Nasce K-Art, una nuova pagina dedicata all’arte a alla cultura coreana.

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Cari amici e lettori,

è con grande piacere che comunichiamo la nascita di una nuova pagina dedicata esclusivamente all’arte coreana.

Il nuovo progetto ha l’obiettivo di aprire un osservatorio sull’arte e sugli artisti coreani del passato e del presente. Non amiamo fare nette distinzioni tra arte contemporanea e arte moderna o tradizionale, come pure non amiamo fare distinzioni tra artisti già affermati e giovani artisti agli esordi.

Uno dei nostri obiettivi, infatti, è quello di capire dove stia andando la giovane arte coreana. La Corea è un paese molto innovativo non solo nei settori più noti della tecnologia ma anche in altri ambiti come la moda, il design e, appunto, l’arte di cui vorremmo in futuro parlarvi.

Il nuovo sito è accessibile all’indirizzo koreanart.it, e vi ricordo che è già attiva la nostra pagina FB all’indirizzo facebook.com/koreanart.it.

Grazie a tutti per averci seguito finora e, nella speranza di ritrovarvi da oggi non solo su calmomattino.it (che ovviamente continuerà nella sua attività), ma anche su K-Art, inviamo un caro saluto a tutti.

Giancarlo Pappagallo

 

Antiche scritture ritrovate in statue del Buddha.

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Delle scritture buddhiste stampate nel 14^ secolo sono state ritrovate all’interno di alcune statue del Tempio di Haeinsa (해인사), nella regione del Gyeongsangnam-do (la regione di Busan, nel sud-est del paese).
L’incredibile scoperta è avvenuta a seguito di alcune verifiche effettuate con i raggi X all’esito delle quali è emersa la presenza di alcuni oggetti nell’interno cavo di tre statue raffiguranti il Buddha, statue risalenti al 15^ secolo circa. E’ quanto reso pubblico dall’ordine Jogye del buddhismo coreano.

Si tratta di copie del “Dharani dell’Illuminazione” (성불 수구 대다라니), e di 28 volumi del “Sutra Avatamsaka” (대방광불 화엄경), stampate utilizzando i famosi Tripitaka Koreana (팔만 대장경), antichi blocchi in legno per la stampa.
Secondo gli esperti di conservazione culturale dell’Ordine Jogye “Queste scritture hanno un alto valore storico per le ricerche sulla storia della pittura, della filosofia e della bibliografia buddista coreana”.

La Corea del Nord oltre gli stereotipi.

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Segnaliamo che sabato 27 gennaio alle ore 17,30, presso la libreria “Incrocio Quarenghi” di Bergamo, si terrà un incontro dedicato alla Corea del Nord. Interverrà l’amico Piergiorgio Pescali, giornalista e scrittore, che ha più volte visitato la Corea del Nord e scritto del paese su diversi quotidiani nazionali. Piergiorgio è un grande esperto e conoscitore della realtà nordcoreana ed asiatica in genere che, grazie alla sua reale esperienza sul campo, potrà parlarci di Corea del Nord “oltre gli stereotipi”.

Arte coreana: Kwon Young-Woo.

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Kwon Young-Woo (1926-2013), senza titolo, 1984, cm 135 x 109, inchiostro su carta.

Kwon Young-Woo è stato uno dei maggiori interpreti della pittura coreana monocroma contemporanea. Ha principalmente lavorato con strumenti della tradizione coreana quali la carta e l’inchiostro ma sperimentando sempre nuove tecniche. Nell’opera riprodotta, ad esempio, ha effettuato delle incisioni sulla carta lasciandovi scorrere successivamente l’inchiostro all’interno.

Arte coreana: il Celadon del periodo Goryeo.

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Un pregiato esempio del famoso celadon coreano con la rappresentazione di una gru, motivo molto ricorrente nell’arte coreana ed orientale, simbolo di nobile spirito e longevità. Il pezzo è decorato con nuvole (a forma di carattere cinese “之”) che si snodano nel cielo, mentre le gru volano liberamente tra di esse. Questi eleganti disegni mostrano un aspetto dello stile di vita e del gusto dell’aristocrazia coreana durante il Regno Goryeo (918-1932).

