipolla tritati.

Oltre alle salse, il Kimchi è senz’altro l’alimento fermentato più conosciuto della Corea. Si tratta di un contorno sempre presente sulle tavole dei coreani a base di cavolo cinese, condito con aglio, cipollotti e peperoncino macinato, il tutto lasciato a fermentare. Ne esistono moltissime varietà in tutta la Corea e viene utilizzato sia come contorno che come base per zuppe o altre pietanze. I fermenti lattici del Kimchi rafforzano il sistema immunitario del nostro organismo. Il Kimchi è conosciuto per le sue proprietà anti-invecchiamento e anti-cancerogene.

Anche alcuni liquori tipici coreani nascono da un processo di fermentazione. Un esempio è il Makgeolli, un liquore di antichissima tradizione prodotto dalla fermentazione di cereali. La ricetta originale prevede l’utilizzo del riso (da cui il colore tipico bianco latte) ma vi sono varietà a base di grano, miglio e mais. Si tratta di una bevanda dalla bassa gradazione alcolica (6% circa).

Letteratura coreana: Choi In-hun.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Romanziere, poeta, drammaturgo e teorico, Choi In-hun è uno dei più acclamati e versatili scrittori e intellettuali della Corea del ventesimo secolo. Nato nel 1936, Choi è cresciuto a Hoeryong (attuale Corea del Nord), per trasferirsi al Sud all’inizio della guerra di Corea. Ha studiato Legge presso la National University di Seoul prima di entrare sulla scena letteraria nel 1959 con il suo racconto “A Detailed Record of Grey Club”. Il periodo dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’70 – caratterizzato dallo scontro tra la modernità occidentale e la tradizione coreana, dal pesante fardello dell’era coloniale, dal disastro della guerra, dalla divisione fisica ed ideologica fa le due Coree e dall’autocrazia – si riflette nelle complesse opere di Choi In-hun dall’approccio particolarmente eclettico.

Oggi Choi è riconosciuto per i suoi romanzi, che comprendono “The Square”, l’intensa storia di un intellettuale così devastato dalle realtà su entrambi i lati della linea di demarcazione da precipitare nella morte, o “A grey Man”, un “romanzo delle idee” su un rifugiato nordcoreano che lotta con l’amore, il tempo e la rivoluzione democratica. Il personaggio riappare nel sequel “Journey to the West”, dove si impegna in discorsi surreali impersonificando figure della storia coreana. Tuttavia, soprattutto nella sua fase creativa iniziale, Choi In-hun ha anche prodotto molte novelle e racconti come “Reflections on a Mask”, una novella sull’esperienza della guerra e sul tentativo di reintegrazione nella società, come pure parodie della narrativa pre-moderna cinese e coreana: la novella “The Cloud Dream of the Nine”, remake onirico dell’opera del 17^ secolo di Kim Man-jung; “The Jehol Diary”, una parodia del famoso travelogue di Park Jiwon; “New Tales of the Golden Turtle”, una reinterpretazione dei racconti di Kim Si-seup della prima dinastia Joseon.

Molte delle figure di Choi In-hun sono intellettuali e artisti disillusi e in crisi di identità, sopraffatti dai grandi e tragici eventi della storia, dal colonialismo giapponese alla guerra. Una tale figura, per esempio, è A, protagonista di “New Tales of the Golden Turtle”. Dopo essere fuggito dal Sud al Nord durante la guerra, A viene addestrato come spia da inviare in missione in Corea del Sud alla fine del conflitto. Pentendosi per la sua precedente decisione, pianifica di consegnarsi ai funzionari della Corea del Sud ma, mentre attraversa il confine e si avvicina in silenzio al fiume che separa i due paesi, viene ucciso a colpi di pistola da alcuni ladri che lo derubano, gettando poi il corpo nel fiume Imjin. Tra le onde oscure del fiume, l’anima di A esce dal foro del proiettile e, accoccolandosi sul corpo senza vita, viene trascinata dai flutti a valle. “Ma dimmi, cosa ho fatto di male?” grida l’anima, riflettendo su una vita senza senso, di disperazione e divisione, mentre viene trasportata dalle acque del fiume che separa le due Coree in una sconosciuta oscurità. La letteratura di Choi In-hun è profonda, sorprendente, sconcertante e profondamente radicata nella Corea moderna.

