Black Money di CHUNG Ji-young si aggiudica il KFPA Award

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BLACK MONEY (2019) di CHUNG Ji-young si è aggiudicato il primo premio della settima edizione dei “Korean Film Producers Association Awards”. Il film ha trionfato anche nella categoria “Miglior attore”, con CHO Jin-woong.

La pellicola narra le vicende del pubblico ministero Yang Min-hyuk, soprannominato “bulldozer” a causa dei suoi modi bruschi e diretti. Accusato di molestie sessuali da una donna, coinvolta in un caso giudiziario di sua competenza e che verrà successivamente trovata morta, cercherà di ripulire la sua reputazione avviando un’indagine che porterà a galla misteri e crimini dell’alta finanza.

Gamcheon, tra arte e cultura a Busan.

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Tetti colorati che sembrano toccare il cielo, vicoli tortuosi simili a labirinti. E’ Gamcheon, un villaggio oggi inglobato nella grande area metropolitana di Busan.

Sviluppatosi negli anni ’20 e ’30, quando l’amministrazione della città di Busan decise di trasferirvi le fasce più povere della popolazione, Gamcheon crebbe ulteriormente dopo la fine della guerra di Corea, quando vi giunsero migliaia di coreani sfollati.

Negli ultimi vent’anni il villaggio è stato oggetto di diverse operazioni di riqualificazione e nel 2009 il Ministero della Cultura ha avviato un’ulteriore progetto per trasformare il villaggio in un’area dedicata all’arte a alla cultura. Studenti d’arte, artisti professionisti e residenti hanno recuperato e decorato molti degli immobili, alcuni dei quali abbandonati da anni. Con miglioramenti alle infrastrutture, la creazione di spazi per negozi e musei e l’aggiunta di diverse dozzine di installazioni artistiche, il villaggio è rinato come il luogo più colorato e artistico di Busan, diventando una delle principali attrazioni turistiche della città.

 

I PM coreani chiedono condanna a nove anni per Lee Jae-yong.

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I pubblici ministeri sudcoreani hanno chiesto una condanna a nove anni di reclusione per Lee Jae-yong, vice-presidente del gruppo Samsung.
Lee è accusato di aver corrotto Park Geun-hye, l’ex presidente che è stata messa sotto accusa nel 2017, nel tentativo di assicurarsi il controllo del vasto gruppo tecnologico.
Una decisione è attesa già il prossimo mese.
Alle udienze di mercoledì, i pubblici ministeri hanno affermato che Samsung, la società più grande e importante del paese, deve dare l’esempio piuttosto che eludere le responsabilità.
“Samsung è un gruppo con un potere travolgente … la gente dice che le attività del nostro paese sono Samsung o non Samsung”, hanno detto i pubblici ministeri, secondo una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa statale Yonhap.
Lee Jae-yong ha sempre negato le accuse di corruzione.

SMTOWN Live gratis il 1^ gennaio.

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SM Entertainment ha organizzato un concerto online gratuito per il giorno 1 gennaio 2021. Sotto il tema di “Culture Humanity”, i migliori artisti di SM come TVXQ, Super Junior, Taeyeon delle Girls Generation, Baekhyun di EXO, Red Velvet, NCT e altri ancora si esibiranno al concerto.

Il concerto “SMTOWN Live” sarà trasmesso in live streaming questo venerdì sulle piattaforme dei social media, inclusi YouTube, Twitter e Beyond Live, un canale online gestito dal sito coreano Naver.

La diretta partirà alle 13 ora locale coreana, che corrisponde alle 5 di mattina in Italia.

Clicca qui per accedere direttamente alla pagina Youtube del concerto.

Corea del Sud: siglato accordo per fornitura vaccini Covid 19.

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La Corea del Sud ha firmato accordi con Pfizer e Janssen (Johnson & Johnson) per l’acquisto di vaccini COVID-19, con l’obiettivo di iniziare le vaccinazioni nel secondo trimestre del 2021.

Il governo acquisterà vaccini per 10 milioni di persone da Pfizer e 6 milioni da Janssen, secondo la Korea Disease Control and Prevention Agency (KDCA). Precedentemente era stato siglato un accordo di acquisto con AstraZeneca alla fine di novembre. Il governo prevede inoltre di firmare contratti il ​​mese prossimo con Moderna e COVAX per garantire vaccini per altre 20 milioni di persone.

Il governo ha fissato l’obiettivo di garantire vaccini per 44 milioni di persone, sufficienti a coprire l’88% della popolazione della nazione, ma si prevede che gli accordi di acquisto copriranno 46 milioni con le maggiori forniture da Janssen.