Il pezzo è attualmente conservato presso Il National Museum di Seoul.
(Il celadon è un tipo di ceramica che utilizza una vetrinatura traslucida, cioè uno smalto vetroso, di colore tendenzialmente verde o blu-grigio).

Crisi coreana e nuovi equilibri in Asia

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Il giorno 11 ottobre 2017 alle ore 18,00 presso l’ISPI si parla di Corea. Ne discutono:

Alessia AMIGHINI, ISPI e Università del Piemonte Orientale

Lucio CARACCIOLO, Limes

Dario FABBRI, Limes

Francesca FRASSINETI, ISPI e Università di Bologna

L’incontro è promosso in occasione della pubblicazione del numero di Limes dedicato a questi temi.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell’ISPI.

Per partecipare all’incontro, che si terrà a Milano il prossimo 11 ottobre alle ore 18.00 presso la sede dell’ISPI (Palazzo Clerici – Via Clerici, 5), è necessario iscriversi cliccando qui.

Han Kang a Milano per presentare “Atti umani”.

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Gwangju, Corea del Sud, maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, nel paese vige la legge marziale. Tutta la Corea del Sud è scossa da manifestazioni e rivolte, studentesche e non. Il 18 maggio scoppia una pesante insurrezione nel centro della città di Gwanju. I militari aprono il fuoco. Sono centinaia le vittime di quello che è passato alla storia come il “Massacro di Gwanju”. Un dramma poco noto e mai narrato in occidente.

E’ dedicato a loro l’ultimo libro della scrittrice coreana Han Kang, vincitrice del Premio Malaparte 2017, un lungo dialogo tra i vivi e i morti a proposito della brutalità del potere e delle sue conseguenze.

Il 5 ottobre 2017, alle ore 18,30, sarà alla Feltrinelli di Milano, Piazza Duomo, per incontrare i lettori.

 

Arte coreana: Kim Hongdo.

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Un pezzo della collezione permanente del Museo Nazionale di Seoul a firma del celebre pittore Kim Hongdo (1745-1806), cm 28 x 24. L’artista cattura un gruppo di artigiani impegnati nella costruzione di una casa tradizionale. Uno dei lavoratori lancia le tegole al collega sul tetto, un altro tira con una corda il fango necessario ad applicare le tegole, i capentieri lavorano il legno e controllano la perpendicolarità delle colonne.

Sapori della Corea.

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Ricordiamo che sabato 16 settembre a Milano si svolgerà l’evento “Sapori della Corea” dedicato alla cucina coreana, organizzato dalla aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation e dal Consolato coreano di Milano, presso lo spazio FARM 65, Alzaia Naviglio Pavese 260.
Questo il programma:

h. 15.00
Saluti del Console Generale Chang Chae-Bok

Showcooking a cura di uno chef coreano e degustazione

h. 16,30
Degustazione di cibi e bevande coreane

Hansik contest (gara di cucina coreana)

L’evento, aperto al pubblico, intende promuovere e diffondere la conoscenza della cucina coreana, tra le più salutari e gustose al mondo, avvicinando gli italiani alla ricca cultura millenaria della Corea.

Uno stand promozionale di aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation vi attende con una varietà di prodotti alimentari tipici della cucina coreana.

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Le salse fermentate (JANG) e le altre pietanze coreane.

L’elemento fondamentale che caratterizza la cucina coreana (Hansik) è dato dall’importanza e dalla diffusione dei cibi fermentati quali le salse (Jang) che rappresentano la base di numerose ricette. Fra le salse più utilizzate ritroviamo:

Gochujang: è una salsa fermentata preparata con peperoncino rosso dolce o piccante, farina di riso, farina di meju (soia fermentata), malto d’orzo e sale. Il Gochujang è utilizzato per preparare il Bibimpap, il Tteokbokki e il Jeyuk-bokkeum. Contiene un livello elevato di capsicina e vitamina C ed aiuta la digestione.

