500 anni di mappe della dinastia Joseon in mostra a Seoul.

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Presso il Museo Nazionale della Corea è stata inaugurata nel mese di agosto una importante mostra dedicata alle mappe geografiche coreane di epoca Joseon.
La Corea ha, infatti, una lunga tradizione cartografica  che risale ad oltre 1500 anni, e questa mostra è l’esito di una ricerca curatoriale molto approfondita su un periodo di circa 500 anni, che va a coprire l’intera epoca della dinastia Joseon (1392-1897). Si tratta di mappe molto interessanti non solo da un punto di vista storico e cartografico ma anche artistico, che fanno di questa mostra la più importante del genere mai realizzata in Corea.

Dove: National Museum of Korea

Quando: dal 14 agosto al 28 ottobre 2018.

L’arte “Minhwa” alla Fondazione Matalon di Milano.

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Si inaugura il 12 luglio 2018, alle ore 18,30, presso la Fondazione Matalon di Milano, Foro Buonaparte n. 67, la mostra sull’arte “Minhwa”, pittura tradizionale e popolare coreana.
L’arte Minhwa, fin dalle origini, ha rappresentato nella pittura coreana animali e figure della mitologia popolare, scene di vita quotidiana e simboli di felicità e benessere. Un tempo, i suoi artisti si spostavano di città in città seguendo eventi religiosi e manifestazioni locali, e realizzando lavori su ordinazione commissionati da nobili o persone comuni. Il triste evento storico della Guerra di Corea (1950-1953) ha decretato il declino di questa tradizione che ha avuto una rinascita solo a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. Grande merito nella ripresa dell’arte Minhwa va all’associazione Korean Folk Painting, la più grande in ambito artistico di tutta la Corea. Nasce nel 1995 per unire e rappresentare gli artisti che intendono proseguire e riproporre in chiave contemporanea il genere Minhwa, dando vita ad un vero e proprio movimento.

 

Gara di cucina coreana 2018.

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Il Consolato Generale della Repubblica di Corea ha organizzato la “Gara di cucina coreana 2018” che si svolgerà sabato 14 luglio 2018 presso lo spazio FARM 65, Alzaia Naviglio Pavese 260 a Milano. I partecipanti alla gara (italiani) presenteranno un piatto unico ispirato all’Hansik (la cucina coreana) utilizzando i prodotti tradizionali fermentati coreani.

In occasione della gara, si terrà anche uno show cooking e una degustazione a cura di una chef coreana, e in sala saranno allestiti alcuni stand di degustazione di finger food e bevande alcoliche coreane aperti a tutti.

L’interesse degli italiani per la cucina coreana è cresciuto molto negli ultimi anni ed è cresciuto anche il numero dei ristoranti coreani che, solo a Milano, sono ormai circa una ventina.

Ma quali sono le tradizioni e piatti coreani più tipici? Ecco alcuni esempi:

① La cultura dell’unica portata. Diversamente dalla cucina occidentale, l’Hansik presenta vari cibi tra cui il riso ed i contorni, serviti insieme, come un’unica portata. Il piatto principale è il riso che va accompagnato da una zuppa e da diversi contorni (kimchi, verdure, carne, frutti di mare), garantendo così un’armonia di sapori e una  nutrizione equilibrata. I medesimi ingredienti possono essere utilizzati con combinazioni differenti rendendo la cucina coreana molto versatile grazie alla sua ampia gamma di ricette

② Galateo. La ciotola di riso va posizionata a sinistra, e quella per la zuppa, invece, a destra. A tavola si usano le bacchette e il cucchiaio. Il cucchiaio viene usato per prendere il riso o la zuppa calda, le bacchette per il cibo tagliato a pezzi o per i contorni. Secondo il galateo coreano, si comincia a mangiare dopo che il commensale più anziano ha preso in mano le sue posate.

③ Salse e decorazioni. In Corea, esiste il detto: “il cibo che assumi con la tua bocca, è la medicina per il tuo corpo”. Seguendo questo principio, nella nostra cucina vengono utilizzati diversi condimenti naturali sotto forma di salse e decorazioni. I condimenti vengono preparati usando vari ingredienti come peperoncino, aglio, cipollotto, zenzero che ravvivano, non solo il sapore, ma anche il corpo. L’ Hansik, utilizza spesso decorazioni vivaci di cinque colori (bianco, nero, verde, rosso, giallo), realizzati con ingredienti naturali come uova, funghi e zucchine, che deliziano il palato e l’occhio, rivelando anche l’impegno di chi ha cucinato.