I vaccini di AstraZeneca verranno spediti  intorno a febbraio e marzo, seguiti da Janssen nel secondo trimestre del 2021 e Pfizer nel terzo trimestre, secondo i funzionari sanitari.

Il primo ministro Chung Sye-kyun ha affermato che il governo prevede di avviare il programma di vaccinazione nel secondo trimestre del prossimo anno.

I contratti per l’acquisto di vaccini COVID-19 sono arrivati ​​tra le crescenti richieste di accelerare il programma vaccinale per far fronte a un forte aumento di nuovi casi, che potrebbe sopraffare il sistema medico del paese.

I vaccini verranno prima distribuiti a gruppi vulnerabili al virus, come anziani, residenti in case di cura e operatori sanitari in prima linea, quindi al resto della popolazione in ordine di rischio.

PIL Corea del sud +1,9% nel terzo trimestre.

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L’economia sudcoreana torna a crescere nel terzo trimestre 2020, per la prima volta dall’inizio della pandemia. Secondo i dati resi pubblici dalla Bank of Korea la ripresa è dovuta alle ottime performance delle esportazioni. La Bank of Korea rimane tuttavia cauta in merito al futuro a causa del cambio di amministrazione negli Stati Uniti e dell’evolversi della seconda ondata di Covid19.

Tra luglio e settembre il PIL della Corea del Sud è cresciuto dell’1,9% rispetto al trimestre precedente, il dato migliore dal 2010. Nei due trimestri precedenti, invece, l’economia sudcoreana aveva subito contrazioni dell’1,3% e del 3,2%. Il secondo trimestre 2020, in particolare, era stato il peggiore in termini di prestazioni economiche dalla fine del 2008, nel pieno della crisi finanziaria globale. L’inversione di tendenza è dovuta principalmente all’export, che nel terzo trimestre ha segnato un consistente aumento del 15,6% grazie alla richiesta estera di semiconduttori “made in Korea”.

Record di esportazioni di Kimchi.

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Le esportazioni sudcoreane di Kimchi sono aumentate sensibilmente nei primi 11 mesi dell’anno grazie alla sua crescente popolarità globale.

Il valore delle esportazioni ha infatti raggiunto i 132 milioni di dollari nel periodo gennaio-novembre, già superando il totale dello scorso anno, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Dogane sudcoreana.

Il Kimchi è un contorno tradizionale coreano a base di cavolo fermentato, e viene consumato dai coreani con quasi tutti i pasti.

Le principali destinazioni delle esportazione includono Giappone, Stati Uniti, Hong Kong e Taiwan con un aumento anche nei paesi UE.

Il Giappone è stato il più grande acquirente di Kimchi, importando 64,9 milioni di dollari dalla Corea del Sud nel periodo gennaio-novembre.

Seguono gli Stati Uniti con 21 milioni di dollari, Hong Kong con 7 milioni di dollari e Taiwan con 5,4 milioni di dollari.

Il Festival delle Lanterne diventa patrimonio UNESCO.

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Il Lotus Lantern Festival, 연등회 (Yeondeunghoe) in coreano, che si svolge ogni anno per celebrare il compleanno del Buddha, è stato ufficialmente designato Patrimonio Culturale Immateriale dall’UNESCO durante l’ultima sessione del Comitato intergovernativo del 16 dicembre scorso.

Nato durante la dinastia Silla (57 a.C.- 935 d.C.), il festival si tiene l’8 aprile del calendario lunare per celebrare la nascita del fondatore del buddhismo. L’evento ha una lunga storia ed è menzionato nelle “Cronache dei Tre Stati”, un documento storico pubblicato nel 1145 sui tre antichi regni della penisola coreana: Goguryeo, Baekje e Silla.

Il festival comprende una cerimonia delle lanterne (yeondeung beophoe), una marcia (haengryoel) e una cerimonia commemorativa (hoehyang). Iniziato come un evento religioso, ora rappresenta un importante evento primaverile aperto a tutti, durante il quale è possibile ammirare lanterne fatte di bambù e Hanji (carta tradizionale coreana) utilizzate per decorare templi e strade.

L’amministrazione Biden rivedrà sanzioni a Corea del Nord.