Doenjang: è una salsa a base di pasta di soia meju fermentata in salamoia con peperoncini secchi. Dopo la fermentazione viene estratto il meju che diventa Doenjang, mentre il liquido rimasto viene utilizzato per produrre la salsa di soia Ganjang. E’ l’ideale condimento per zuppe (Doenjang-jjigae) e verdure. Viene considerata un cibo salutare in quanto contiene una elevata percentuale di proteine e previene l’obesità. E’ inoltre ricca di vitamine, minerali e Omega 6.

Ganjang: è la classica salsa di soia, estratta dal liquido prodotto dalla fermentazione del Doenjang. Per regolarne l’intensità del sapore viene bollita più volte. E’ usata come condimento per marinare pietanze come il Bulgogi o il Galbi. E’ inoltre utilizzata come condimento nel Japchae.

Ssamjang: è preparata unendo Gochujang e Doenjang con l’aggiunta di olio di sesamo, aglio e cipolla tritati.

Oltre alle salse, il Kimchi è senz’altro l’alimento fermentato più conosciuto della Corea. Si tratta di un contorno sempre presente sulle tavole dei coreani a base di cavolo cinese, condito con aglio, cipollotti e peperoncino macinato, il tutto lasciato a fermentare. Ne esistono moltissime varietà in tutta la Corea e viene utilizzato sia come contorno che come base per zuppe o altre pietanze. I fermenti lattici del Kimchi rafforzano il sistema immunitario del nostro organismo. Il Kimchi è conosciuto per le sue proprietà anti-invecchiamento e anti-cancerogene.

Anche alcuni liquori tipici coreani nascono da un processo di fermentazione. Un esempio è il Makgeolli, un liquore di antichissima tradizione prodotto dalla fermentazione di cereali. La ricetta originale prevede l’utilizzo del riso (da cui il colore tipico bianco latte) ma vi sono varietà a base di grano, miglio e mais. Si tratta di una bevanda dalla bassa gradazione alcolica (6% circa).

Gara di cucina coreana.

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Segnalo che il Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano sta organizzando l’evento “Gara di cucina coreana 2017” che si terrà sabato 16 settembre 2017 presso lo spazio FARM 65, Alzaia Naviglio Pavese 260 a Milano.
Questo è il programma:

h. 15.00
Degustazione e Show cooking a cura di aT- Korea Agro-Fisheries & Food Trade Corporation

h. 17.00
Hansik contest (Gara di cucina coreana), aperto a cuochi professionisti e amatoriali

Le iscrizioni per partecipare alla gara di cucina coreana sono ancora possibili fino al 5 settembre. Informazioni e requisiti di partecipazione sono pubblicati sul sito: http://ita-milano.mofa.go.kr/worldlanguage/europe/ita-milano/mission/news/index.jsp .
Premi per i vincitori della gara: 1° posto €2,000, 2°posto €500, 3° posto €300

Per info e contatti:

Consolato Generale della Repubblica di Corea

Piazza Cavour 3, 20121 Milano

Tel. 02.4537.3305 (Dott.ssa KIM Noori del Consolato)

391.732.4013 (Dott.ssa LEE Whashin, coordinatrice dell’evento)

E-mail : garadicucinacoreana2017@gmail.com

Letteratura coreana: Choi In-hun.

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Romanziere, poeta, drammaturgo e teorico, Choi In-hun è uno dei più acclamati e versatili scrittori e intellettuali della Corea del ventesimo secolo. Nato nel 1936, Choi è cresciuto a Hoeryong (attuale Corea del Nord), per trasferirsi al Sud all’inizio della guerra di Corea. Ha studiato Legge presso la National University di Seoul prima di entrare sulla scena letteraria nel 1959 con il suo racconto “A Detailed Record of Grey Club”. Il periodo dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’70 – caratterizzato dallo scontro tra la modernità occidentale e la tradizione coreana, dal pesante fardello dell’era coloniale, dal disastro della guerra, dalla divisione fisica ed ideologica fa le due Coree e dall’autocrazia – si riflette nelle complesse opere di Choi In-hun dall’approccio particolarmente eclettico.