④ Cibo fermentato. Il cibo fermentato è l’elemento fondamentale dell’Hansik. Così come in Italia esistono varie tipologie di cibi fermentati, in primis il formaggio, in Corea molti sono i prodotti fermentati come il kimchi, la salsa di soia, la pasta di soia fermentata, la pasta di peperoncino, ecc. La pasta di peperoncino, condimento principale del Bibimbap, che gli italiani interessati all’Hansik probabilmente hanno già più volte assaggiato, contiene un livello elevato di capsicina e vitamina C ed aiuta la digestione. La pasta di soia fermentata viene considerata un cibo salutare perchè contiene una elevata percentuale di proteine e previene l’obesità. Il kimchi è conosciuto per le sue proprietà di anti- invecchiamento e anti-cancerogene.

 

“Su Muk”, l’arte della pittura coreana a inchiostro in mostra a Milano.

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Si inaugura il 3 luglio 2018, alle ore 18,30, e proseguirà fino al 10 luglio, la mostra collettiva di “Su Muk” (inchiostro asiatico), presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano. La mostra, curata da Michela Ongaretti, rientra negli appuntamenti della Korean Wunderkammer 2018, il festival dedicato all’arte coreana che si svolge da alcuni anni a Milano nei mesi di giugno e luglio.

Settanta artisti coreani anno portato negli spazi espositivi della Fondazione Matalon le antiche tecniche e i saperi della pittura a inchiostro coreana. Per le opere esposte sono stati utilizzati gli strumenti della calligrafia tradizionale per poi avvicinare illustrazione e pittura in un unico genere. La tecnica del “Su Muk” trasforma in acquerello il nero profondo dell’inchiostro secondo concentrazioni diversificate. Servono anni di pratica per perfezionare il movimento del pennello e il flusso di inchiostro, calibrando la tonalità e l’ombreggiatura ottenute variando la densità dell’inchiostro, sia mediante una macinazione e levigatura dello stick di inchiostro in acqua, sia a seconda della pressione della pennellata. Sin dai tempi antichi l’ombreggiatura è una tecnica così raffinata da riuscire a rendere variazioni nella tonalità sorprendenti, dal nero intenso al grigio argenteo. La stessa millenaria tecnica oggi viene associata ad altri colori per una resa delicata o decisa, influenzati da quella filosofia per cui non si riproduce semplicemente un soggetto ma si cattura il suo spirito.

Partecipa alla gara di cucina coreana!!

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Ricordiamo che il 14 luglio 2018, il Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano organizzerà la Gara di Cucina Coreana 2018 presso la sede di Farm 65 (Alzaia Naviglio Pavese, 260, 20142 Milano). Di seguito maggiori informazioni per partecipare:

ㅇ Requisiti
– Cuochi professionali e amatoriali
– Il partecipante deve possedere la cittadinanza italiana e né lui/lei né i suoi genitori devono aver mai avuto cittadinanza coreana o origine coreana. (Eccezion fatta per le persone adottate di origine coreana). Non sono ammessi cittadini di Paesi terzi.

ㅇ Gara di Cucina Coreana 2018
– I partecipanti dovranno rispettare il limite di tempo (1 ora) per la preparazione e presentare i loro piatti in 3-5 minuti.
– I menù per la gara possono essere scelti liberamente, ma la ricetta deve ispirarsi alla cucina coreana e includere l’uso di prodotti agroalimentari FERMENTATI COREANI come kimchi, pasta di soia fermentata (doenjang), pasta di peperoncino (gochujang), ecc o liquore tradizionale coreano come makgeolli e cheongju
ㅇ Valutazione
– Ai fini della valutazione verranno considerati anche il metodo di lavoro, la presentazione del piatto, l’originalità, la tecnica.
– Verranno aggiunti punti supplementari (max. 5 punti) per chi pubblica il video su youtube o presenta le foto scattate durante il corso di cucina.
ㅇ Premi per i vincitori della gara
– 1° posto : 1,000 euro
– 2° posto : 300 euro
– 3° posto : 200 euro
ㅇ Scadenza : 29 giugno 2018
– Documenti necessari : ①domanda di partecipazione (in forma libera contenente le seguenti informazioni: data di nascita, occupazione, breve lettera di presentazione, motivo di partecipazione), ②copia di documento di identità, ③ ricetta per la gara
– I moduli possono essere presentati via email, via posta o di persona al seguente indirizzo
Consolato Generale della Repubblica di Corea
Piazza Cavour 3, 20121 Milano
Email: nrkim13@mofa.go.kr (Dott.ssa KIM Noori)

Tappa a Seoul per il roadshow “Invest in Italy”.