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden ha affidato al suo team preposto alla Sicurezza Nazionale di effettuare una revisione delle attuali sanzioni del dipartimento del Tesoro nei confronti di paesi quali Corea del Nord, Cina, Venezuela, Russia. Secondo fonti citate dalla stampa Usa, Adewale “Wally” Adeyemo, scelto da Biden come vice-segretario del Tesoro, lavorerà con altre agenzie della sicurezza nazionale al fine di rivedere il funzionamento dell’Unità terrorismo e intelligence finanziaria. Negli anni dell’Amministrazione Trump la Casa Bianca ha imposto dure sanzioni a cittadini e aziende legati a questi paesi. La nuova amministrazione, tuttavia, non abbandonerà la politica delle sanzioni, come affermato dallo stesso Adeyemo lo scorso primo dicembre durante una conferenza stampa successiva alla sua nomina. “Dobbiamo rimanere concentrati sul ruolo critico del dipartimento del Tesoro nel proteggere la nostra sicurezza nazionale. Ciò include fare uso del nostro regime di sanzioni per perseguire gli attori negativi”, ha dichiarato.

La Corea perde il grande regista Kim Ki Duk.

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Il regista coreano Kim Ki-duk è morto a causa del coronavirus in Lettonia, secondo quanto riporta il giornale locale Delfi. Il regista è deceduto per complicazioni legate al Covid.
Kim Ki -duk, 59 anni, Leone d’Oro nel 2012 alla 69 esima edizione del Festival del Cinema di Venezia con il film Pietà, era arrivato in Lettonia il 20 novembre. Il direttore dell’Art Doc Fest di Riga, Vitalijs Manskis, ha detto che il regista stava per acquistare una casa a Jurmala e richiedere un permesso di soggiorno, ma non si era presentato all’incontro. Successivamente, i suoi colleghi avevano iniziato a cercarlo negli ospedali, riferisce sempre Delfi. La morte del regista è stata confermata anche dalla sua interprete Daria Krutova.

Corea del Sud-Usa: Seul riottiene il controllo di 12 siti militari.

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(Agenzia Nova) – Gli Stati Uniti hanno restituito il controllo di 12 siti militari in territorio sudcoreano alla Corea del Sud, inclusa una base nel cuore di Seul. Lo riferisce il quotidiano “Korea Herald”, che ricorda come il passaggio di consegne, concordato oggi, 11 dicembre, fosse oggetto di discussione da anni, e ulteriori ritardi rischiassero di aggiungersi agli altri fattori che già complicano le relazioni tra i due Paesi nel campo della Difesa. Seul e Washington hanno raggiunto l’accordo definitivo per la cessione dei siti militari durante una sessione in videoconferenza del comitato per lo Status of Forces Agreement (Sofa), l’accordo alla base dell’alleanza militare tra Stati Uniti e Corea del Sud. Resta invece irrisolto il tema della ripartizione dei costi relativi alla bonifica ambientale dei siti. Tra i siti più importanti ceduti dagli Stati Uniti c’è il complesso di Yongsan, nel centro di Seul, che servì da quartier generale delle Forze Usa in Corea sino al 2018. La Corea del Sud intende trasformare il sito in un parco nazionale.

Due spettacoli coreani in streaming gratuito 11-13 dicembre 2020.

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Il Consolato Generale della Repubblica di Corea, in collaborazione con il Sejong Center, propone due spettacoli in streaming gratuito che saranno disponibili in contemporanea sul Canale Youtube del Consolato (clicca qui) a partire da venerdì 11 dicembre fino a domenica 13 dicembre 2020.

– <N.O.T> “No one There”, una performance del corpo di ballo del Seoul Metropolitan Dance Theatre, che affronta il tema dell’incapacità di relazionarsi nella società contemporanea.

– “Hanyang e Seoul”, spettacolo di musica tradizionale gugak eseguito dall’Orchestra Metropolitana di Seul, uno sguardo al passato, presente e futuro della città di Seul.

Lee Jung-seob, un vero maestro dell’arte coreana.

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Lee Jung-seob (이중섭) è tra gli artisti coreani più noti e amati del XX secolo. La sua breve ma intensa vita è quasi una leggenda. Dalla sua nascita, nel 1916, fino alla sua morte a soli quarant’anni, nel 1956, Lee condusse una vita umile e senza riconoscimenti artistici. Solo dopo la sua morte cominciò una rivalutazione critica della sua arte. Oggi, Lee Jung-seob è considerato uno dei grandi maestri dell’arte coreana contemporanea.

Nato nella provincia di Pyongwon (oggi Corea del Nord), ha trascorso la sua vita errando da un luogo all’altro, vivendo in più di dieci città, tra cui Pyongyang, Tokyo, Seogwipo, Busan e Seoul. Malinconia e desiderio d’amore avvolgono i suoi dipinti, ma anche un senso di vuoto e di innocenza.