Oggi Choi è riconosciuto per i suoi romanzi, che comprendono “The Square”, l’intensa storia di un intellettuale così devastato dalle realtà su entrambi i lati della linea di demarcazione da precipitare nella morte, o “A grey Man”, un “romanzo delle idee” su un rifugiato nordcoreano che lotta con l’amore, il tempo e la rivoluzione democratica. Il personaggio riappare nel sequel “Journey to the West”, dove si impegna in discorsi surreali impersonificando figure della storia coreana. Tuttavia, soprattutto nella sua fase creativa iniziale, Choi In-hun ha anche prodotto molte novelle e racconti come “Reflections on a Mask”, una novella sull’esperienza della guerra e sul tentativo di reintegrazione nella società, come pure parodie della narrativa pre-moderna cinese e coreana: la novella “The Cloud Dream of the Nine”, remake onirico dell’opera del 17^ secolo di Kim Man-jung; “The Jehol Diary”, una parodia del famoso travelogue di Park Jiwon; “New Tales of the Golden Turtle”, una reinterpretazione dei racconti di Kim Si-seup della prima dinastia Joseon.

Molte delle figure di Choi In-hun sono intellettuali e artisti disillusi e in crisi di identità, sopraffatti dai grandi e tragici eventi della storia, dal colonialismo giapponese alla guerra. Una tale figura, per esempio, è A, protagonista di “New Tales of the Golden Turtle”. Dopo essere fuggito dal Sud al Nord durante la guerra, A viene addestrato come spia da inviare in missione in Corea del Sud alla fine del conflitto. Pentendosi per la sua precedente decisione, pianifica di consegnarsi ai funzionari della Corea del Sud ma, mentre attraversa il confine e si avvicina in silenzio al fiume che separa i due paesi, viene ucciso a colpi di pistola da alcuni ladri che lo derubano, gettando poi il corpo nel fiume Imjin. Tra le onde oscure del fiume, l’anima di A esce dal foro del proiettile e, accoccolandosi sul corpo senza vita, viene trascinata dai flutti a valle. “Ma dimmi, cosa ho fatto di male?” grida l’anima, riflettendo su una vita senza senso, di disperazione e divisione, mentre viene trasportata dalle acque del fiume che separa le due Coree in una sconosciuta oscurità. La letteratura di Choi In-hun è profonda, sorprendente, sconcertante e profondamente radicata nella Corea moderna.

Giornata della cultura coreana a Pietrasanta.

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L’Istituto Culturale Coreano organizza per il 14 agosto, a Pietrasanta, una giornata dedicata alla cultura coreana con diversi eventi gratuiti e aperti al pubblico. Si comincia alle ore 10.00 presso il Chiostro di Sant’Agostino con una dimostrazione di calligrafia tradizionale, dove sarà possibile ricevere il proprio nome scritto in coreano su carta di gelso Hanji.  Segue alle 18.00 l’inaugurazione della mostra ‘Immagini della Corea’ con un angolo dedicato alla prova degli abiti tradizionali Hanbok. Dalle 19.30 appuntamento a Piazza Duomo dove si svolgerà lo spettacolo di musica folcloristica coreana Samulnori, diretto dal Maestro Kim Duk-soo. Si tratta del gruppo più autorevole nella storia del Samulnori. Fondato nel 1978, ha tracciato una rinascita nella scena musicale coreana ed è stato determinante nel tramandare una lunga tradizione di musica folcloristica, attraverso la fondazione di un Accademia musicale. Lo spettacolare suono del Tamburo Janggo di Kim Duk-soo accompagnato dal K’kwaenggwari (piccolo gong) Jing e Buk porteranno a Pietrasanta tutto lo spirito di allegria e vivacità della musica folcloristica coreana.

Due settimane di arte coreana a Milano!