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Lo scorso 19 giugno si è svolta a Seoul la tappa coreana del Roadshow “Invest in Italy”, organizzato dall’Agenzia per il Commercio con l’Estero di Seoul con l’Ambasciata d’Italia in Corea e con il sostegno di Banca d’Italia, del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero dello Sviluppo Economico. Il seminario, dedicato alla presentazione del “business climate” in Italia e delle opportunità di investimento nel nostro Paese, ha visto la partecipazione dell’Ufficio Promozione Investimenti dell’ICE-Agenzia, di Invitalia, di Borsa Italiana-London Stock Exchange Group, delle Autorità Portuali di Messina e La Spezia-Carrara e dell’Associazione italiana di private equity (AIFI).
L’iniziativa, a cui hanno preso parte numerosi professionisti e rappresentanti coreani di fondi d’investimento, si colloca nel contesto degli eventi di promozione dell’Italia quale destinazione per gli investimenti coreani, svolti regolarmente dall’Ambasciata insieme con l’Agenzia ICE sin dal 2015, con le missioni di Cassa Depositi e Prestiti e con i seminari di Banca d’Italia sulle riforme del sistema economico italiano.
Oggetto di specifici approfondimenti sono state, in particolar modo, le opportunità offerte dalla piattaforma ‘Elite’ di Borsa Italiana, che ha inoltre avuto modo di partecipare ad incontri B2B con i maggiori fondi di investimento di Seoul.
Secondo i dati rilasciati dalla Import-Export Bank of Korea, gli investimenti sudcoreani in Italia ammontavano, nel 2016, a 8,85 milioni di Euro. Tale cifra ha avuto un incremento significativo nel 2017 raggiungendo i 10,48 milioni di euro di investimenti soltanto nei primi nove mesi dell’anno, di cui 9,10 destinati al settore manifatturiero italiano. 57 sono attualmente le società coreane attive in Italia, con un fatturato complessivo annuale pari a 6,25 milioni di euro e oltre 3.000 occupati (dati Reprint-Politecnico di Milano).
“L’Italia è un mercato interessante, dove vale la pensa investire”, ha ricordato l’Ambasciatore della Seta nel corso dell’evento: “i fondamentali del Paese sono positivi e crescono da anni”. “In questo contesto, è importante presentare le opportunità’ di investimento in Italia al pubblico coreano che non conosce il nostro mercato azionario italiano”.

La tigre nell’arte coreana.

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La tigre è un elemento che appare frequentemente nella mitologia, nelle fiabe e nelle tradizioni popolari della Corea. E’ anche un tema molto ricorrente nella pittura, nella scultura e nell’artigianato.
Le prime raffigurazioni della tigre in Corea risalgono all’età del bronzo (reperti archeologici nella zona di Ulsan). L’immagine del felino appare in seguito sulle pareti delle tombe di Goguryeo (37 AC-668 DC), all’esterno delle tombe reali di Silla (676-935) e in molti reperti di epoca Goryeo (918-1392). Tuttavia, le maggiori testimonianze artistiche oggi conservate risalgono alla più recente dinastia Joseon (1392-1897), e si tratta in particolare di dipinti su carta.
Figura protettrice e di congiunzione fra il mondo dei vivi e l’aldilà, ritroviamo dunque la tigre dipinta sulle pareti delle antiche tombe reali e scolpita sui sarcofaghi di pietra.
È importante sottolineare, inoltre, come la tigre sia stata sempre venerata come una delle quattro divinità protettrici del paese nelle quattro direzioni: il drago blu a est, la tigre bianca a ovest, l’uccello vermiglio a sud e la tartaruga nera a nord.
La prospettiva coreana della tigre si trasforma durante la dinastia Joseon. La rappresentazione si fa più realistica e la tigre appare in molti dipinti sul Capodanno come talismano per respingere le forze maligne. Una tigre dall’aspetto feroce viene in questo periodo spesso associata al potente drago, mentre una rappresentazione comica appare tipicamente con le gazze, portatrici di buone notizie. La tigre è stata variamente ritratta nell’arte coreana in quanto percepita come qualcosa di più di un semplice trofeo di caccia o di un feroce predatore. Essa è stata venerata come una divinità che controlla il destino umano e custodisce lo spazio e il tempo, e in quanto tale considerato un essere soprannaturale dalla forte carica spirituale. Simbolo di buona fortuna, di coraggio e di potere.

