Il cinema coreano a casa vostra.

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Continua l’opportunità offerta dall’Istituto Culturale Coreano di visionare in streaming alcuni dei migliori film coreani degli ultimi anni. Questa volta tocca a “THE MAN FROM NOWHERE” del regista Lee Jeong-beom.

Il protagonista è il solitario Tae-sik, che gestisce un banco dei pegni in un quartiere povero. So-mi è invece la sua vicina di casa, una bambina di dieci anni che sfida il suo atteggiamento impenetrabile e freddo, imponendogli la propria amicizia. Quando la madre, tossicodipendente, si impossessa di  una partita di eroina, So-mi viene rapita da una banda di criminali. Per salvare la sua vita, Tae-sik dovrà confrontarsi con il suo misterioso passato, rivelandosi una vera e propria macchina da guerra. 

Per visionare il film è necessario iscriversi (se non  si è già iscritti) alla newsletter dell’Istituto scrivendo a cinemacoreano.icc@gmail.com entro le ore 14:00 del giorno 1 Ottobre.

Data e periodo: da mercoledì 30 Settembre ore 16.00 a giovedì 1 Ottobre ore 16.00

Luogo: Sito Istituto Culturale Coreano in Italia (www.culturacorea.it)

Durata: 119 minuti

Lingua: Lingua originale con sottotitoli in Italiano

Cambiano le regole per i visti della Corea del Sud.

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Il 1^ dicembre 2020 entreranno in vigore in Corea del Sud alcune nuove regole per visti e residenza, nello specifico per il visto F-2-7. La conferma è arrivata in questi giorni dal Ministero della Giustizia.

Il visto F-2-7 (basato su un sistema a punti) consente ai titolari di rimanere nel paese per un periodo massimo di cinque anni, con la libertà di scegliere e cambiare occupazione professionale senza essere vincolati ai propri datori di lavoro iniziali.

Alcuni dei principali cambiamenti includono un forte aumento del numero di punti da assegnare in base al reddito. Attualmente, vengono assegnati 10 punti per coloro che guadagnano almeno 100 milioni di Won, ma che arriveranno a 60 punti.

Coloro che possiedono i visti E-7-4 non potranno più richiedere l’F-2-7. Chi richiede il visto di residenza deve aver risieduto nel paese legalmente e continuamente per tre anni al momento della domanda.

Ai candidati verranno assegnati fino a 130 punti in base a età, livello di istruzione, conoscenza della lingua coreana, completamento del programma di immigrazione e integrazione della Corea e reddito annuo, nonché 40 punti extra in base ad altri criteri. In particolare, verranno assegnati fino a 60 punti in base al reddito (60 punti per coloro che guadagnano più di 100 milioni di Won all’anno, come già detto, e 10 punti per coloro che guadagnano meno di 30 milioni di Won all’anno), 25 punti in base all’età, 25 punti in base a livello di istruzione e fino a 20 punti in base alla conoscenza della lingua coreana e al KIIP.

Saranno assegnati punti extra a coloro che provengono da paesi che hanno combattuto a fianco della Corea del Sud durante la guerra di Corea del 1950-53 (20 punti), a coloro che hanno ricevuto raccomandazioni dal governo (20 punti), a coloro che hanno completato la sezione avanzata del Livello KIIP 5 (10 punti), coloro che sono in possesso di titoli accademici presso università definite “superiori” o università con sede in Corea (fino a 30 punti) e coloro che hanno svolto attività di volontariato (fino a sette punti). Per università “superiori” si intendono le prime 500 Università in tutto il mondo secondo la classifica del Times Higher Education.

Titolari di E-1, E-2, E-3, E-4, E-5, E-6-1, E-6-3, E7-1, D-5, D-6, D-7, I visti D-8 o D-9 possono richiedere F-2-7.

Per ottenere il visto serve un minimo di 80 punti.

Il sito ufficiale coreano per la materia immigrazione è raggiungibile cliccando qui.

Jongmyo Daeje. La memoria dei Re.

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Di Emiliano Pennisi – La Corea del Sud di oggi è un paese all’avanguardia e che guarda al futuro. Lontano dai tristi ricordi della guerra e della povertà, i coreani continuano la loro corsa verso il benessere e la ricchezza.

Così, in nome di un progresso che sembra significare solo tecnologia e velocità molte antiche tradizioni vanno sempre più svanendo nell’aria fresca del mattino che sfiora gli avveniristici grattacieli di Seul. Diventano figure evanescenti proprio come gli spiriti che le sciamane coreane invocavano un tempo per propiziare un buon raccolto, per curare malattie o per assicurare ai pescatori che si mettevano in mare che non avrebbero incontrato tempeste sul loro cammino.

Non tutto però è andato perduto e talvolta una semplice passeggiata in centro a Seul può portarci indietro nel tempo…

“…Quella mattina, prima dell’alba, il re lasciò il suo palazzo dopo aver ricevuto il saluto delle guardie. Un funzionario gli rese omaggio portando il sigillo reale mentre lui saliva su un piccolo carro che lo avrebbe condotto poco lontano, alla carrozza reale che lo stava attendendo.

