500 anni di mappe della dinastia Joseon in mostra a Seoul.

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Presso il Museo Nazionale della Corea è stata inaugurata nel mese di agosto una importante mostra dedicata alle mappe geografiche coreane di epoca Joseon.
La Corea ha, infatti, una lunga tradizione cartografica  che risale ad oltre 1500 anni, e questa mostra è l’esito di una ricerca curatoriale molto approfondita su un periodo di circa 500 anni, che va a coprire l’intera epoca della dinastia Joseon (1392-1897). Si tratta di mappe molto interessanti non solo da un punto di vista storico e cartografico ma anche artistico, che fanno di questa mostra la più importante del genere mai realizzata in Corea.

Dove: National Museum of Korea

Quando: dal 14 agosto al 28 ottobre 2018.

Storico summit intercoreano.

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Il 27 aprile 2018 si svolgerà uno storico summit fra Corea del Nord e Corea del Sud presso la “Joint Security Area” di Panmunjeom, località lungo la linea di demarcazione del 38^ parallelo che separa ormai i due paesi da oltre 60 anni. Sono passati circa 11 anni dall’ultimo incontro tra i leaders dei due paesi (all’epoca il Presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun e il leader nordcoreano Kim Jong-Il) e le aspettative sono molto alte, in particolare in Corea del Sud, dove il summit viene letto come un primo grande successo del Presidente Moon Jae In in politica estera e di difesa.

Pubblicamente, il vertice ha l’obiettivo di pacificare la regione del nord-est asiatico, normalizzare le relazioni fra le due Coree e portare alla denuclearizzazione della Corea del Nord. Gli obiettivi pubblici e dichiarati sono, pertanto, molto ambiziosi, in particolare l’ultimo. Sembra, tuttavia, alquanto difficile immaginare che il regime di Pyongyang possa accettare la denuclearizzazione del suo arsenale militare dopo tanti investimenti e tanti rischi corsi. Più probabile, invece, che la Corea del Nord possa accettare un semplice “congelamento” del programma nucleare in cambio di aperture economiche e l’eliminazione di alcune delle attuali sanzioni internazionali che colpiscono il paese e il suo commercio con l’estero. Ma ciò significherebbe, tra le righe, prendere atto dello status quo, ovvero di una Corea del Nord, di fatto, già potenza nucleare.

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per chiusura Olimpiadi.

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Nell’immagine Kim Yong-chol

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di PyeongChang.

Secondo l’Agenzia di stampa Yonhap sarebbe confermato l’arrivo di una delegazione di alto profilo dalla Corea del Nord per la partecipazione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di PyeongChang. Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, attraverserà il confine via terra domenica mattina per un soggiorno di tre giorni, a capo di una delegazione di otto membri.

Proprio in questi giorni in Corea del Sud, a seguito degli inizali rumors, è scoppiata una polemica sulla controversa figura di Kim Yong-chol, accusato di aver architettato l’affondamento di una nave da guerra sudcoreana nel marzo 2010, uccidendo ben 46 soldati. I gruppi conservatori del Sud hanno fortemente protestato contro la decisione di Seoul di accettare la delegazione, sostenendo che l’inclusione di Kim, una figura peraltro sottoposta a sanzioni internazionali, sembra destinata a seminare discordia tra i cittadini sudcoreani, a spaccare le relazioni tra Seoul e Washington, e a indebolire l’attuale regime di sanzioni internazionali.

La delegazione del Nord, oltre ad essere presente alla cerimonia olimpica la sera dell’arrivo, dovrebbe incontrare il presidente Moon Jae-in ed altri funzionari, tra cui il ministro dell’Unificazione Cho Myoung-gyon, e Suh Hoon, il capo dell’intelligence. Il viaggio di Kim coincide, peraltro, con la visita in Corea del Sud della figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ivanka, a ventaglio di speculazioni su un possibile incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord a margine delle Olimpiadi. Ivanka è arrivata a Seoul venerdì per un soggiorno di quattro giorni. Si dice che la delegazione del Nord includa diversi funzionari incaricati delle questioni nucleari, sollevando le prospettive di possibili discussioni sulla attuale situazione di stallo.

Bologna: convegno sulla Corea con Romano Prodi e Antonio Fiori.

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Segnaliamo il convegno che avrà luogo il prossimo 21 febbraio a Bologna presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università. Interventi d’eccezione con il Prof. Romano Prodi, che non ha bisogno di presentazioni, e il Prof. Antonio Fiori, tra i massimi esperti nel nostro paese di Corea.

Guida completa alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018.

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In vista della XXIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali, che si svolgeranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio, e della XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dal 9 al 18 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Seoul e l’Unità di Crisi della Farnesina hanno redatto il “Focus Olimpiadi Invernali: Repubblica di Corea, Pyeongchang 2018”.