Scarica gratis la rivista del Museo Nazionale coreano!

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Puoi scaricare gratuitamente l’ultimo numero della rivista trimestrale edita dal Museo Nazionale della Corea, pubblicazione dedicata all’arte coreana. In questo numero interessanti articoli sulla rappresentazione della tigre nella pittura coreana e sui vasi Celadon di epoca Goryeo e Joseon.

Clicca qui per scaricare la versione pdf

Scopri i sapori della Corea!!

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Venite a scoprire gli autentici sapori dello street food coreano!

Il 1^ giugno “aT Korea Agro-Trade Center” di Milano, ente governativo sudcoreano creato per promuovere il settore agroalimentare, vi aspetta per farvi assaggiare le prelibatezze della cucina coreana.

Dove: Milano, Corso Buenos Aires – Piazza Oberdan (MM1 Porta Venezia)

Quando: dalle ore 15,30 alle ore 19,30

 

The Writer as Witness: Testimonial Narratives in Korea.

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by Kang Yu-jung – Novels are fiction. This might be so obvious it could even be the very first line of an introductory lecture on literature. Novels are crafted stories, made up of events that seem plausible. If such crafted stories are fiction, then non-fiction is supposed to be the exact opposite: a recounting of real events. Stories based on real events, historical events that really took place, are non-fiction. But is it actually possible to make events that really did happen into a story without crafting them in some way? Can we really believe that all history, which claims to record events that happened in the real world, is complete fact?

All novels, without exception, are involved with history in some way. This is because as long as anyone lives with flesh and bones and has feet on the ground, one cannot help but be a part of history. This is true even for those often seen as residing on the fringes of history, the “ordinary people” history tends to overlook. This is the reason that all novels, especially those that consider the modern history of Korea, are both non-fiction and fiction at the same time. All fiction is both history and fact.

Published in 1989, Kim Won-il’s novel The House with a Sunken Courtyard depicts the life of a family of refugees during the Korean War. Having fled south without their father, the family manages to find a place to live, but suffers from poverty and exhaustion in the aftermath of the war. The situations of the various families who all live in different rooms under the same roof of what they call “the house with the sunken courtyard” are all somewhat similar. This space and story are fictional creations by the author, but they are also very reminiscent of the life he lived at that time. An adult narrator shows us this life through the eyes of a child. Through such young eyes, which cannot yet fully understand the world, the Korean War and its aftermath become much more vivid for the reader than any historical account could be.

Park Wansuh’s novel The Naked Tree is also an outstanding testimony and record of the Korean War. The daring and unflinching perspective of a twenty-year-old woman, not very young, but not quite fully mature, is particularly striking. A glimpse of the terrible time suffered by those who could not escape from the battleground of Seoul during the Korean War is depicted in scenes that pull the reader in. The work reveals a kind of life in Seoul that was not recorded in the history books, and brings into relief the wearisome silhouette of an artist hidden from public memory.

Fiction or novels can often be far stronger than bare facts or sparsely recorded history. In South Korea, there have been times when it was also impossible to depict or talk about certain historical events without facing severe consequences. The clearest example of this is any reference to the Gwangju Uprising in 1980. Many people who lived in other cities had no way of knowing what was happening during those tragically momentous days in Gwangju. Information was blocked and facts were distorted. For a long time, even the word “Gwangju” was taboo. It took years to even acknowledge that such a prohibition existed. Strictly speaking, it would be more accurate to say that the events of May 1980 have still not been properly investigated or brought to light.

This is precisely why Han Kang’s novel Human Acts draws much closer to truth than any historical record. Through the character of a young boy who was part of the Gwangju Uprising, Han reveals an inner space overlooked by other narratives. It has a very different quality to the evidence of cold-blooded violence shown in the documentary footage that survives. The terror and despair, the conflicting feelings of someone caught in the middle, are conveyed intact. Seeing the corpse of the boy’s friend left to rot, along with so many others, induces a strong desire for truth, truth of a world in which the facts have still not been fully revealed. Through the lens of another’s suffering, the reader is taken directly to the point of compassion.

The “I” and Detective Kim who appear in Hwang Ji-woo’s poem “To Detective Kim Who Is Humane, Too Humane” are no different. In the poem, the tortured “I” shakes hands and shares smiles with his torturer, Detective Kim. “I” was tortured in reality, but at the same time, he is also a poetic voice that exists only in the space of a poem. Detective Kim is an actual person who has tortured someone, but he is also a fictional character who exists in a poem. When the two people ask each other how they are and talk about what they have been doing since the incident, the conversation may not be truthful, but there is an agitated echo that leaps beyond questions of fact.