Alcuni soldati si avvicinarono al re con un parasole e un grande ventaglio, mentre altri soldati della scorta lo seguivano in modo tale da condurlo in tutta sicurezza a destinazione.

Era un giorno speciale per il re. Era il giorno in cui si rinnovava la memoria dei suoi antenati con l’invocazione del loro spirito.

Il sovrano nel suo ruolo di gran sacerdote e alcuni suoi funzionari in veste di officianti avevano trascorso una settimana a purificare il corpo e la mente mangiando cibi semplici, evitando di visitare gli ammalati, di ascoltare musica e di firmare sentenze capitali.

Il corteo giunse nel santuario di Jongmyo, costruito nel 1394 dal re Taejo, il fondatore della dinastia Joseon e tra la folla il sovrano arrivò nei pressi del grande padiglione che custodiva le tavole sacre sulle quali erano incisi i nomi dei suoi antenati.

I funzionari di corte occuparono ognuno il proprio posto, due di loro si alzarono in piedi dinanzi alle sacre tavole mentre altri due iniziarono il rito offrendo del vino di riso (ulchangju 울창주) agli spiriti della Terra in segno di saluto.

Le sacre tavole furono poste di fronte all’altare e un profumatissimo incenso venne bruciato per compiacere gli spiriti del Cielo. 

Con l’offerta del vino e con l’incenso che si spandeva per ogni dove, una musica maestosa accompagnata dal battere incessante dei tamburi conduceva il re all’incontro con gli spiriti, mentre una melodiosa canzone raccontava le gesta dei re del passato e il loro coraggio nel difendere la terra del Calmo Mattino dalle invasioni straniere.

Dopo aver offerto agli spiriti il sangue di una mucca, di una pecora e di un maiale, il panno che aveva avvolto il sacrificio fu portato via e al suo posto giunsero i cibi. Tutto ciò che rimase del rito venne bruciato in ossequio a quelle regali presenze. 

La musica e i tamburi battenti accompagnarono il vino di riso offerto agli spiriti degli antichi re, mentre un officiante leggeva una preghiera di buon augurio per il re in carica e gli altri si inchinavano con deferenza in suo onore.

I celebranti parteciparono al banchetto, mangiarono e bevvero insieme agli spiriti ricevendo la loro benedizione e si inchinarono quattro volte dinanzi a loro in segno di gratitudine.

Al termine, con movimenti ritmati e al suono di danze rituali, i cibi e il vino furono portati via e una cerimonia di saluto riapriva agli spiriti dei re le porte delle loro dimore celesti. Tutti gli officianti si inchinarono nuovamente con lo sguardo rivolto alle sacre tavole per un ultimo saluto e una musica di una bellezza senza tempo accompagnò il commiato mentre le preghiere scritte venivano bruciate per assicurarsi il favore degli spiriti degli antenati…”

…All’improvviso il rumore del traffico e delle auto della polizia mi riportarono al presente. Ero in piedi in mezzo a una folla curiosa e festante e aspettavo che il corteo del re passasse davanti a noi sulla centralissima strada di Jongno per poi entrare nel santuario di Jongmyo.

Ancora oggi la suggestiva cerimonia del Jongmyo Daeje viene ripetuta ogni anno grazie ai discendenti della famiglia reale Yi che tengono viva la memoria dei loro antenati. La rappresentazione e` di grande effetto e gli abiti d’epoca, gli strumenti musicali tradizionali danno l’impressione di vivere per un momento nella Corea del passato.

Ai giorni nostri per fortuna il rito non prevede più il sacrificio di animali per ingraziarsi le anime dei defunti, ma i coreani tengono molto ugualmente a rivolgersi a quelle silenziose e nobili presenze per augurare pace e prosperità al loro paese.

Il Jongmyo Daeje si svolge a Seul nella prima domenica di Maggio e nel 2001 è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’umanità.

* Emiliano Pennisi, di Roma, vive a Seoul da 14 anni, dove insegna lingua e cultura italiana alla Sogang University.

Spettacolo Danza Coreana Online – N.O.T. No One There

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Non perdete l’occasione di assistere questa sera, in diretta streaming su Youtube, ad un bellissimo spettacolo di danza coreana.

Lo spettacolo, intitolato N.O.T., acronimo di ‘No One There’ (Non c’è nessuno lì), descrive il viaggio di un’anziana ottantenne affetta da alzheimer che, tornata bambina, parte alla ricerca del padre perduto durante la guerra di Corea. Negli occhi della bambina appare un mondo fatto di conflitti tra generazioni, sessi, ideologie e famiglia. 

Spettacolo danza online – N.O.T. No One There
Data e ora : Venerdì 12 giugno 2020 ore 19.00
Luogo : in diretta streaming sul sito web o sul canale Youtube
dell’Istituto Culturale Coreano www.youtube.com/watch?v=Fb3Fd-KKKp

“Nuovo Cinema Coreano”, in streaming gratis.