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Dal 7 al 21 luglio 2017, a Milano, due intense settimane dedicate all’arte coreana, con l’edizione 2017 della “Korean Wunderkammer”. Diversi luoghi dell’arte e della cultura accoglieranno un grande festival di arte contemporanea coreana, con pittura, scultura, fotografia ed installazioni. Nell’arco di quindici giorni sarà possibile visitare tre diverse mostre di altrettante associazioni artistiche coreane che esporranno i loro lavori presso la Fondazione Luciana Matalon, la Galleria Maec e il centro culturale San Fedele, il tutto organizzato da Orange Bridge Milano, l’Associazione Lombardia Corea, l’Associazione Korean Folk Painting ed Artevent.

Si comincia il 7 luglio presso la Fondazione Luciana Matalon. Saranno presenti più di cento protagonisti dell’arte Minhwa, la pittura popolare tradizionale coreana, presentati dall’Associazione Folk Painting.

Dal 13 luglio, presso la galleria Maec è di scena l’arte giovane coreana con pittura, scultura e installazioni di artisti provenienti da diverse aree del paese, selezionati dall’Associazione Artevent.

Dal 17 luglio invece, presso San Fedele Arte, un focus fotografico sulle tradizioni culturali e spirituali dell’isola coreana di Jeju, a cura di Orange Bridge.

VISITA LA GALLERY PER UN’ANTEPRIMA DELLE OPERE CLICCANDO QUI!

“La Corea del Sud non ha bisogno del permesso USA per parlare con il Nord”.

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“La ripresa del dialogo con la Corea del Nord potrebbe essere perseguita in stretta collaborazione e consultazione con gli Stati Uniti, ma la Corea del Sud non deve essere autorizzata dagli Stati Uniti per farlo”, ha dichiarato oggi Kwun Hyuk-ki, portavoce del Cheong Wa Dae, l’Ufficio della Presidenza della Repubblica della Corea del Sud.

La nota ufficiale arriva in risposta a una domanda posta da un giornalista americano in una recente intervista con il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, in cui l’intervistatore dell’emittente statunitense CBS ha dichiarato che non era chiaro se il Presidente americano Donald Trump “potesse permetterealla sua controparte sudcoreana di negoziare autonomamente con i nordcoreani.

La dichiarazione dell’Ufficio presidenziale arriva dopo giorni di intense polemiche scatenatesi sui social media sudcoreani, e a due giorni dall’incontro bilaterale previsto tra Trump e Moon a Washington.

Prospects for Japan-South Korea Cooperation Under Moon Jae-in.

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By Scott A. Snyder and Brad Glosserman (copyright Council on Foreign Relations).

South Korea’s new president, Moon Jae-in, has a long list of priorities. Topping the list is restoring faith and credibility in his country’s political system and getting the struggling economy on its feet. In foreign policy, chief concerns include ensuring that the alliance with the United States remains strong, getting China to ease up on its campaign of economic intimidation and ending the freeze in North-South relations and imparting momentum into diplomacy to reduce tensions and remove the North Korean nuclear threat.

Another critical issue Moon must manage is relations with Japan. That task will be complicated by his campaign platform pledges to unwind the December 2015 comfort woman agreement negotiated by his discredited predecessor, Park Geun-hye. In his first conversation with Japanese Prime Minister Shinzo Abe, Moon noted that his fellow South Koreans could not emotionally accept all the items in the agreement. At the same time, and to his credit, he also appears to have made space for Japan-South Korea relations, noting that they should not be contingent on the resolution of the comfort woman issue. This “two-track” formula could help him avoid the box that Park created for herself over the issue when she took office in 2013. President Moon is likely to find that a strong relationship with Tokyo will pay important dividends and help him deal with other grave geopolitical challenges.

Relations between South Korea and Japan have long been fraught: a tangled history, imperial conquest, territorial disputes, and the residues of Japanese occupation have poisoned the bilateral relationship for more than seventy years after the end of World War II. After several years of ambivalence, President Park tried to set a floor on the relationship by striking a deal on comfort women and approving a long-delayed agreement on information sharing between the militaries of Japan and South Korea. At U.S. prodding, Seoul, Tokyo, and Washington have moved forward on greater trilateral cooperation to address the North Korean threat.