Gli ultimi anni della sua vita, gli anni ‘50, rappresentano senz’altro il periodo artisticamente più prolifico per l’artista. Sono anni durissimi per lui e per una Corea appena uscita dalla guerra, ma sono anche gli anni che testimoniano l’incredibile spinta creativa di Lee, una forza che lo aiuta a superare la miseria e le grandi difficoltà della vita. In una lettera del 1954, densa di significato, l’artista scrive alla moglie: “L’arte è un’espressione infinita di amore. Quando sei pieno di vero amore, il tuo cuore è in grado di raggiungere uno stato di purezza”. Anche durante il suo ultimo anno di vita, caratterizzato non solo dai soliti problemi economici ma anche da pesanti problemi di salute, l’artista non ha mai abbandonato i suoi pennelli.

Fortemente emblematici di questi duri anni sono i lavori realizzati su carta stagnola. L’artista era un avido fumatore, ma ancor più importante delle sigarette era per lui la carta stagnola dei pacchetti. Riuscendo a fatica a sopravvivere, e non avendo sempre il denaro necessario per acquistare i materiali artistici (tele e colori ad olio), Lee utilizzava la carta stagnola delle sigarette al posto della tela. Le ristrettezze economiche avevano dunque spinto l’artista a inventare una nuova tecnica.I dipinti su carta stagnola vennero realizzati graffiando le immagini sulla superficie argentata, applicando poi la vernice su tutta la superficie, ed infine eliminando la vernice in eccesso e lasciandola solo nelle rientranze incise. L’artista non si è mai posto limiti sui materiali da utilizzare. E’ stato un grande sperimentatore, un vero esploratore della tecnica.

Centrale nella poetica dell’artista è inoltre il toro. L’artista aveva una vera predilezione per quest’animale, in particolare per i tori bianchi, che considerava un simbolo del popolo coreano, caratterizzato dalla pazienza e dalla tenacia nel superare le difficoltà e le avversità della vita. Sono molti i dipinti ad olio di Lee che hanno rappresentato il toro, sono opere cariche di energia vitale, di risolutezza e di audacia, a tratti di ferocia e di primordialità.

Il 6 settembre 1956, Lee Jung-seob moriva in solitudine all’ospedale della Croce Rossa a Seodaemun-gu, nel centro di Seoul. Solo molti anni dopo la sua morte la critica ha cominciato ad occuparsi di lui rendendogli giustizia attraverso importanti lavori di ricerca e mostre personali retrospettive.

Boom export di Kimchi e salse tradizionali coreane.

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Le esportazioni di Kimchi, la celebre pietanza coreana, hanno raggiunto a settembre livelli record rispetto all’anno precedente.

Il Ministero dell’Agricoltura sudcoreano ha comunicato che tali esportazioni da gennaio a settembre hanno raggiunto il valore di 108,5 milioni di dollari, in aumento del 38,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La performance di questi nove mesi ha eclissato il valore di 104,99 milioni di dollari dello scorso anno e il record annuale precedente stabilito nel 2012 di 106,61 milioni di dollari.

Nel 2012, circa l’80% delle esportazioni di Kimchi era diretto verso il mercato giapponese. Oggi, il numero di mercati esteri di destinazione è aumentato notevolmente, e tra i più importanti troviamo gli Stati Uniti e l’Australia, ma anche l’Europa.

Sempre secondo il Ministero, l’aumento delle esportazioni è dovuto al supporto continuo per collegare i mercati della distribuzione su larga scala e alle promozioni delle vendite.

In un anno difficile come questo, in piena pandemia da Covid-19, il cibo coreano ha guadagnato popolarità globale, anche grazie alle sue importanti proprietà nutrizionali favorevoli per il sistema immunitario.

Oltre al Kimchi, anche le salse tradizionali come il Gochujang (pasta di peperoncino rosso) e la salsa di soia, da gennaio a settembre di quest’anno hanno visto le esportazioni aumentare del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Manca poco alla prima missione lunare della Corea del Sud.

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Manca sempre meno per la prima missione lunare della Corea del Sud. Per la seconda metà del 2022, dopo diversi rinvii, è previsto il lancio di un orbiter lunare, come ha recentemente confermato il Korea Aerospace Research Institute (KARI). La missione, il cui scopo principale è l’osservazione e lo studio delle regioni in ombra della luna, durerà un anno con possibilità di proroga.