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Il Consolato Generale della Repubblica di Corea di Milano ha organizzato “NUOVO CINEMA COREANO”, un programma di proiezioni gratuite in streaming di alcuni film coreani di successo.

Si parte con il film “Mademoiselle” del regista Park Chan-wook, una magnetica storia di intrighi e segreti di cui è vittima una giovane ereditiera nella Corea degli anni ’30, visibile, in collaborazione con la Cineteca di Milano e Altre Storie, dalle ore 10.00 di martedì 16 giugno fino alle ore 10.00 del 19 giugno su www.cinetecamilano.it, previa registrazione gratuita sul sito della Cineteca per la visione in streaming.

Indagine USA su finanziamenti illeciti alla Corea del Nord.

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Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una procedura d’accusa nei confronti di ventotto cittadini nordcoreani e cinque cittadini cinesi, accusati di aver fatto arrivare a Pyongyang, violando le sanzioni internazionali, oltre 2,5 miliardi di dollari destinati allo sviluppo del programma nucleare e missilistico del paese, in quella che viene descritta come una complessa e globale rete clandestina operante tra Cina, Russia, Libia e Thailandia.

Gli individui in questione sono accusati di aver agito come agenti della “Foreign Trade Bank” (FTB), banca commerciale nordcoreana, e di aver costituito più di 250 società di facciata in tutto il mondo per mascherare i pagamenti, anche attraverso diverse Banche cinesi.

Tra le persone in stato d’accusa figurano due ex presidenti della FTB, Ko Chol Man e Kim Song Ui; due ex vicepresidenti, Han Ung e Ri Jong Nam; Han Ki Song, che presumibilmente gestiva la filiale segreta di FTB in Tailandia e prestava servizio presso la principale agenzia di intelligence della Corea del Nord.

L’accusa sottolinea il ruolo attivo che la Cina avrebbe avuto nel facilitare questa rete illegale di finanziamenti. Nonostante la maggior parte degli stati dall’inizio del 2016 abbia espulso filiali di banche nordcoreane, secondo l’accusa tali banche sarebbero ancora operative a Pechino e Shenyang, in Cina e avrebbero avuto un ruolo chiave nel passaggio di denaro.

In asta due “Tesori Nazionali” del Kansong Museum.

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Il noto Kansong Art Museum ha deciso di vendere all’asta due preziosi manufatti buddhisti. Si tratta di due sculture classificate dallo Stato sudcoreano come “tesori nazionali”, e pertanto sottoposte a particolari tutele e vincoli. Sono il tesoro n. 284, Buddha dorato in bronzo, e il tesoro n. 285, Bodhisattva in bronzo dorato, risalenti al VI e al VII secolo.

Il Kansong Art Museum è un museo privato situato a Seoul, fondato nel 1938 dal ricco mercante Chun Hyung-pil (1906-1962), che collezionò preziose opere d’arte coreane durante l’era coloniale giapponese per impedirne il furto e tutelare le preziose eredità culturali coreane. Il museo possiede circa 5000 manufatti tra cui ben 12 classificati come “tesori nazionali”.

Il museo ha purtroppo dovuto affrontare delle difficoltà finanziarie negli ultimi anni e la vendita si è resa necessaria per la sopravvivenza dello stesso. E’ quanto dichiarato alla stampa in questi giorni dall’attuale dirigenza.

La legislazione sudcoreana, fortunatamente, vieta la vendita del patrimonio culturale di questi tipo all’estero, e pertanto i beni rimarranno in Corea del Sud. La casa d’aste selezionata per la vendita, fissata per mercoledì 27 maggio, è K-Auction.

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Visita il nostro sito K_Art, dedicato esclusivamente all’arte coreana!

Il Tempio Jogyesa di Seoul.

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Cominciamo sulle nostre pagine un viaggio alla scoperta dei templi buddhisti coreani noti e meno noti. Luoghi che hanno dato, e che danno ancora tanto alla cultura coreana, amati dai coreani e dai viaggiatori stranieri.

Oggi ci occupiamo di un tempio davvero speciale per i buddhisti coreani: il Tempio Jogyesa di Seoul. E’ qui che ha sede l’ordine Jogye, il principale ordine monastico buddhista coreano.

Il complesso fu edificato sul finire del XIV secolo durante il periodo Goryeo, ma fu ricostruito, dopo un devastante incendio, nel 1910 assumendo il nuovo nome Gackhwangsa. Nel 1936 al tempio fu assegnato il ruolo di tempio principale del buddhismo coreano e ribattezzato con il nome di Tegosa. Nel 1954, al termine del conflitto del 1950-53, e in una Corea non più sotto dominio del Giappone (dal 1945), si cercò di eliminare l’influenza giapponese sul buddhismo coreano e di far rivivere gli insegnamenti tradizionali. In questa nuova fase il tempio assunse il nuovo, e attuale, nome di Jogyesa.