L’arte “Minhwa” alla Fondazione Matalon di Milano.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Fino al 13 luglio 2017 sarà visitabile alla Fondazione Matalon di Milano, Foro Buonaparte n. 67, la mostra sull’arte coreana Minhwa, arte popolare di stile tradizionale.

L’esposizione si concentra sulla pittura popolare di stile tradizionale coreano dei nostri giorni ma eseguita seguendo ancora i principi e i canoni del diciassettesimo secolo. L’arte Minhwa fin dalle origini rappresenta in pittura, su carta o su tela, animali e figure della mitologia popolare, scene di vita quotidiana e oggetti quali simboli di felicità e benessere. I suoi artisti si spostavano spesso tra le città di culto per manifestazioni locali dove si fermavano per eseguire lavori su ordinazione commissionati da nobili o persone comuni. Allora, come oggi, i soggetti raffigurati più comuni sono gli animali: ad esempio, la Tigre e la Carpa simboleggiano rispettivamente potenza e successo; hanno funzione apotropaica e benaugurale anche uccelli e animali domestici come il gatto e il gallo o ancora la carpa, figura molto frequente e tra le più amate di sempre.

Il triste evento storico della Guerra di Corea (1950-1953) ha decretato il declino di questa tradizione che ha avuto una rinascita solo a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. Grande merito nella ripresa dell’arte Minhwa va all’associazione Korean Folk Painting, la più grande in ambito artistico di tutta la Corea. Nasce nel 1995 per unire e rappresentare gli artisti che intendono proseguire e riproporre in chiave contemporanea il genere Minhwa, dando vita ad un vero e proprio movimento. Korean Folk Painting ha rapporti con il Ministero dell’Educazione della Corea del Sud che ne sovvenziona i progetti espositivi e culturali con il fine di tutelare, promuovere e tramandare questa antichissima tradizione.

>>>CLICCA QUI PER VISUALIZZARE LA GALLERY<<<

Due settimane di arte coreana a Milano!

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Dal 7 al 21 luglio 2017, a Milano, due intense settimane dedicate all’arte coreana, con l’edizione 2017 della “Korean Wunderkammer”. Diversi luoghi dell’arte e della cultura accoglieranno un grande festival di arte contemporanea coreana, con pittura, scultura, fotografia ed installazioni. Nell’arco di quindici giorni sarà possibile visitare tre diverse mostre di altrettante associazioni artistiche coreane che esporranno i loro lavori presso la Fondazione Luciana Matalon, la Galleria Maec e il centro culturale San Fedele, il tutto organizzato da Orange Bridge Milano, l’Associazione Lombardia Corea, l’Associazione Korean Folk Painting ed Artevent.

Si comincia il 7 luglio presso la Fondazione Luciana Matalon. Saranno presenti più di cento protagonisti dell’arte Minhwa, la pittura popolare tradizionale coreana, presentati dall’Associazione Folk Painting.

Dal 13 luglio, presso la galleria Maec è di scena l’arte giovane coreana con pittura, scultura e installazioni di artisti provenienti da diverse aree del paese, selezionati dall’Associazione Artevent.

Dal 17 luglio invece, presso San Fedele Arte, un focus fotografico sulle tradizioni culturali e spirituali dell’isola coreana di Jeju, a cura di Orange Bridge.

VISITA LA GALLERY PER UN’ANTEPRIMA DELLE OPERE CLICCANDO QUI!

“The Guilty”, mostra fotografica di Ji Hyun Kwon.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Il lavoro fotografico dell’artista coreana Ji Hyun Kwon approda alla Galleria Still di Milano dopo varie tappe internazionali. L’evento espositivo raccoglie i ritratti realizzati a uomini, donne, bambini che mostrano con varie parole dipinte sui loro volti i propri dispiaceri, rimorsi e rimpianti. La ricerca prende il via proprio dal senso di colpa che l’autrice ha provato nei confronti dei genitori nel momento in cui ha scelto di abbandonare una carriera da avvocato per la fotografia.
La mostra, a cura di Denis Curti, è aperta fino all’11 giugno con i seguenti orari: lunedì-venerdì ore 9-13 e 14-18. Galleria STILL, via Balilla 36, Milano.

“Cultura Coreana in Movimento 2017” a Bologna dal 25 al 27 maggio 2017.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Sud, Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Il Consolato Generale della Repubblica di Corea organizza l’evento “Cultura Coreana in Movimento 2017” a Bologna dal 25 al 27 maggio 2017, in collaborazione con il Comune di Bologna – Ufficio Relazioni e Progetti Internazionali.