Il progetto dell’orbiter lunare ha fatto pochi progressi negli ultimi 2-3 anni a causa di problemi tecnici e di bilancio. Il lancio era infatti originariamente previsto per dicembre di quest’anno. Il programma lunare del paese rischiava di subire un altro ritardo quando all’inizio di quest’anno è stato deciso di eliminare il suo percorso di viaggio originale e di utilizzare una traiettoria a bassa energia per aumentare l’efficienza del carburante del veicolo spaziale. La nuova traiettoria utilizza meno carburante in cambio di più tempo di viaggio.

Partner principale del progetto è la National Aeronautics and Space Agency (NASA) degli Stati Uniti. Per il lancio dell’orbiter, inoltre, verrà utilizzato il razzo Falcon 9 della società spaziale commerciale statunitense SpaceX.

Casi di Covid sotto i 50. Dato più basso da inizio agosto.

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I nuovi casi di coronavirus in Corea del Sud sono scesi sotto i 50 oggi. Si tratta del numero più basso dall’inizio di agosto, ma nel paese l’attenzione rimane massima per prevenire possibili nuove infezioni a grappolo durante il Chuseok, una delle principali festività del paese.

I casi registrati ieri sono esattamente 38, di cui 23 infezioni locali, portando il totale a 23.699, secondo la Korea Disease Control and Prevention Agency (KDCA).

I nuovi casi giornalieri sono i più bassi in 49 giorni dall’11 agosto, quando il paese aveva registrato 34 casi, poco prima che un nuovo gruppo di infezioni emergesse da una chiesa e da una manifestazione antigovernativa a Seoul il 15 agosto.

Le nuove infezioni locali giornaliere sono rimaste a doppia cifra per il quinto giorno consecutivo dopo che il paese ha segnalato 95 venerdì, 49 sabato, 73 domenica e 40 lunedì, ha detto il KDCA.

Le autorità sanitarie hanno affermato che il tasso di riproduzione del virus nel paese è sceso al di sotto di uno, grazie ad una intensa campagna di distanziamento sociale.

Nonostante il calo di nuovi casi di virus, le autorità sanitarie rimangono vigili in vista della festa di Chuseok, la celebrazione del raccolto autunnale, da mercoledì a domenica. Si prevede che decine di milioni di persone viaggeranno in tutto il paese per riunirsi alla famiglia.

Le autorità sanitarie hanno affermato che l’inizio di ottobre è un periodo cruciale per contenere l’attuale tendenza al ribasso, citando la possibilità di una recrudescenza di nuovi casi dopo le principali festività.

Al momento, le riunioni al chiuso di 50 o più persone sono vietate e sono vietate anche le riunioni all’aperto di 100 o più persone. Gli eventi sportivi sono ammessi senza spettatori.

Le infezioni a grappolo sono continuate nei luoghi di lavoro, nelle case di cura, nelle chiese e negli asili nido, soprattutto nella grande area di Seoul.

Il numero di pazienti COVID-19 gravemente malati è pari a 115, in calo di cinque rispetto al giorno precedente, secondo le autorità.

Il cinema coreano a casa vostra.

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Continua l’opportunità offerta dall’Istituto Culturale Coreano di visionare in streaming alcuni dei migliori film coreani degli ultimi anni. Questa volta tocca a “THE MAN FROM NOWHERE” del regista Lee Jeong-beom.

Il protagonista è il solitario Tae-sik, che gestisce un banco dei pegni in un quartiere povero. So-mi è invece la sua vicina di casa, una bambina di dieci anni che sfida il suo atteggiamento impenetrabile e freddo, imponendogli la propria amicizia. Quando la madre, tossicodipendente, si impossessa di  una partita di eroina, So-mi viene rapita da una banda di criminali. Per salvare la sua vita, Tae-sik dovrà confrontarsi con il suo misterioso passato, rivelandosi una vera e propria macchina da guerra. 

Per visionare il film è necessario iscriversi (se non  si è già iscritti) alla newsletter dell’Istituto scrivendo a cinemacoreano.icc@gmail.com entro le ore 14:00 del giorno 1 Ottobre.

Data e periodo: da mercoledì 30 Settembre ore 16.00 a giovedì 1 Ottobre ore 16.00

Luogo: Sito Istituto Culturale Coreano in Italia (www.culturacorea.it)

Durata: 119 minuti

Lingua: Lingua originale con sottotitoli in Italiano

KoreArt 2020 a Firenze.