Il fulcro del Jogyesa è rappresentato dalla grande sala in legno Daeungjeon. Completata nel 1938, il suo design seguì lo stile della dinastia Joseon. L’esterno è decorato con scene della vita del Buddha e decorazioni floreali intagliate nel legno, mentre all’interno dominano la scena tre gigantesche statue del Buddha: a sinistra Amitabha, Buddha del Paradiso Occidentale; al centro il Buddha storico, che visse in India e raggiunse l’illuminazione; sulla destra il Bhaisaiya o Buddha della Medicina, con in mano una ciotola di medicine tradizionali. Sulla destra, entrando nel Daeungjeon, il piccolo Buddha del XV secolo nella teca di vetro che, fino al 2006 era la statua principale della sala, prima di essere sostituito dai tre Buddha.

Dietro il santuario principale si trova la moderna sala del Buddha Amitabha, dove si svolgono i servizi funebri. Sul lato sinistro del complesso si trova lo stupa ottagonale a 10 piani in cui è custodita una reliquia del Buddha portata in Corea nel 1913 da un monaco dello Sri Lanka.

Nel complesso si trova anche il Museo Buddista Centrale dove è possibile ammirare capolavori dell’arte buddhista coreana e altri manufatti religiosi.

L’occasione migliore per visitare il tempio è durante lo spettacolare Lotus Lantern Festival, una festa che ogni anno celebra la nascita del Buddha, in primavera (le date cambiano ogni anno in base al calendario lunare).

Il tempio è situato nel pieno centro di Seoul ed è facilmente raggiungibile.

Come arrivare
Indirizzo: 55, Ujeongguk-ro, Jongno-gu, Seoul
Stazione Metro 1 Jonggak, uscita 2.

Kim Jong-un, vivo e vegeto.

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La storia di Kim Jong-un in fin di vita, in stato vegetativo o addirittura morto, è solo l’ultima delle occasioni che mostra come sia necessario usare cautela quando si parla di Corea del Nord. Le fonti sono scarse, e quando si parla di questioni attinenti i vertici dello stato o la sicurezza nazionale, e in primis della figura del leader, solo poche persone all’interno dell’apparato governativo nordcoreano sono a conoscenza dei fatti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite molte speculazioni sulle condizioni di salute del leader nordcoreano, sulla sua vita e sulla sua presunta morte, e ciò nonostante il governo della Corea del Sud, forte di dati di intelligence e prove certe, avesse sin da subito respinto queste voci arrivando a bollarle come “infodemiche”.

Nella giornata di ieri, Kim Jong-un è riapparso sulla scena pubblica dopo venti giorni di assenza, partecipando alla cerimonia di inaugurazione di una nuova fabbrica di fertilizzanti fosfatici nella località di Sunchon, a nord di Pyongyang. Lo ha reso noto la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Le foto scattate dalla KCNA mostrano Kim, vestito con un abito scuro alla Mao, che taglia il nastro rosso durante la cerimonia e parla con gli ufficiali di accompagnamento con un sorriso sul volto. Le foto ci dicono che 1) è vivo, 2) se fosse veramente malato, sarebbe comunque ancora autosufficiente e di certo non in coma.

Secondo il comunicato della KCNA, Kim si è informato sul “processo di lavorazione delle materie prime, il processo di produzione di fosforo giallo, il processo di produzione di fertilizzanti fosfatici di ammonio e il processo di imballaggio”. Il comunicato poi riprende le parole del leader che ha espresso “soddisfazione per la meravigliosa creazione, che espone i compiti e i modi per sviluppare la nostra industria chimica in un orientamento corretto, come richiesto dal nuovo secolo”.

Ad accompagnare Kim c’erano sua sorella Kim Yo-jong, Pak Pong-ju, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, il Premier Kim Jae-ryong e altri alti funzionari.

Nel frattempo a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rifiutato di commentare la ricomparsa di Kim. “Preferirei non commentare ancora”, “Avremo qualcosa da dire al riguardo al momento opportuno” ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, secondo Reuters. 

Non è raro che Kim scompaia dal pubblico. La sua più lunga assenza dalla vista pubblica è stata nel settembre 2014, quando è scomparso per circa quaranta giorni ed è tornato con un bastone e zoppicando. L’agenzia di intelligence di Seoul in seguito disse che gli era stata rimossa una cisti dalla caviglia.

Le foto sono tratte dal sito della KCNA.

Le origini del welfare in Corea del Sud.

