Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per chiusura Olimpiadi.

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Nell’immagine Kim Yong-chol

Confermato arrivo di delegazione nordcoreana per cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di PyeongChang.

Secondo l’Agenzia di stampa Yonhap sarebbe confermato l’arrivo di una delegazione di alto profilo dalla Corea del Nord per la partecipazione alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di PyeongChang. Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, attraverserà il confine via terra domenica mattina per un soggiorno di tre giorni, a capo di una delegazione di otto membri.

Proprio in questi giorni in Corea del Sud, a seguito degli inizali rumors, è scoppiata una polemica sulla controversa figura di Kim Yong-chol, accusato di aver architettato l’affondamento di una nave da guerra sudcoreana nel marzo 2010, uccidendo ben 46 soldati. I gruppi conservatori del Sud hanno fortemente protestato contro la decisione di Seoul di accettare la delegazione, sostenendo che l’inclusione di Kim, una figura peraltro sottoposta a sanzioni internazionali, sembra destinata a seminare discordia tra i cittadini sudcoreani, a spaccare le relazioni tra Seoul e Washington, e a indebolire l’attuale regime di sanzioni internazionali.

La delegazione del Nord, oltre ad essere presente alla cerimonia olimpica la sera dell’arrivo, dovrebbe incontrare il presidente Moon Jae-in ed altri funzionari, tra cui il ministro dell’Unificazione Cho Myoung-gyon, e Suh Hoon, il capo dell’intelligence. Il viaggio di Kim coincide, peraltro, con la visita in Corea del Sud della figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ivanka, a ventaglio di speculazioni su un possibile incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord a margine delle Olimpiadi. Ivanka è arrivata a Seoul venerdì per un soggiorno di quattro giorni. Si dice che la delegazione del Nord includa diversi funzionari incaricati delle questioni nucleari, sollevando le prospettive di possibili discussioni sulla attuale situazione di stallo.

Bologna: convegno sulla Corea con Romano Prodi e Antonio Fiori.

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Segnaliamo il convegno che avrà luogo il prossimo 21 febbraio a Bologna presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università. Interventi d’eccezione con il Prof. Romano Prodi, che non ha bisogno di presentazioni, e il Prof. Antonio Fiori, tra i massimi esperti nel nostro paese di Corea.

Guida completa alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018.

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In vista della XXIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali, che si svolgeranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio, e della XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dal 9 al 18 marzo, l’Ambasciata d’Italia a Seoul e l’Unità di Crisi della Farnesina hanno redatto il “Focus Olimpiadi Invernali: Repubblica di Corea, Pyeongchang 2018”.

Si tratta di uno strumento utile, completo e di facile consultazione, concepito al fine di fornire ai connazionali presenti in Corea del Sud nei periodi summenzionati, tutte le principali notizie ed informazioni pratiche sull’evento.

Il “Focus”, in particolare, presta grande attenzione a tutto ciò che riguarda l’aspetto della sicurezza dei cittadini italiani che assisteranno alla manifestazione, attraverso le sezioni dedicate ai contatti dell’Ambasciata d’Italia a Seoul e ai numeri da comporre e siti internet da consultare in caso di emergenza. Presenta, quindi, un dettagliato resoconto, con foto e mappe a colori, dei luoghi delle competizioni e di come raggiungerli, fornendo indicazioni dirette e riferimenti ai siti internet delle principali compagnie di trasporti sudcoreane.

Particolarmente importante è la sezione “Prima di Partire” che, oltre a rinnovare l’invito ai connazionali che si apprestano a raggiungere la Corea del Sud a iscriversi al sito dell’Unità di Crisi www.dovesiamonelmondo.it e a scaricare l’APP “Unità di Crisi per smartphone e tablet, presenta un utile resoconto su quali documenti portare con sé prima della partenza.

Si segnala, infine, la sezione “Avvertenze e suggerimenti per il soggiorno” che, oltre a presentare indicazioni di utilità pratica, fornisce informazioni di carattere comportamentale da seguire per potersi godere appieno la manifestazione nel reciproco rispetto del Paese che la ospita.

Clicca qui per scaricare il “Focus”

Arte coreana: il Celadon del periodo Goryeo.

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Un pregiato esempio del famoso celadon coreano con la rappresentazione di una gru, motivo molto ricorrente nell’arte coreana ed orientale, simbolo di nobile spirito e longevità. Il pezzo è decorato con nuvole (a forma di carattere cinese “之”) che si snodano nel cielo, mentre le gru volano liberamente tra di esse. Questi eleganti disegni mostrano un aspetto dello stile di vita e del gusto dell’aristocrazia coreana durante il Regno Goryeo (918-1932).