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Si inaugura il prossimo 17 ottobre 2020 presso la Società di Belle Arti “Circolo degli Artisti Casa di Dante” di Firenze la mostra “KoreArt”, collettiva di diciannove artisti coreani che presenteranno i loro ultimi lavori di pittura, scultura, fotografia e design. La mostra è organizzata da ARCOI, associazione di artisti coreani residenti in Italia.

Di seguito maggiori info:

Date: dal 17 al 29 ottobre 2020

Orari: dalle 10,00 alle 12,00 – dalle 16,00 alle 19,00

Inaugurazione: 17 ottobre 2020, ore 17,30

Luogo: Via Santa Margherita 1/R, Firenze, Società di Belle Arti “Circolo degli Artisti Casa di Dante”

Tesoro Nazionale n. 92

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Tesoro Nazionale n. 92

Brocca rituale del 12^ secolo (periodo Goryeo)

Bronzo con intarsio in argento

H. 37,5 cm

Museo Nazionale della Corea, Seoul

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Questa tipologia di brocca rituale coreana trova la sua origine nelle brocche d’acqua utilizzate nell’antica India, note con il nome sanscrito “Kundika”. Usate dapprima dai brahmani, furono successivamente introdotte nel Regno di Goryeo dai monaci buddhisti.

Sono sopravvissuti numerosi esempi di epoca Goryeo (918-1392), sia in celadon che in bronzo. Questo notevole oggetto d’arte, classificato dal  Ministero della Cultura coreano come tesoro nazionale n. 92, è riccamente intarsiato con un idilliaco paesaggio sull’acqua, con canne e salici che ondeggiano al vento, uccelli che si librano pacificamente e galleggiano, pescatori in una barca e una vicina collina avvolta nella nebbia. Le linee di argento intarsiato eccezionalmente sottili – 0,5 mm – creano un’immagine sorprendentemente vivida sullo sfondo di bronzo. Nel tempo l’ossidazione ha annerito le linee argentate e ha reso verde la superficie del bronzo donando un effetto inaspettato: piuttosto che rovinarne la bellezza, la ruggine sembra esaltarne i colori.

Gran parte dei kundika Goryeo superstiti non hanno alcun motivo sulla loro superficie. I pezzi modellati solitamente mostrano, invece, uno stile simile a questo, un paesaggio sull’acqua intarsiato d’argento. Questo genere di paesaggio era un motivo molto popolare tra gli artigiani e gli artisti di epoca Goryeo.

Pur non avendo origine in Corea, questa tipologia di bronzo ha una caratteristica che lo distingue dai pezzi simili di altri paesi asiatici. Su questa brocca emerge chiaramente il senso artistico della cultura coreana dell’epoca. Come in molti dipinti coreani, gli spazi vuoti giocano un ruolo importante nella composizione del paesaggio rappresentato. E’ un vuoto denso di significato e ricco di equilibrio che cattura ancora di più l’attenzione dell’osservatore sui soggetti della rappresentazione. E’ l’armonia del negativo e del positivo sempre presente nell’arte coreana.

ONLINE K-POP CONTEST

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Il Consolato Generale della Repubblica di Corea di Milano ha organizzato il K-Pop Lover’s Gathering 2020 – ONLINE K-POP CONTEST, un’iniziativa per tutti gli amanti del K-pop.

I video potranno essere inviati entro il 16 settembre 2020, e potranno essere votati online dal 17 settembre 2020 fino al 22 settembre 2020, sul canale YouTube del Consolato Generale della Repubblica di Corea.

Tutti i video saranno oggetto di valutazione ai fini diretti della premiazione (non c’e’ pre-selezione) e risulteranno vincitori i video che collezionano il maggior numero di voti nelle rispettive categorie.

Di seguito potete scaricare:

Regolamento

Modulo iscrizione

Per maggiori informazioni potete contattare direttamente il Consolato scrivendo a milano@mofa.go.kr

Un’ora da Seul e 67 anni fa.

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Di Emiliano Pennisi – La giornata era calda e umida come sempre nella stagione estiva, la pioggia cadeva leggera, insistente dal cielo grigio di nuvole spesse. Il piazzale nel cuore della Joint Security Area con i due capannoni azzurri era uguale a come me lo ricordavo, mentre ci arrivavo uscendo fuori dal palazzo della Freedom House, scortato da soldati sudcoreani e americani. Altri, in assetto marziale e con indosso occhiali scuri li vedevo fronteggiare i militari nordcoreani in piedi sullo sfondo, come in un enigmatico gioco di specchi.