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Di Ijin Hong – Le origini del welfare in Corea del sud sono state caratterizzate da un forte produttivismo all’insegna del nation-building durante i governi dittatoriali di Chung Hee Park (1961-1979) e Doo-hwan Chun (1979-1988). Durante  questi anni le misure di welfare adottate erano orientate a legittimare lo stato, da cui la priorità data ai dipendenti statali (inclusi i militari e gli insegnanti) e i lavoratori della grande industria, la cui produttività andava garantita. In pieno spirito produttivista, il Ministero del Welfare aveva all’epoca una posizione di fatto subordinata al Ministero delle Finanze (Kim e Choi 2011). In generale, lo sviluppo coreano (ma è anche il caso del Taiwan) è avvenuto all’ombra di quello giapponese, o, per dirla con Cummings (1984, p. 4) «Taiwan e Corea sono state storicamente i serbatoi delle industrie giapponesi in declino» (Hwang 2012). Fu così che, quando l’eccessivo costo del lavoro in Giappone comportò un cambio strategico dalla produzione ad alta intensità di manodopera all’industria pesante dedicata alla costruzione di macchinari, i coreani furono pronti ad occupare durante gli anni ’60-’70 i settori labour-intensive (Hwang 2012). Gli anni ’80 furono caratterizzati dall’estensione della copertura sanitaria a lavoratori autonomi e rurali, e dall’introduzione del Sistema Pensionistico Nazionale pensato per i lavoratori dipendenti del settore privato (1988), una policy a lungo pianificata e sempre rimandata nel corso degli anni ’70.

La crisi economica asiatica del 1997 rappresentò un grande punto di svolta per lo sviluppo del welfare in Corea. Originariamente causata dall’accumularsi del debito nelle grandi imprese coreane (chaebol), impegnate più ad ampliare le proprie quote di mercato che a creare profitti, la crisi comportò l’intervento del Fondo Monetario Internazionale sotto forma di un pacchetto di salvataggio d’emergenza, a condizione di effettuare riforme che liberalizzassero l’economia coreana. L’amministrazione di Dae-jung Kim, primo governo di centro-sinistra nella storia della Repubblica coreana, adottò dunque una politica di due pesi e due misure, da una parte, scegliendo una serie di riforme neoliberali tendenti a flessibilizzare il mercato del lavoro coreano con una proliferazione di contratti atipici, dall’altra, rafforzando la già esistente assicurazione contro la disoccupazione, rinominandola «assicurazione per l’occupazione». Il nuovo sistema non solo estendeva la platea di beneficiari, attenuando al contempo la rigidità dei criteri d’inclusione, ma ampliava anche il raggio di intervento con una serie di iniziative legate alla formazione di competenze e creazione di posti di lavoro, in una vera e propria prospettiva di workfare. Gli anni dei governi progressisti (1998-2007) furono anche caratterizzati da una politica di tagli: una serie di riforme ridimensionarono i tassi di sostituzione delle pensioni pubbliche dal 70% al 40% (Park e Osawa 2013).

Per compensare la caduta del potere d’acquisto dei pensionati, una pensione universale di base fu introdotta nel 2007, e successivamente modificata con l’introduzione di una prova dei mezzi nel 2014 durante i governi del partito di centro-destra Grande Partito Nazionale (GNP).
Altre riforme di rilievo durante gli anni di governo del GNP furono l’assicurazione per la cura a lungo termine per gli anziani (2008) e l’estensione dell’offerta di servizi per l’infanzia tramite l’introduzione di un sistema di voucher (2014) (Hong, Kwon e Kim, 2019).

Le maggiori novità dell’attuale governo di centro-sinistra di Moon possono invece essere sintetizzate nell’aumento dello stipendio mensile minimo (a oggi fissato a 8.590won, circa 7 euro) e nella lotta al Covid19 con massicci finanziamenti statali per la ricerca e la prevenzione nella sanità (per maggiori dettagli sulle politiche del lavoro in Corea, si rimanda a Kwon e Hong, 2019).

Ijin Hong è Professore Associato presso la Facoltà di Studi sul Governo (School of Government), Sun Yat-sen University. I suoi maggiori interessi di ricerca vertono sulle politiche sociali in chiave comparata, in particolare i welfare states nell’est asiatico e in Europa del sud. Email: hongyzh5@mail.sysu.edu.cn

Tratto da: Hong, I. (2017). I sistemi di welfare in Asia tra produttivismo e diritti sociali. Stato e Mercato, 2: 311-338.

Fonti aggiuntive:

Hong, I., Kwon, E., Kim, B. (2019). Measuring Social Policy Change in Comparative Research: Survey Data Evidence from South Korea. Journal of Comparative Policy Analysis: Research and Practice. 21(2): 131-150 (SSCI).

Kwon, S., Hong, I. (2019). Is South Korea as leftist as it gets? Labour market reforms under the Moon presidency. Political Quarterly, 90(2): 81-88.

Nascita del Buddha.

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Oggi, 30 aprile, i coreani festeggiano i 2.564 anni dalla nascita del Buddha. Nell’immagine il Tempio Jogyesa, il principale tempio buddhista di Seoul e della Corea del Sud. Seppur quasi del tutto fuori dall’epidemia di Covid19, tutte le celebrazioni quest’anno si svolgeranno nel rispetto di alcune regole basilari: mascherina, distanza di sicurezza e gel disinfettanti.

Ph. Jeon Han

Capolavori dell’arte coreana. Masterpieces of Korean art.