Si tratta di uno strumento utile, completo e di facile consultazione, concepito al fine di fornire ai connazionali presenti in Corea del Sud nei periodi summenzionati, tutte le principali notizie ed informazioni pratiche sull’evento.

Il “Focus”, in particolare, presta grande attenzione a tutto ciò che riguarda l’aspetto della sicurezza dei cittadini italiani che assisteranno alla manifestazione, attraverso le sezioni dedicate ai contatti dell’Ambasciata d’Italia a Seoul e ai numeri da comporre e siti internet da consultare in caso di emergenza. Presenta, quindi, un dettagliato resoconto, con foto e mappe a colori, dei luoghi delle competizioni e di come raggiungerli, fornendo indicazioni dirette e riferimenti ai siti internet delle principali compagnie di trasporti sudcoreane.

Particolarmente importante è la sezione “Prima di Partire” che, oltre a rinnovare l’invito ai connazionali che si apprestano a raggiungere la Corea del Sud a iscriversi al sito dell’Unità di Crisi www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare l’APP “Unità di Crisi per smartphone e tablet, presenta un utile resoconto su quali documenti portare con sé prima della partenza.

Si segnala, infine, la sezione “Avvertenze e suggerimenti per il soggiorno” che, oltre a presentare indicazioni di utilità pratica, fornisce informazioni di carattere comportamentale da seguire per potersi godere appieno la manifestazione nel reciproco rispetto del Paese che la ospita.

Clicca qui per scaricare il “Focus”

La Corea del Nord oltre gli stereotipi.

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Segnaliamo che sabato 27 gennaio alle ore 17,30, presso la libreria “Incrocio Quarenghi” di Bergamo, si terrà un incontro dedicato alla Corea del Nord. Interverrà l’amico Piergiorgio Pescali, giornalista e scrittore, che ha più volte visitato la Corea del Nord e scritto del paese su diversi quotidiani nazionali. Piergiorgio è un grande esperto e conoscitore della realtà nordcoreana ed asiatica in genere che, grazie alla sua reale esperienza sul campo, potrà parlarci di Corea del Nord “oltre gli stereotipi”.

Crisi coreana e nuovi equilibri in Asia

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Il giorno 11 ottobre 2017 alle ore 18,00 presso l’ISPI si parla di Corea. Ne discutono:

Alessia AMIGHINI, ISPI e Università del Piemonte Orientale

Lucio CARACCIOLO, Limes

Dario FABBRI, Limes

Francesca FRASSINETI, ISPI e Università di Bologna

L’incontro è promosso in occasione della pubblicazione del numero di Limes dedicato a questi temi.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell’ISPI.

Per partecipare all’incontro, che si terrà a Milano il prossimo 11 ottobre alle ore 18.00 presso la sede dell’ISPI (Palazzo Clerici – Via Clerici, 5), è necessario iscriversi cliccando qui.

La guerra dimenticata.

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di Emiliano Pennisi – Il 27 luglio 1953 nel villaggio coreano di Panmunjeom, a ridosso del 38° parallelo, il generale nordcoreano Nam Il e quello americano, William Harrison Jr. firmarono l’armistizio che sospese la Guerra di Corea, uno dei conflitti più drammatici del XX secolo.

“La guerra dimenticata”, iniziata nell’estate del 1950, durò circa tre anni e quando si giunse alla tregua i morti erano più di tre milioni, molte famiglie furono separate fino ancora a oggi, mentre Seul e Pyeongyang vennero quasi distrutte. Il villaggio di Panmunjeom non esiste più, cancellato dalla guerra. Al suo posto, un chilometro più a sud, si trova la Joint Security Area, l’unico luogo lungo tutta la Zona Smilitarizzata (DMZ), in cui i soldati del Sud e del Nord si fronteggiano a pochi passi di distanza, in un silenzio fermo nel tempo, sorvegliando giorno e notte la Military Demarcation Line, il confine vero e proprio. Un confine de facto.

Le due Coree rimangono tecnicamente in guerra, in 64 anni non è stato firmato alcun trattato di pace. La vita dei coreani dipende ancora dall’armistizio del 27 luglio 1953, e fintanto che non ci sarà una vera pace nella penisola, la Guerra di Corea non potrà dirsi ufficialmente conclusa.

Emiliano Pennisi, di Roma, vive a Seoul da 11 anni, dove insegna lingua e cultura italiana alla Sogang University.

“La Corea del Sud non ha bisogno del permesso USA per parlare con il Nord”.

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“La ripresa del dialogo con la Corea del Nord potrebbe essere perseguita in stretta collaborazione e consultazione con gli Stati Uniti, ma la Corea del Sud non deve essere autorizzata dagli Stati Uniti per farlo”, ha dichiarato oggi Kwun Hyuk-ki, portavoce del Cheong Wa Dae, l’Ufficio della Presidenza della Repubblica della Corea del Sud.