The important thing is not the veracity of their exchange, but rather that, in the scene where the two “act” as though nothing has happened, there is a chilling truth that rises up from the depths, hidden by the official history that denies it. The scars left on “I” by the grossly inhumane torture stand in stark contrast to the too humane Detective Kim.

Although both poetry and fiction set out from facts and history, they surpass simple descriptions or testimonies and function as meaningful statements. In the poem “The Apprentice’s Dream” by Park Nohae, who conveyed the labor conditions of the 1980s in a simple but heartbreakingly truthful way, we discover an anguished confession. The poem does not focus on the dangerous working conditions, terrible injustices, or merciless circumstances faced by workers. Like the “dream” in the title, the apprentice’s dream is confined to a small and humble world. If one can lead an ordinary life only in one’s dreams, then one’s life has clearly taken a wrong turn.

Shin Daechul is greatly concerned with the division of North and South Korea, and depicts it in his poetry not as an issue of politics but as an issue of people, thus revealing a way for our reality to become literature. In “I Don’t Know Who You Are but I Love You,” he calls out, “you who are . . . / nowhere in our land, / I don’t know who you are but I love you.” Here, he enters into the realm of truth beyond fact, where love defies the reality of living across a militarized border zone. This is also the reason that the poem “They Say We Should Wait,” written by Kim Ki-taek to share the desperation and suffering following the 2014 Sewol Tragedy, begins with a text message left by one of the deceased. The text message of “They say we should wait” is not simply a piece of evidence found on the deceased’s phone, but stands as a symbol of the Sewol Tragedy and of our society as a whole. In such a way, poetry and novels deal with things that cannot endure as history or fact.

Gong Ji-Young’s novel The Crucible, which was based on an actual case of sexual abuse at a school for children with disabilities, is an example of literature becoming a catalyst for making things happen in the real world. In the end, the events in the novel, which were also made into a film, brought about such public indignation that an investigation was reopened and those responsible were brought to trial.

Kim Soom’s novel One Person captures truth that goes beyond the many non-fiction narratives of the Korean comfort women. The story begins when all of the other victims of sexual slavery have passed away, leaving only one last survivor.

Unlike history, literature is made up of stories that plausibly could have happened. But literature is also capable of reaching under the skin into the minds, realms, and lives that history tends to eliminate. Although the way of literature may be a narrow and perilous path, it is precisely within literature that we can discover the experiences of people excluded from history: the shame of those for whom history is a wound, the hope of those who dream of a better life in the midst of that history, and even the despair of those who have to brutally keep it bottled up. It is also in literature that those facts that have yet to be settled, things which have already passed but which will continue to shape our futures, have a much more holistic form. Every Korean novel is both wholly fiction and wholly historical. Literature is the last stronghold of those who have suffered.

ⓒ Korean Literature Now. Pubblicato su autorizzazione del Literature Translation Institute of Korea. Photo ⓒ NOH Suntag

Storico summit intercoreano.

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Il 27 aprile 2018 si svolgerà uno storico summit fra Corea del Nord e Corea del Sud presso la “Joint Security Area” di Panmunjeom, località lungo la linea di demarcazione del 38^ parallelo che separa ormai i due paesi da oltre 60 anni. Sono passati circa 11 anni dall’ultimo incontro tra i leaders dei due paesi (all’epoca il Presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun e il leader nordcoreano Kim Jong-Il) e le aspettative sono molto alte, in particolare in Corea del Sud, dove il summit viene letto come un primo grande successo del Presidente Moon Jae In in politica estera e di difesa.

Pubblicamente, il vertice ha l’obiettivo di pacificare la regione del nord-est asiatico, normalizzare le relazioni fra le due Coree e portare alla denuclearizzazione della Corea del Nord. Gli obiettivi pubblici e dichiarati sono, pertanto, molto ambiziosi, in particolare l’ultimo. Sembra, tuttavia, alquanto difficile immaginare che il regime di Pyongyang possa accettare la denuclearizzazione del suo arsenale militare dopo tanti investimenti e tanti rischi corsi. Più probabile, invece, che la Corea del Nord possa accettare un semplice “congelamento” del programma nucleare in cambio di aperture economiche e l’eliminazione di alcune delle attuali sanzioni internazionali che colpiscono il paese e il suo commercio con l’estero. Ma ciò significherebbe, tra le righe, prendere atto dello status quo, ovvero di una Corea del Nord, di fatto, già potenza nucleare.