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“Il mercato di montagna, nebbia schiarente” – 산시청람도 (山市晴嵐圖)
Artista sconosciuto, 1500 circa
Inchiostro su seta, 115.3 x 60 cm

Nella Corea di epoca Joseon, gli studiosi, gli intellettuali, hanno sempre rivestito un ruolo di rilievo nella società. E’ per questo motivo che sono stati spesso ritratti nell’arte coreana. Qui, ne abbiamo un esempio di altissimo livello.

Questo dipinto di grandi dimensioni raffigura diversi momenti e diverse scene della vita quotidiana di uno studioso eremita e delle sue attività. Nell’angolo in basso a sinistra, lo studioso è ritratto mentre accoglie il suo ospite nel cortile. Nella sezione centrale in basso, entrambi sono mostrati mentre incontrano un altro viandante sul ponte e si scambiano dei saluti. Dopo aver attraversato il ponte, lo studioso visita un amico che vive in un complesso di più edifici. I due amici decidono di fare una breve passeggiata. Entrambi appaiono su una scogliera a terrazze, godendo di una vista sulle montagne e della fragranza di un vecchio pino trasportata dal vento. L’uomo continua il suo tragitto con i suoi due servitori, e tutti sono ritratti mentre attraversano un tortuoso ponte di legno. Proprio oltre la grande montagna rocciosa, si apre una vista panoramica su una vivace piazza del mercato, suggerendo che potrebbe essere il luogo in cui l’entourage è diretto. Forse l’erudito deve acquistare oggetti come libri, rotoli di carta e pennelli, tutti elementi essenziali per la vita accademica. Verso l’angolo in alto a sinistra, un altro gruppo di viaggiatori sta attraccando sulla riva del fiume che conduce alle porte della città; possono essere diretti allo stupa buddista a più piani incastonato sulla cima delle montagne.

L’opera è conservata al Cleveland Museum of Art.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE L’OPERA IN ALTA RISOLUZIONE.

“Mountain Market, Clearing Mist” – 산시청람도 (山市晴嵐圖)
Unknown artist, 1500s
Ink on silk,115.3 x 60 cm

In Joseon-era Korea, scholars and intellectuals have always played an important role in society. It is for this reason that they have often been portrayed in Korean art. Here, we have a great example.

This painting depicts several vignettes of the scholar-hermit’s various activities and daily life. In the the lower left corner, the scholar-hermit is portrayed welcoming his guest in the courtyard. In the middle section on the lower bottom, the scholar and his guest are shown encountering another traveler on the bridge and exchanging their greetings. After crossing the bridge, the scholar visits a friend who lives in a compound of multiple buildings. The two friends decide to take a short walk. Both appear in a terraced cliff, enjoying a mountain vista and the fragrance of an old pine tree carried by the gentle wind. The scholar continues his journey with his two servants. They are portrayed crossing a winding wooden bridge. Right beyond the colossal rocky mountain, a panoramic view to a bustling market place unfolds, suggesting that it may be the place where the scholar-hermit’s entourage would visit. Perhaps the scholar need to buy items such as books, rolls of papers, and brushes, all essential to scholarly life. Toward the upper left corner, another group of travelers is landing on the river bank that leads to the city gate; they may be headed to the multistoried Buddhist stupa nestled on the top of the mountains.

The painting is conserved at the Cleveland Museum of Art.

CLICK HERE TO SEE THE WORK IN HIGH RESOLUTION.

Articolo originale pubblicato su K Art.

Corea del Sud: terapia economica d’attacco per combattere gli effetti Covid.

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Nella giornata di oggi, 22 aprile, il Presidente sudcoreano Moon Jae-In ha annunciato un’energica azione di politica economica per far fronte alla crisi economico-sociale innescata dall’emergenza sanitaria del nuovo coronavirus. Seppur colpita labilmente dall’epidemia, anche la Corea del Sud deve affrontare problemi come l’aumento della disoccupazione, specie giovanile, e una crescita economica al ribasso in molti settori manifatturieri e commerciali. La manovra straordinaria prevede un pacchetto equivalente a circa 70 miliardi di Euro da destinare alle industrie maggiormente colpite dalla pandemia. Tra i settori considerati strategici, e dunque maggiormente supportati, la logistica marittima, la cantieristica, l’aviazione, la raffinazione di petrolio e l’automotive.

La manovra è necessaria e urgente: le esportazioni sudcoreane hanno registrato una contrazione del 27% su base annua nelle sole prime tre settimane di aprile. L’economia sudcoreana è storicamente trainata dalle esportazioni e, pertanto, la crisi profonda che ha colpito i suoi principali partners e clienti internazionali non può che influire negativamente sulla sua bilancia commerciale.
A conferma di ciò: la Cina, principale partner commerciale, ha ridotto gli acquisti dalla Corea del Sud del 17%, e gli Stati Uniti del 17,5%. Le spedizioni verso i paesi dell’Unione Europea sono calate del 32,6%.