Il pezzo è attualmente conservato presso Il National Museum di Seoul.
(Il celadon è un tipo di ceramica che utilizza una vetrinatura traslucida, cioè uno smalto vetroso, di colore tendenzialmente verde o blu-grigio).

Crisi coreana e nuovi equilibri in Asia

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Il giorno 11 ottobre 2017 alle ore 18,00 presso l’ISPI si parla di Corea. Ne discutono:

Alessia AMIGHINI, ISPI e Università del Piemonte Orientale

Lucio CARACCIOLO, Limes

Dario FABBRI, Limes

Francesca FRASSINETI, ISPI e Università di Bologna

L’incontro è promosso in occasione della pubblicazione del numero di Limes dedicato a questi temi.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito dell’ISPI.

Per partecipare all’incontro, che si terrà a Milano il prossimo 11 ottobre alle ore 18.00 presso la sede dell’ISPI (Palazzo Clerici – Via Clerici, 5), è necessario iscriversi cliccando qui.

Han Kang a Milano per presentare “Atti umani”.

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Gwangju, Corea del Sud, maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, nel paese vige la legge marziale. Tutta la Corea del Sud è scossa da manifestazioni e rivolte, studentesche e non. Il 18 maggio scoppia una pesante insurrezione nel centro della città di Gwanju. I militari aprono il fuoco. Sono centinaia le vittime di quello che è passato alla storia come il “Massacro di Gwanju”. Un dramma poco noto e mai narrato in occidente.

E’ dedicato a loro l’ultimo libro della scrittrice coreana Han Kang, vincitrice del Premio Malaparte 2017, un lungo dialogo tra i vivi e i morti a proposito della brutalità del potere e delle sue conseguenze.

Il 5 ottobre 2017, alle ore 18,30, sarà alla Feltrinelli di Milano, Piazza Duomo, per incontrare i lettori.

 

“La Corea del Sud non ha bisogno del permesso USA per parlare con il Nord”.

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“La ripresa del dialogo con la Corea del Nord potrebbe essere perseguita in stretta collaborazione e consultazione con gli Stati Uniti, ma la Corea del Sud non deve essere autorizzata dagli Stati Uniti per farlo”, ha dichiarato oggi Kwun Hyuk-ki, portavoce del Cheong Wa Dae, l’Ufficio della Presidenza della Repubblica della Corea del Sud.

La nota ufficiale arriva in risposta a una domanda posta da un giornalista americano in una recente intervista con il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, in cui l’intervistatore dell’emittente statunitense CBS ha dichiarato che non era chiaro se il Presidente americano Donald Trump “potesse permetterealla sua controparte sudcoreana di negoziare autonomamente con i nordcoreani.

La dichiarazione dell’Ufficio presidenziale arriva dopo giorni di intense polemiche scatenatesi sui social media sudcoreani, e a due giorni dall’incontro bilaterale previsto tra Trump e Moon a Washington.

Prospects for Japan-South Korea Cooperation Under Moon Jae-in.

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By Scott A. Snyder and Brad Glosserman (copyright Council on Foreign Relations).

South Korea’s new president, Moon Jae-in, has a long list of priorities. Topping the list is restoring faith and credibility in his country’s political system and getting the struggling economy on its feet. In foreign policy, chief concerns include ensuring that the alliance with the United States remains strong, getting China to ease up on its campaign of economic intimidation and ending the freeze in North-South relations and imparting momentum into diplomacy to reduce tensions and remove the North Korean nuclear threat.

Another critical issue Moon must manage is relations with Japan. That task will be complicated by his campaign platform pledges to unwind the December 2015 comfort woman agreement negotiated by his discredited predecessor, Park Geun-hye. In his first conversation with Japanese Prime Minister Shinzo Abe, Moon noted that his fellow South Koreans could not emotionally accept all the items in the agreement. At the same time, and to his credit, he also appears to have made space for Japan-South Korea relations, noting that they should not be contingent on the resolution of the comfort woman issue. This “two-track” formula could help him avoid the box that Park created for herself over the issue when she took office in 2013. President Moon is likely to find that a strong relationship with Tokyo will pay important dividends and help him deal with other grave geopolitical challenges.