“L’impero delle luci”, il best seller dello scrittore coreano Kim Young-Ha.

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Pubblicato nel 2006, “L’impero delle luci”, è l’opera di spicco dello scrittore coreano Kim Young-Ha (tradotta da Andrea De Benedittis e pubblicata dalla casa editrice Metropoli d’Asia). Il protagonista è il titolare di una piccola ditta d’importazione di film stranieri, che conduce una vita apparentemente regolare e banale. Come ogni giorno, si reca in ufficio al solito orario, ma non è un giorno come tutti gli altri: una mail infrangerà l’illusione di questa apparente normalità. Quel semplice messaggio basta per far tornare alla mente del protagonista la sua vera identità: lui è in realtà una spia nordcoreana, arrivata a Seoul circa vent’anni prima, ma poi lasciato al suo destino senza motivo dai suoi stessi mandanti. Rimasto nel Sud completamente solo e abbandonato da tutti, si è ricostruito una propria identità e una propria vita, adattandosi a un mondo del tutto diverso da quello delle proprie origini. E, proprio ora che tutto sembra andare per il meglio, qualcuno al Nord si ricorda improvvisamente di lui e gli ordina l’immediato rientro a Pyongyang.

“L’impronta del tempo: ieri, oggi e domani”. Collettiva di 22 artisti coreani a Roma.

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Giovedì 29 marzo, alle ore 19,00, si inaugura presso l’Istituto Culturale Coreano di Roma la seconda mostra annuale di ARCOI (Associazione di Artisti Coreani in Italia).

La mostra presenta le opere di ventidue artisti coreani frutto della loro ricerca sul tema del tempo attraverso il linguaggio pittorico, scultoreo, fotografico, quello del tessuto d’arte e dell’installazione. Il tema della mostra – L’impronta del tempo: ieri, oggi e domani – indica una ricerca del tempo e dell’infinito nella concezione contemporanea, nella risonanza materiale e interiore. L’impronta del tempo: ieri, oggi e domani non trasmette soltanto il concetto del tempo cronologico, bensì invita a riflettere su un interrogativo: Quale tempo troviamo nel cuore?

Per la realizzazione delle opere, oltre a olio e acrilico, carboncino, gesso, legno, marmo e granito, sono stati utilizzati carta tradizionale coreana, carta lucida, foto stampata in 3D lenticolare, tessuto, perline, stucco e foglia d’oro. In riferimento al concetto di tempo sono presentate diverse modalità di osservazione.

Tra i molteplici approcci, A Young Hwang esprime una modalità filosofica ricorrendo alla penna su carta lucida. La sua opera è intitolata Root: «Il totale passato è presente. Il passato esiste nello stesso momento del presente». Gyung Hee Joh invita a entrare nella sua visione interiore dove c’è Il tempo del Limbo tra passato e presente, con un paesaggio intimo dipinto a olio. Ji Hye Kang dimostra una grande capacità di disegnare dal vero, con il carboncino, le tracce che il tempo lascia sul viso. Tae Hyun Kang fa vedere l’immagine della persona nel passato e contemporaneamente nel presente attraverso la tecnica della foto 3D lenticolare. In quel tempo… Annunciazione: con questo titolo, Hwal Kyung Kim Maria propone un’opera che tratta il concetto di tempo come kairos, tempo di Dio. Guardando al mistero dell’Incarnazione di Gesù, il lavoro esprime l’invisibile nel visibile. È realizzato con stucco, tempera e foglia d’oro su legno. Mi Jin Kim realizza l’immagine di un’ombra della memoria offuscata, un approccio all’inconscio. Per il suo Astratto senza titolo, la tecnica è il dripping. Con un pezzo di legno scolpito dalla natura, Jae Kyung Kim esprime l’impronta del tempo. Sung Il Kim scolpisce la sua opera Movimento invisibile in marmo e granito, ricollegandosi all’idea che il tempo è principio del mutamento di tutte le cose. Raccogliendo pezzi di legno che erano stati utilizzati per una barca, Hyun Sook Lee ricrea la storia degli immigrati morti in mare durante il viaggio nel quale cercavano una nuova terra, un nuovo cielo. Grazie all’uso della terracotta, Sow Hyung Paik ricostruisce momenti passati con frammenti che rigenerano la forma scultorea: Momenti nuclei emozionali. Park Seung Wan vive nella linea. La sua linea separa ieri e oggi: è La linea che divide realtà e sogno. Mediante un ritratto o l’immagine di una statua greca classica, l’artista esprime un intervento di oggi nella bellezza di una volta. Yoo Sun Shin ricrea con la stoffa la bellezza della poesia di Mondrian o quella dei manufatti dei nostri antenati, che sapevano utilizzare i colori con il massimo dell’armonia e della proporzione. Shin usa anche perline e filo da cucire. Hyun Sook Son lavora sul rapporto tra mutamento ed Eternità, rapporto nel quale, secondo l’Antico Testamento della Bibbia, si manifesta la presenza di Dio: Analizzo le nuvole con i frammenti della permanenza per cercare una vitalità che sappia esprimere l’essenzialità.