Sul fronte della politica monetaria, la Bank of Korea ha, al momento, confermato il tasso di riferimento al minimo storico dello 0,75% questo mese, ma ha già comunicato che valuterà se correggere i tassi a seconda dell’andamento della pandemia, del suo impatto sull’economia domestica e sui mercati finanziari internazionali.

Inoltre, anche la Corea del Sud ha deciso di ricorrere al cosiddetto “helicopter money”, tramite stanziamenti diretti di denaro liquido in favore delle famiglie. Gli stanziamenti avverranno sotto forma di “fondi emergenziali per la mitigazione dei disastri”, ed andranno alla quasi totalità dei nuclei familiari, fatta eccezione per i redditi più elevati. Nello specifico, il piano prevede lo stanziamento di un milione di won (circa 820 dollari) per i nuclei familiari di quattro persone dal reddito lordo pari o inferiore al 70% della media nazionale.

Il mercato della cosmetica coreana.

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Nel 2019, l’industria cosmetica coreana si è collocata al nono posto nel mercato globale per volume di vendite. Le dimensioni del mercato sono attualmente superiori a quelle di Italia o Russia, e paragonabili a quelle della Francia. La notevole crescita economica della Cina e la diffusione mondiale del K-pop, dal 2010, hanno aiutato l’industria coreana del settore a fare un grande salto in avanti, sino a diventare una delle principali fonti di reddito da esportazioni.

Insieme al volume delle vendite, la quota di mercato ha continuato a crescere costantemente. Dopo l’ingresso nel mercato cinese, i marchi di cosmetica coreani hanno assistito a un importante aumento delle esportazioni dal 2010, ampliando le reti di vendita territoriali anche nel Sud-est asiatico, in Giappone, negli Stati Uniti e nei paesi dell’Unione Europea. I prodotti culturali e di entertainment coreani – K-pop, drama, cinema – che sono cresciuti per anni, ora attirano i giovani fan anche nelle regioni non asiatiche. Le esportazioni di cosmetici e prodotti per la cura della bellezza nel 2018 sono state pari a 6,28 miliardi di dollari, un triplice salto in un periodo di cinque anni a partire dal 2014, rendendo Seoul uno dei quattro principali esportatori di cosmetici nel mercato globale. Le cifre riportate sono addirittura superiori a quelle dell’Italia o del Giappone, da tempo considerate i simboli del business della bellezza in tutto il mondo. Le recenti vendite all’esportazione della Corea sono aumentate del 34,7% negli ultimi cinque anni, mostrando un forte tasso di crescita tra tutti i principali esportatori.

La tabella qui sopra è rappresentativa dell’attuale posizione e valore della cosmetica coreana nel mondo.

Corea del Nord: a Seoul scetticismo su indiscrezioni relative a stato di salute Kim Jong-un.

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Secondo l’americana CNN il leader nordcoreano Kim Jong-Un sarebbe in gravi condizioni di salute, tuttavia da Seoul sembrano arrivare notizie opposte. 

Seul, 21 apr 06:18 – (Agenzia Nova) – Un funzionario governativo della Corea del Sud citato dal quotidiano “Korea Herald” ha espresso scetticismo in merito alle indiscrezioni diffuse dall’emittente televisiva Usa “Cnn”, secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in gravi condizioni a seguito di un intervento di chirurgia cardiovascolare. Il funzionario descritto dal quotidiano sudcoreano come “a conoscenza delle questioni nordcoreane”, ha dichiarato che a Seul non risulta “alcunché di particolare” riguardo le condizioni di salute del leader nordcoreano, la cui ultima apparizione pubblica risale all’ultima riunione del Politburo del Partito del lavoro nordcoreano, lo scorso 11 aprile. Il ministero dell’Unificazione sudcoreano ha rifiutato di commentare ufficialmente le indiscrezioni.

Gli Stati Uniti stanno verificando informazioni d’intelligence secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in condizioni critiche, dopo essersi sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. Lo ha riferito nella giornata di ieri l’emittente televisiva statunitense “Cnn”, citando funzionari anonimi con “conoscenza diretta” della questione. Le speculazioni in merito alle condizioni di salute del leader nordcoreano si erano moltiplicate dallo scorso 15 aprile, quando Kim aveva apparentemente disertato l’annuale visita al Palazzo del Sole di Kumsusan, il mausoleo dedicato a Kim Il-Sung, fondatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea e nonno dell’attuale leader nordcoreano. Dalla sua ascesa al potere, nel 2011, Kim Jong-un non aveva mai mancato di visitare il mausoleo per l’anniversario della nascita del nonno, che coincide anche con parate militari su larga scala ed altri eventi culturali e sportivi. Secondo le indiscrezioni pubblicate da “Daily NK”, quotidiano online con sede in Corea del Sud, e specializzato nelle notizie riguardanti il regime nordcoreano, Kim sarebbe stato sottoposto il 12 aprile scorso ad una operazione cardiovascolare, resasi necessaria a causa “del fumo eccessivo, dell’obesità e del sovraffaticamento da lavoro” del leader nordcoreano.