Mi diressi verso quel luogo lontano da me ormai solo pochi metri, circondato da un silenzio profondo, da una tensione altissima e quando giunsi nei pressi di uno dei capannoni, vidi di nuovo il gradino di cemento controllato a vista 24 ore su 24, ora come sessantasette anni fa: la Military Demarcation Line, il confine che separa le due Coree, dove il tempo si è fermato. A poca distanza da qui, nel villaggio di Panmunjeom a ridosso del Trentottesimo parallelo, il 27 luglio 1953 venne firmato l’armistizio che sospese la Guerra di Corea, uno dei conflitti più drammatici del ventesimo secolo. Da solo, con i soldati alle mie spalle che mi raccomandavano di non parlare a voce alta e di non fare gesti improvvisi, tornai indietro alla fine di luglio di quasi settant’anni fa.

Quel giorno i delegati delle parti coinvolte nella guerra, l’Onu e gli americani da un lato e i nordcoreani e i cinesi dall’altro, si incontrarono in una delle case del piccolo villaggio. I colloqui erano andati avanti fra alti e bassi dalla fine del 1950 ma poi, dopo molte trattative venne raggiunto un accordo su tutte le questioni riguardanti la futura tregua. Tra le cause per cui le discussioni erano proseguite così a lungo, ci fu la difficoltà di decidere dove sarebbe dovuto passare il confine tra le due Coree e quale sarebbe stata la sorte dei prigionieri di guerra.

Alla fine la Cina e la Corea del Nord accettarono la proposta di considerare come demarcazione la cosiddetta Kansas Line, ovvero la linea del fronte dove i combattimenti erano in corso in quel momento.

E dunque, alle dieci del mattino di quel 27 luglio 1953, il generale nordcoreano Nam Il, in rappresentanza anche dell’Esercito Popolare cinese e il luogotenente generale americano William K. Harrison Jr., per conto delle Nazioni Unite, firmarono l’armistizio là dove allora, come detto, c’era Panmunjeom, presso la città nordcoreana di Gaesong, dieci chilometri a nord del confine.

Lo storico documento venne firmato anche dal generale americano Mark W. Clark, comandante in capo del comando delle Nazioni Unite, da Kim Il Sung, comandante supremo dell’Esercito Popolare nordcoreano e Peng De Huai, generale comandante dell’Esercito Popolare cinese.

Le parti in causa si misero d’accordo nel creare una Zona Smilitarizzata, l’attuale DMZ, che avrebbe diviso la penisola coreana separando le due nazioni mediante un “cuscinetto”. Per questo motivo i rispettivi eserciti vennero spostati indietro di due chilometri dal fronte, in modo che la Zona stessa fosse larga quattro chilometri, mentre la linea del cessate il fuoco divenne la Military Demarcation Line (MDL) che sarebbe passata giusto nel mezzo della DMZ.

Per assicurare il rispetto degli accordi stabiliti, si decise di creare la Joint Security Area, una enclave all’interno della DMZ estesa per circa un chilometro e tagliata a metà dal confine (MDL). In questo spazio le forze armate in ambito Onu e quelle nordcoreane si sarebbero potute muovere liberamente sorvegliandosi a vicenda, ma senza oltrepassare ciascuno la propria parte.

Perso com’ero in questi ricordi, fui richiamato dai soldati sudcoreani con cui entrai, dopo una breve attesa, in uno dei capannoni azzurri, la Conference Room dove oggi come in passato si tengono i colloqui tra le due Coree. Dentro rividi il tavolo delle riunioni con il confine, la Military Demarcation Line appunto, segnalato dai cavi elettrici dei microfoni che dividevano il tavolo a metà.

Trascorsi qualche minuto all’interno di quell’ambiente, vedendo i soldati che mi accompagnavano andare a mettersi di fronte all’ingresso opposto, già in Corea del Nord. Riuscii appena a scattare delle foto e mi condussero fuori. Oltre non si poteva stare.

Camminando a ritroso verso la Freedom House, mi voltai per dare un’ultima occhiata alla scena senza tempo che conoscevo bene: i soldati del Sud e quelli del Nord immobili erano ancora la’ come sempre, uno davanti all’altro a fissare il gradino di cemento, il confine tra i loro due mondi, senza poterlo superare. Qui, a meno di un chilometro da dove sorgeva Panmunjeom, il tempo non vuole proprio passare e la memoria dei tragici eventi e` sempre presente.