L’inaugurazione si terrà giovedì 25 maggio alle ore 18.30 presso la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna (Piazzetta Pier Paolo Pasolini, 3b – Bologna). Ai saluti ufficiali da parte del Console Generale della Repubblica di Corea Sig. Chang jae-bok e del consigliere comunale Dott. Marco Lombardo seguirà una performance musicale di Gayageum (strumento tradizionale coreano a corde) e di violoncello e un aperitivo con assaggi della cucina coreana. Alle ore 20.00, la proiezione del film “AWAITING” di Kang je-Kyu (28 Min.) presso la Sala Mastroianni del Cinema Lumière, preceduta da un’introduzione a cura del Prof. Antonio Fiori (Università di Bologna) e Riccardo Gelli (direttore del Florence Korea Film Fest), dal titolo: “Corea divisa, uno sguardo attraverso il cinema coreano – Introduzione sulla divisione della penisola coreana”.

Dimostrazione e degustazione di Kimbap coreano, performance di musica Kpop a cura del gruppo Karma, vincitore del K-pop World Festival 2016 di Seoul e calligrafia coreana saranno i protagonisti venerdì 26 maggio a partire dalle ore 16.20 in Piazzetta Pier Paolo Pasolini a Bologna e, a seguire, alle ore 20.00 il Cinema Lumière ospiterà la proiezione di un secondo film coreano, “A HARD DAY” di KIM Seong-Hun (111 Min.).

Gran finale Sabato 27 maggio alle ore 19.30, con il concerto pianistico a cura dell’Ensemble Klavier, una formazione di quattro pianisti coreani, nel Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Info: Consolato Generale della Repubblica di Corea

Tel. 02.45373309

Korea Literature Now vol. 35

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana
E’ on line l’ultimo numero di Korea Literature Now, la rivista (in inglese) dedicata alla letteratura coreana.
In questo numero:
Featured Writer

La notte del cinema coreano a Roma.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana, Eventi sulla Corea

L’Istituto Culturale Coreano presenta la prima serata di ‘Notte del Cinema Coreano’ in occasione della ‘Giornata della Cultura’ che si tiene ogni ultimo mercoledì del mese. Il tema di questo primo appuntamento con il Cinema Coreano è il rapporto tra ‘le due Coree’. Le pellicole sono state selezionate con l’intento di offrire un quadro del rapporto tra le due Coree al pubblico italiano in un periodo di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti.

Il film ‘The Front Line’ e’ una forte espressione del regista Jang Hoon sull’insensatezza della guerra e, per essere piu’ precisi, della Guerra di Corea (1950-1953). Una guerra fratricida senza vincitore che ha spezzato in due una nazione separando con una linea famiglie, parenti e persone che parlano la stessa lingua. Questa pellicola, caratterizzata da molte scene di azione, non illustra solo le atrocità della guerra, ma anche aspetti di solidarietà tra i soldati delle due parti in contesa.

JSA: Joint Security Area, del regista Park Chan-Wook, è il film che meglio rappresenta la tragica realtà che caratterizza la penisola coreana, cioè la divisione delle due Coree. In questa pellicola l’autore cerca di rappresentare la situazione che si vive al confine tra i due paesi nella DMZ (Zona demilitarizzata).
JSA: Joint Security Area è il film che ha portato alla notorietà il pluripremiato regista coreano Park Chan-Wook, autore anche di pellicole rivoluzionarie come “Old Boy” e “Lady Vendetta” e del vampire movie “Thirst”, vincitore del Premio della giuria a Cannes nel 2009.

Arte coreana.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana

Courtesy The National Museum of Korea.

Un’opera del celebre pittore coreano Kim Hong-do (1745-1816), periodo dinastia Joseon, scene di vita quotidiana. Attualmente conservato presso il National Museum of Korea di Seoul, rappresenta il “tesoro nazionale” n. 527.

Clicca sull’immagine per visualizzare in alta risoluzione.

La danza coreana nelle città italiane.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Dal 29 marzo al 4 aprile 2017 si svolgeranno in 4 città italiane degli spettacoli organizzati dall’Istituto Culturale Coreano in Italia dedicati alla danza tradizionale coreana. Si comincia con Roma, il 29 marzo, si prosegue a Firenze il 31 marzo e a Venezia il 2 aprile, per finire con l’ultima tappa di Padova il 4 aprile.

Nella locandina i dettagli su luoghi ed orari.