Ogni artista raffigura il tempo così come la sua esistenza gli suggerisce, in riferimento a dove guarda, a ciò che cerca, a chi cerca. Tutto dipende da quale profondità di visione della vita ognuno concepisce e da ciò in cui crede.

Il “Nongak” nelle opere di Choi Keun Bae.

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Choi Keun Bae, 1942, “Farmer Folk Band”, Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Seoul.
Musica, danza e colori in una tipica scena di “Nongak”, musiche e danze tradizionali coreane molto diffuse in passato nelle campagne, oggi forma d’arte riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.
La Nongak ha le sue radici nel tentativo di placare gli dei per ricevere un raccolto abbondante e scacciare gli spiriti maligni. È un mix di percussioni, sfilate, danza, teatro e acrobazie.

L’eleganza e l’audacia delle opere di Shin Yun-bok (신윤복).

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Shin Yun-bok, in coreano 신윤복 (1758–1813), noto anche con il nome di Hyewon 혜원, è considerato uno dei maggiori artisti coreani di epoca Choson. Con le sue coraggiose, e a volte ironiche, rappresentazioni di vita quotidiana ha rivoluzionato la pittura coreana del 18° secolo, lasciandoci una preziosa testimonianza della Corea del passato, della sua società, dei suoi stili di vita, dei suoi vizi e delle sue virtù. Nelle bellissime e raffinate opere di Shin Yun-bok ritroviamo diversi soggetti, dal nobile al contadino, con una particolare attenzione alla figura femminile, dettaglio molto importante in quanto nella pittura dell’epoca dipingere le donne era considerato qualcosa di molto disdicevole tra gli artisti di corte. Nell’immagine qui sopra abbiamo un esempio classico della audacia artistica di Hyewon: una Biguni (monaca buddhista) che saluta una Kisaeng.

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per chiusura Olimpiadi.

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Nell’immagine Kim Yong-chol

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di PyeongChang.

Secondo l’Agenzia di stampa Yonhap sarebbe confermato l’arrivo di una delegazione di alto profilo dalla Corea del Nord per la partecipazione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di PyeongChang. Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, attraverserà il confine via terra domenica mattina per un soggiorno di tre giorni, a capo di una delegazione di otto membri.

Proprio in questi giorni in Corea del Sud, a seguito degli inizali rumors, è scoppiata una polemica sulla controversa figura di Kim Yong-chol, accusato di aver architettato l’affondamento di una nave da guerra sudcoreana nel marzo 2010, uccidendo ben 46 soldati. I gruppi conservatori del Sud hanno fortemente protestato contro la decisione di Seoul di accettare la delegazione, sostenendo che l’inclusione di Kim, una figura peraltro sottoposta a sanzioni internazionali, sembra destinata a seminare discordia tra i cittadini sudcoreani, a spaccare le relazioni tra Seoul e Washington, e a indebolire l’attuale regime di sanzioni internazionali.

La delegazione del Nord, oltre ad essere presente alla cerimonia olimpica la sera dell’arrivo, dovrebbe incontrare il presidente Moon Jae-in ed altri funzionari, tra cui il ministro dell’Unificazione Cho Myoung-gyon, e Suh Hoon, il capo dell’intelligence. Il viaggio di Kim coincide, peraltro, con la visita in Corea del Sud della figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ivanka, a ventaglio di speculazioni su un possibile incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord a margine delle Olimpiadi. Ivanka è arrivata a Seoul venerdì per un soggiorno di quattro giorni. Si dice che la delegazione del Nord includa diversi funzionari incaricati delle questioni nucleari, sollevando le prospettive di possibili discussioni sulla attuale situazione di stallo.

Bologna: convegno sulla Corea con Romano Prodi e Antonio Fiori.

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Segnaliamo il convegno che avrà luogo il prossimo 21 febbraio a Bologna presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università. Interventi d’eccezione con il Prof. Romano Prodi, che non ha bisogno di presentazioni, e il Prof. Antonio Fiori, tra i massimi esperti nel nostro paese di Corea.