La nota ufficiale arriva in risposta a una domanda posta da un giornalista americano in una recente intervista con il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, in cui l’intervistatore dell’emittente statunitense CBS ha dichiarato che non era chiaro se il Presidente americano Donald Trump “potesse permetterealla sua controparte sudcoreana di negoziare autonomamente con i nordcoreani.

La dichiarazione dell’Ufficio presidenziale arriva dopo giorni di intense polemiche scatenatesi sui social media sudcoreani, e a due giorni dall’incontro bilaterale previsto tra Trump e Moon a Washington.

Nuovo test missilistico della Corea del Nord.

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A pochi giorni dall’insediamento del nuovo Presidente sudcoreano, la Corea del Nord ha effettuato un nuovo test balistico con il lancio di un missile caduto nel Mar dell’Est tra penisola coreana e Giappone. Secondo fonti militari di Seoul il lancio avrebbe avuto una gittata di circa 700 Km, ben superiore ai precedenti test.

Il portavoce dell’Amministrazione Trump ha immediatamente affermato che questa “ultima provocazione” deve indurre “tutti i paesi a rafforzare le sanzioni”. La Corea del Nord “è stata una palese minaccia troppo a lungo”, e gli Stati Uniti promettono di essere al fianco di Corea del Sud e Giappone “di fronte alla seria minaccia”, ha assicurato Washington, mentre l’Unione Europea parla di “minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”.

“Siamo contrari alle violazioni delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu messe in atto dalla Corea del Nord”, ha comunicato il Governo cinese, lanciando un nuovo appello alla “moderazione” a tutte le parti in causa. Anche il neoeletto Presidente sudcoreano, Moon Jae-In, ha definito il primo test dopo la sua investitura “una grave minaccia alla sicurezza regionale e una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Moon, che dopo la sua vittoria si era detto pronto ad andare a Pyongyang se ci dovessero essere le condizioni giuste, ha chiesto alla Corea del Nord di cambiare atteggiamento.

La notte del cinema coreano a Roma.

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L’Istituto Culturale Coreano presenta la prima serata di ‘Notte del Cinema Coreano’ in occasione della ‘Giornata della Cultura’ che si tiene ogni ultimo mercoledì del mese. Il tema di questo primo appuntamento con il Cinema Coreano è il rapporto tra ‘le due Coree’. Le pellicole sono state selezionate con l’intento di offrire un quadro del rapporto tra le due Coree al pubblico italiano in un periodo di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti.

Il film ‘The Front Line’ e’ una forte espressione del regista Jang Hoon sull’insensatezza della guerra e, per essere piu’ precisi, della Guerra di Corea (1950-1953). Una guerra fratricida senza vincitore che ha spezzato in due una nazione separando con una linea famiglie, parenti e persone che parlano la stessa lingua. Questa pellicola, caratterizzata da molte scene di azione, non illustra solo le atrocità della guerra, ma anche aspetti di solidarietà tra i soldati delle due parti in contesa.

JSA: Joint Security Area, del regista Park Chan-Wook, è il film che meglio rappresenta la tragica realtà che caratterizza la penisola coreana, cioè la divisione delle due Coree. In questa pellicola l’autore cerca di rappresentare la situazione che si vive al confine tra i due paesi nella DMZ (Zona demilitarizzata).
JSA: Joint Security Area è il film che ha portato alla notorietà il pluripremiato regista coreano Park Chan-Wook, autore anche di pellicole rivoluzionarie come “Old Boy” e “Lady Vendetta” e del vampire movie “Thirst”, vincitore del Premio della giuria a Cannes nel 2009.

Moon, messaggio a Trump: nessun intervento militare senza consenso della Corea del Sud.

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Il candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni presidenziali sudcoreane del 9 maggio 2017, Moon Jae-in (nella foto), ha toccato oggi un tema di fondamentale importanza per la politica estera e di sicurezza sudcoreana: i rapporti con la Corea del Nord.

In un’intervista rilasciata questa mattina al quotidiano sudcoreano “Korea Herald”, il candidato democratico ha affermato che è sua intenzione parlare direttamente con il leader nordcoreano Kim Jong-un, se eletto. Moon ha sostanzialmente accusato le precedenti amministrazioni conservatrici di aver ridotto la Corea del Sud ad una semplice spettatrice rispetto alla questione nordcoreana.

Moon si è anche dichiarato sicuro di poter gestire la situazione in collaborazione con il Presidente americano Trump, ma si è detto preoccupato per l’approccio unilaterale dimostrato da quest’ultimo nei confronti di Pyongyang, in particolare per quanto riguarda un eventuale intervento militare. Su questo punto, il candidato democratico è stato molto chiaro: nessuna iniziativa militare senza il consenso della Corea del Sud.

Moon ha inoltre confermato l’intenzione di riaprire il distretto industriale di Kaesong, chiuso nel 2016 dall’amministrazione Park a seguito dei reiterati test missilistici e nucleari nordcoreani.