Panmunjeom non esiste più. Il villaggio rimase distrutto durante la guerra, ma tutto ciò che ne rimane, come per uno scherzo del destino, è proprio l’edificio in cui 67 anni fa William K. Harrison Jr, Peng De Huai e Nam Il firmarono l’armistizio con Kim Il Sung e Mark W. Clark, i protagonisti di questa storia. Oggi è conosciuto con il nome di Peace Museum e si trova ancora vicino a Gaesong, in Corea del Nord.

Al posto delle poche case e della gente che vi abitava c’è la Joint Security Area, proprio dove mi trovavo adesso, controllata dalle forze armate nordcoreane e da quelle inquadrate nell’Onu, le quali devono sempre tenere a mente che qui è ammesso solo un certo numero di militari e che è possibile portare con se’ solo alcuni tipi di armi.

Seduto nell’autobus che mi portava fuori dalla base di Camp Bonifas, osservavo il soldato sudcoreano in piedi con le spalle all’autista e il fucile in pugno, pensando che nonostante tre anni di guerra, di morti e di distruzione, quello che esiste attualmente è un confine de facto, visto che i coreani del sud e quelli del nord non hanno mai firmato fino a oggi un trattato di pace.

L’armistizio di Panmunjeom, va sempre ricordato, è solo un cessate il fuoco che corre lungo tutto il 38esimo parallelo e impone da 67 anni di fermare le armi, ma è in ogni caso un punto di partenza importante per poter giungere, in un futuro speriamo non troppo lontano, alla fine della divisione del popolo coreano e alla sua riunificazione.

Nonostante tutto questo però, non dobbiamo dimenticare che più di due milioni di persone morirono nel corso del conflitto, molte famiglie persero ogni contatto con i propri cari restando separate fino ai giorni nostri. Le due Coree sono tuttora l’una contro l’altra armate e fino a quando non si arriverà a una pace vera, la Guerra di Corea iniziata nel 1950 non potrà dirsi davvero finita.

Cambiano le regole per i visti della Corea del Sud.

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Il 1^ dicembre 2020 entreranno in vigore in Corea del Sud alcune nuove regole per visti e residenza, nello specifico per il visto F-2-7. La conferma è arrivata in questi giorni dal Ministero della Giustizia.

Il visto F-2-7 (basato su un sistema a punti) consente ai titolari di rimanere nel paese per un periodo massimo di cinque anni, con la libertà di scegliere e cambiare occupazione professionale senza essere vincolati ai propri datori di lavoro iniziali.

Alcuni dei principali cambiamenti includono un forte aumento del numero di punti da assegnare in base al reddito. Attualmente, vengono assegnati 10 punti per coloro che guadagnano almeno 100 milioni di Won, ma che arriveranno a 60 punti.

Coloro che possiedono i visti E-7-4 non potranno più richiedere l’F-2-7. Chi richiede il visto di residenza deve aver risieduto nel paese legalmente e continuamente per tre anni al momento della domanda.

Ai candidati verranno assegnati fino a 130 punti in base a età, livello di istruzione, conoscenza della lingua coreana, completamento del programma di immigrazione e integrazione della Corea e reddito annuo, nonché 40 punti extra in base ad altri criteri. In particolare, verranno assegnati fino a 60 punti in base al reddito (60 punti per coloro che guadagnano più di 100 milioni di Won all’anno, come già detto, e 10 punti per coloro che guadagnano meno di 30 milioni di Won all’anno), 25 punti in base all’età, 25 punti in base a livello di istruzione e fino a 20 punti in base alla conoscenza della lingua coreana e al KIIP.

Saranno assegnati punti extra a coloro che provengono da paesi che hanno combattuto a fianco della Corea del Sud durante la guerra di Corea del 1950-53 (20 punti), a coloro che hanno ricevuto raccomandazioni dal governo (20 punti), a coloro che hanno completato la sezione avanzata del Livello KIIP 5 (10 punti), coloro che sono in possesso di titoli accademici presso università definite “superiori” o università con sede in Corea (fino a 30 punti) e coloro che hanno svolto attività di volontariato (fino a sette punti). Per università “superiori” si intendono le prime 500 Università in tutto il mondo secondo la classifica del Times Higher Education.

Titolari di E-1, E-2, E-3, E-4, E-5, E-6-1, E-6-3, E7-1, D-5, D-6, D-7, I visti D-8 o D-9 possono richiedere F-2-7.

Per ottenere il visto serve un minimo di 80 punti.

Il sito ufficiale coreano per la materia immigrazione è raggiungibile cliccando qui.