Yet cooperation remains controversial and contingent. Worse, Park’s impeachment has tainted the measures she adopted to improve relations. While Moon has said that the December 2015 comfort women agreement will not be the starting point for relations with Japan, he said during the campaign that “both the agreement and the negotiation process were wrong,” and that the agreement “must be renegotiated [in accordance with] the will of the majority of the public.” This approach risks stalemate with Japanese counterparts who negotiated with the Park administration in good faith.

Moon’s top national security challenge is North Korea. To do that effectively, he needs the support of both China and the United States. Beijing offers Seoul important leverage in dealing with Pyongyang. But China’s relations with the South have been troubled in recent months. The primary problem is Seoul’s decision to ignore Beijing’s objections and proceed with deployment of the Terminal High-Altitude Aerial Defense (THAAD) missile defense system that is intended to counter the North Korean missile threat. China is convinced that the system threatens its own nuclear deterrent and has responded to Seoul’s indifference to Chinese concerns with fury, boycotting Korean cultural exports, shutting down Chinese tourism to Korea, and closing 90 percent of the Lotte stores in China (punished because it swapped the land the South Korean government is using for the THAAD deployment). China’s 8.1 million visitors accounted for about half of South Korea’s tourists last year, and 70 percent of duty-free operators’ annual revenue of 8.6 trillion won ($7.59 billion) according to the Korea Tourism Organization (KTO); that number is estimated to plunge 50 percent in 2017. Korea Development Bank forecasts $20 billion in potential losses in trade with China, should the diplomatic spat continue, more than half of which are in the tourism and duty-free sectors.

For its part, the United States provides security guarantees to South Korea against the North Korean threat, and gives Seoul credibility in the eyes of Beijing. Astute South Korean policy-makers concede that China would not take them seriously if they did not have the United States behind them. In addition, Pyongyang ultimately wants a deal with Washington, and Moon needs a good relationship with the United States to prevent the North from negotiating behind his back.

In this context, a deal with Tokyo gives Moon breathing room. A strong relationship with Japan also gives South Korea more credibility with China; without a partner, South Korea is susceptible to the type of pressure that China has brought to bear in the wake of the THAAD controversy. While the United States should continue to provide that protection, there is greater uncertainty and less assurance in South Korea about U.S. positions in the Donald Trump administration. Regardless of whether the United States is encouraging good Japan-South Korea relations or appears more untrustworthy from the vantage point of Tokyo and Seoul, a stable Japan-South Korea relationship provides both governments with a measure of assurance in an increasingly volatile security environment. Moreover, a strong Japan-South Korea relationship would prevent Beijing and Tokyo from coming to agreement on interests in East Asia in ways that prejudice South Korean interests. In other words, a durable Japan-South Korea relationship is an insurance policy for Seoul.

Building that relationship will take time. It will be incremental. It could begin with Moon’s personal affirmation of a future-oriented relationship, followed by outreach to Abe to construct a larger and more enduring bilateral relationship. Abe should respond with an offer of assistance (in the appropriate form) to mitigate the damage being done to South Korean economic interests by China. A resumption of the expired currency swap agreement would also be a nice gesture.

While the Japanese government is likely to resist formal renegotiation of the 2015 comfort woman agreement, it is undeniable that Japan-South Korea relations will be constrained without broader Korean public acceptance of Japan’s efforts to address the past. Both leaders will have to do more to change the situation. The challenge for Moon is to show that South Korea’s public grievances toward Japan can be satisfied, while Abe will need to make greater efforts to win over South Korean public support.

Over time, Japan-South Korea cooperation should evolve into a genuine framework of reconciliation. In many ways, Moon is the most appropriate leader for such a deal. The real tensions in the Japan-South Korea relationship are generated by the right in Japan and the left in South Korea, both of which are struggling with the political status quo in their own countries. Moon, a progressive, and Abe, a conservative, are the leaders best able to deliver the constituencies that would make reconciliation between the two countries meaningful. Both short- and long-term considerations should impel them to get started now.

https://www.cfr.org/blog-post/prospects-japan-south-korea-cooperation-under-moon-jae