Seollal (설날): il capodanno coreano.

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Il prossimo 16 febbraio in Corea è il giorno di Seollal (설날), il Capodanno coreano secondo il calendario lunare, probabilmente la festività nazionale più importante del paese. Il Capodanno coreano cade generalmente nel giorno del secondo novilunio dopo il solstizio d’inverno, a meno che non ci sia un raro undicesimo o dodicesimo mese intercalare.

Il Seollal è generalmente una festa vissuta in famiglia durante la quale si svolgono anche celebrazioni in onore dei parenti defunti, celebrazioni note con il nome charye (차례). E’ una delle rare occasioni grazie alle quali molti coreani indossano gli abiti tradizionali come i colorati ed eleganti hanbok.

Tra i riti del Seollal, il più tipico è il Sebae, praticato dai bambini verso i genitori o, comunque, verso i parenti adulti, con profondi inchini in segno di rispetto. Durante questi giorni è facile sentire le parole “saehae bok manhi badeuseyo” (새해 복 많이 받으세요), una forma augurale molto diffusa che potrebbe essere tradotta come “riceviate  molte benedizioni per il nuovo anno”.

In questi giorni, anche la cucina riveste la sua importanza, con diversi piatti tradizionali come  zuppe, ravioli e soprattutto il piatto tipico del Capodanno lunare coreano: il Ttŏkkuk (떡국), una zuppa a  base di gnocchi di riso.

 

Guida completa alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018.

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In vista della XXIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali, che si svolgeranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio, e della XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dal 9 al 18 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Seoul e l’Unità di Crisi della Farnesina hanno redatto il “Focus Olimpiadi Invernali: Repubblica di Corea, Pyeongchang 2018”.

Si tratta di uno strumento utile, completo e di facile consultazione, concepito al fine di fornire ai connazionali presenti in Corea del Sud nei periodi summenzionati, tutte le principali notizie ed informazioni pratiche sull’evento.

Il “Focus”, in particolare, presta grande attenzione a tutto ciò che riguarda l’aspetto della sicurezza dei cittadini italiani che assisteranno alla manifestazione, attraverso le sezioni dedicate ai contatti dell’Ambasciata d’Italia a Seoul e ai numeri da comporre e siti internet da consultare in caso di emergenza. Presenta, quindi, un dettagliato resoconto, con foto e mappe a colori, dei luoghi delle competizioni e di come raggiungerli, fornendo indicazioni dirette e riferimenti ai siti internet delle principali compagnie di trasporti sudcoreane.

Particolarmente importante è la sezione “Prima di Partire” che, oltre a rinnovare l’invito ai connazionali che si apprestano a raggiungere la Corea del Sud a iscriversi al sito dell’Unità di Crisi www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare l’APP “Unità di Crisi per smartphone e tablet, presenta un utile resoconto su quali documenti portare con sé prima della partenza.

Si segnala, infine, la sezione “Avvertenze e suggerimenti per il soggiorno” che, oltre a presentare indicazioni di utilità pratica, fornisce informazioni di carattere comportamentale da seguire per potersi godere appieno la manifestazione nel reciproco rispetto del Paese che la ospita.

Clicca qui per scaricare il “Focus”

Nasce K-Art, una nuova pagina dedicata all’arte e a alla cultura coreana.

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Cari amici e lettori,

è con grande piacere che comunichiamo la nascita di una nuova pagina dedicata esclusivamente all’arte coreana.

Il nuovo progetto ha l’obiettivo di aprire un osservatorio sull’arte e sugli artisti coreani del passato e del presente. Non amiamo fare nette distinzioni tra arte contemporanea e arte moderna o tradizionale, come pure non amiamo fare distinzioni tra artisti già affermati e giovani artisti agli esordi.

Uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di capire dove stia andando la giovane arte coreana. La Corea è un paese molto innovativo non solo nei settori più noti della tecnologia ma anche in altri ambiti come la moda, il design e, appunto, l’arte di cui vorremmo in futuro parlarvi.

Il nuovo sito è accessibile all’indirizzo koreanart.it, e vi ricordo che è già attiva la nostra pagina FB all’indirizzo facebook.com/koreanart.it.

Grazie a tutti per averci seguito finora e, nella speranza di ritrovarvi da oggi non solo su calmomattino.it (che ovviamente continuerà nella sua attività), ma anche su K-Art, inviamo un caro saluto a tutti.

Giancarlo Pappagallo