Relations between South Korea and Japan have long been fraught: a tangled history, imperial conquest, territorial disputes, and the residues of Japanese occupation have poisoned the bilateral relationship for more than seventy years after the end of World War II. After several years of ambivalence, President Park tried to set a floor on the relationship by striking a deal on comfort women and approving a long-delayed agreement on information sharing between the militaries of Japan and South Korea. At U.S. prodding, Seoul, Tokyo, and Washington have moved forward on greater trilateral cooperation to address the North Korean threat.

Yet cooperation remains controversial and contingent. Worse, Park’s impeachment has tainted the measures she adopted to improve relations. While Moon has said that the December 2015 comfort women agreement will not be the starting point for relations with Japan, he said during the campaign that “both the agreement and the negotiation process were wrong,” and that the agreement “must be renegotiated [in accordance with] the will of the majority of the public.” This approach risks stalemate with Japanese counterparts who negotiated with the Park administration in good faith.

Moon’s top national security challenge is North Korea. To do that effectively, he needs the support of both China and the United States. Beijing offers Seoul important leverage in dealing with Pyongyang. But China’s relations with the South have been troubled in recent months. The primary problem is Seoul’s decision to ignore Beijing’s objections and proceed with deployment of the Terminal High-Altitude Aerial Defense (THAAD) missile defense system that is intended to counter the North Korean missile threat. China is convinced that the system threatens its own nuclear deterrent and has responded to Seoul’s indifference to Chinese concerns with fury, boycotting Korean cultural exports, shutting down Chinese tourism to Korea, and closing 90 percent of the Lotte stores in China (punished because it swapped the land the South Korean government is using for the THAAD deployment). China’s 8.1 million visitors accounted for about half of South Korea’s tourists last year, and 70 percent of duty-free operators’ annual revenue of 8.6 trillion won ($7.59 billion) according to the Korea Tourism Organization (KTO); that number is estimated to plunge 50 percent in 2017. Korea Development Bank forecasts $20 billion in potential losses in trade with China, should the diplomatic spat continue, more than half of which are in the tourism and duty-free sectors.

For its part, the United States provides security guarantees to South Korea against the North Korean threat, and gives Seoul credibility in the eyes of Beijing. Astute South Korean policy-makers concede that China would not take them seriously if they did not have the United States behind them. In addition, Pyongyang ultimately wants a deal with Washington, and Moon needs a good relationship with the United States to prevent the North from negotiating behind his back.

In this context, a deal with Tokyo gives Moon breathing room. A strong relationship with Japan also gives South Korea more credibility with China; without a partner, South Korea is susceptible to the type of pressure that China has brought to bear in the wake of the THAAD controversy. While the United States should continue to provide that protection, there is greater uncertainty and less assurance in South Korea about U.S. positions in the Donald Trump administration. Regardless of whether the United States is encouraging good Japan-South Korea relations or appears more untrustworthy from the vantage point of Tokyo and Seoul, a stable Japan-South Korea relationship provides both governments with a measure of assurance in an increasingly volatile security environment. Moreover, a strong Japan-South Korea relationship would prevent Beijing and Tokyo from coming to agreement on interests in East Asia in ways that prejudice South Korean interests. In other words, a durable Japan-South Korea relationship is an insurance policy for Seoul.

Building that relationship will take time. It will be incremental. It could begin with Moon’s personal affirmation of a future-oriented relationship, followed by outreach to Abe to construct a larger and more enduring bilateral relationship. Abe should respond with an offer of assistance (in the appropriate form) to mitigate the damage being done to South Korean economic interests by China. A resumption of the expired currency swap agreement would also be a nice gesture.

While the Japanese government is likely to resist formal renegotiation of the 2015 comfort woman agreement, it is undeniable that Japan-South Korea relations will be constrained without broader Korean public acceptance of Japan’s efforts to address the past. Both leaders will have to do more to change the situation. The challenge for Moon is to show that South Korea’s public grievances toward Japan can be satisfied, while Abe will need to make greater efforts to win over South Korean public support.

Over time, Japan-South Korea cooperation should evolve into a genuine framework of reconciliation. In many ways, Moon is the most appropriate leader for such a deal. The real tensions in the Japan-South Korea relationship are generated by the right in Japan and the left in South Korea, both of which are struggling with the political status quo in their own countries. Moon, a progressive, and Abe, a conservative, are the leaders best able to deliver the constituencies that would make reconciliation between the two countries meaningful. Both short- and long-term considerations should impel them to get started now.

https://www.cfr.org/blog-post/prospects-japan-south-korea-cooperation-under-moon-jae

 

PIL Corea del Sud +1,1% nel primo trimestre 2017.

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Il Prodotto Interno Lordo (PIL) della Corea del Sud nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, superando le previsioni dello 0,9% rilasciate in aprile. Il tasso di crescita annuale potrebbe dunque attestarsi sul 3% circa per il 2017, ha comunicato oggi la Banca di Corea.

I dati del primo trimestre sono risultati migliori del previsto grazie ai numeri più importanti non solo delle esportazioni ma anche degli investimenti nel settore delle costruzioni a causa del boom del mercato immobiliare.

Le esportazioni sono cresciute del 2,1% nel primo trimestre, superando le previsioni dell’1,9%, grazie alla forte domanda d’oltremare di semiconduttori e macchinari.

L’investimento nelle costruzioni è salito del 6,8% nel primo trimestre dopo essersi contratto dell’1,2% nel quarto trimestre del 2016. Anche in questo caso, i dati superano le attese di 1,5 punti percentuali.

L’investimento in software e in altri settori basati sulla conoscenza ha guadagnato lo 0,3%. La produzione di chip è salita del 4,4% rispetto al trimestre precedente. L‘agricoltura e la produzione di pesca sono cresciuti del 5,9%. Salgono i consumi privati che guadagnano lo 0,4% e sale anche la spesa pubblica dello 0,5% nel primo trimestre.

La quota del risparmio lordo sul PIL è salita al 36,9% dal 35,8% nel quarto trimestre dell’anno precedente. Il tasso d’investimento lordo si attesta al 30,5%, in crescita rispetto al 29,9% nel quarto trimestre 2016.

“Cultura Coreana in Movimento 2017” a Bologna dal 25 al 27 maggio 2017.

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Il Consolato Generale della Repubblica di Corea organizza l’evento “Cultura Coreana in Movimento 2017” a Bologna dal 25 al 27 maggio 2017, in collaborazione con il Comune di Bologna – Ufficio Relazioni e Progetti Internazionali.

L’inaugurazione si terrà giovedì 25 maggio alle ore 18.30 presso la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna (Piazzetta Pier Paolo Pasolini, 3b – Bologna). Ai saluti ufficiali da parte del Console Generale della Repubblica di Corea Sig. Chang jae-bok e del consigliere comunale Dott. Marco Lombardo seguirà una performance musicale di Gayageum (strumento tradizionale coreano a corde) e di violoncello e un aperitivo con assaggi della cucina coreana. Alle ore 20.00, la proiezione del film “AWAITING” di Kang je-Kyu (28 Min.) presso la Sala Mastroianni del Cinema Lumière, preceduta da un’introduzione a cura del Prof. Antonio Fiori (Università di Bologna) e Riccardo Gelli (direttore del Florence Korea Film Fest), dal titolo: “Corea divisa, uno sguardo attraverso il cinema coreano – Introduzione sulla divisione della penisola coreana”.

Dimostrazione e degustazione di Kimbap coreano, performance di musica Kpop a cura del gruppo Karma, vincitore del K-pop World Festival 2016 di Seoul e calligrafia coreana saranno i protagonisti venerdì 26 maggio a partire dalle ore 16.20 in Piazzetta Pier Paolo Pasolini a Bologna e, a seguire, alle ore 20.00 il Cinema Lumière ospiterà la proiezione di un secondo film coreano, “A HARD DAY” di KIM Seong-Hun (111 Min.).

Gran finale Sabato 27 maggio alle ore 19.30, con il concerto pianistico a cura dell’Ensemble Klavier, una formazione di quattro pianisti coreani, nel Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Info: Consolato Generale della Repubblica di Corea

Tel. 02.45373309

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Korea Literature Now vol. 35

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E’ on line l’ultimo numero di Korea Literature Now, la rivista (in inglese) dedicata alla letteratura coreana.
In questo numero:
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Economia coreana +2,6% nel 2017

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Secondo i dati diffusi oggi dal think tank Korea Development Institute (KDI) migliorano le prospettive di crescita per l’economia sudcoreana che, nel 2017, dovrebbe attestarsi a +2,6%, superando di 0,2 punti le precedenti previsioni di dicembre 2016. I dati sono in linea con quelli del governo sudcoreano, della Banca di Corea e del Fondo Monetario Internazionale. Secondo il report della KDI, a determinare un miglioramento sarebbero l’aumento delle esportazioni e degli investimenti.

Per approfondimenti consiglio la lettura dell’articolo di oggi sul quotidiano economico sudcoreano Mael Business a questo link.