Scarica il “Korea Net Assessment 2020” del Carnegie.

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Il “Carnegie Endowment for International Peace”, un celebre think tank americano, ha prodotto il “Korea Net Assessment 2020”, un report molto ampio sull’attuale situazione di difesa e sicurezza nella penisola coreana e sulle possibili evoluzioni future. Il report analizza la situazione attuale anche, ma non solo, sulla base delle valutazioni ufficiali quali i white papers sulla difesa della Corea del Sud e numerosi rapporti pubblicati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, valutazioni che forniscono una panoramica dell’evoluzione dell’equilibrio militare tra le due Coree. 

Secondo il report del Carnegie gli aspetti critici sono ancora molti. Ci sarebbe un divario significativo tra le “rosee” valutazioni di Trump e Moon Jae-In sulla possibilità di un accordo nucleare e di una pace duratura sulla penisola e la realtà dei fatti. La situazione militare nella penisola coreana non sarebbe migliorata dall’avvento delle amministrazioni di Trump e Moon. Contrariamente alle dichiarazioni di Trump successive al vertice di Singapore del giugno 2018, secondo cui le armi nucleari della Corea del Nord non rappresenterebbero più una minaccia, sarebbe vero il contrario: l’arsenale nucleare della Corea del Nord ha continuato a crescere. L’esercito nordcoreano non avrebbe mai smesso, inoltre, di accumulare missili balistici, compresi missili balistici sottomarini (SLBM).

Cliccando qui è comunque possibile scaricare il report completo.

Il video nell’arte contemporanea coreana.

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Quando e come gli artisti coreani si sono approcciati al video come medium di espressione artistica? Qual è il contesto del suo sviluppo in relazione all’arte coreana? Yi Won-Kon, teorico dei media e membro della prima generazione di videoartisti coreani, esamina 30 anni di storia della videoarte coreana dagli anni ’70 agli anni ’90 sulla base dei suoi risultati di ricerca e delle sue esperienze come parte della scena artistica di quegli anni. Dal suo punto di vista, i pionieri della videoarte coreana negli anni ’70 si sono concentrati sul video come strumento di contemplazione e creazione nel contesto dell’arte sperimentale d’avanguardia. Con l’influenza di Nam June Paik e lo sviluppo del mezzo video, gli anni ’80 portarono alla nascita di opere che esploravano la specificità media del video o combinandola con sculture e installazioni. Durante gli anni ’90, la videoarte ha subito un’espansione nella forma e nei contenuti sotto l’influenza del postmoderno occidentale. Non perdetevi questo splendido e completo articolo pubblicato sulla rivista Art in Culture (in coreano) e qui, su The Artro in inglese.

Ultim’ora: exit polls elezioni in Corea del Sud.

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Si sono tenute oggi, 15 aprile, le elezioni per l’Assemblea Nazionale. Di seguito gli exit polls relativi ai principali partiti.

EXIT POLLS:

Minju (centrosinistra): 153 – 170 seggi

Mirae (centrodestra): 116 – 133 seggi

Fonte: MBC

* Precisiamo che si tratta di exit polls e non di proiezioni.

** L’Assemblea Nazionale sudcoreana è composta da 300 parlamentari.

Dossier ISPI sulla Corea del Sud.

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Il prossimo 15 aprile i sudcoreani si recheranno alle urne per eleggere i 300 membri dell’Assemblea Nazionale. Si tratta di un momento delicato per il Presidente in carica Moon Jae-In. Giunto a circa metà mandato ha bisogno che il suo Partito Democratico conquisti la maggioranza dei seggi parlamentari, altrimenti l’Assemblea Nazionale potrebbe intralciare la sua amministrazione.

Ne parla l’ultimo Dossier realizzato dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

In dettaglio gli articoli del Dossier:

I coreani amano l’arte. Parlano i dati.

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Da 26 anni “Il Giornale dell’Arte” e “The Art Newspaper” producono un report analitico sui numeri delle principali mostre d’arte del mondo.

Dal report del 2019 emerge chiaramente come tra le mostre d’arte (a pagamento) più visitate a livello globale figurino alcune esposizioni coreane.

Nel dettaglio: la mostra più visitata al mondo è stata “Tutankhamon: tesori del Faraone d’oro” a Parigi, con 1.423.170 visitatori.

Subito dopo troviamo:

– al 2^ posto: “Choi Jeong Hwa: Blooming Matrix”, al National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, con 804.871 visitatori;

– al 3^ posto: “Yun Hyong-keun”, al National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, con 799.098 visitatori;

– al 4^ posto: “What Ought to be Done? Work and Life”, al National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul, con 736.171 visitatori.

A seguire nella classifica, tra le prime cinquanta posizioni, troviamo altre mostre coreane alle posizioni 23, 26, 27, 44.

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Nelle immagini la mostra dell’artista coreano Yun Hyong-keun, al National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul.

U.S.-ROK OPCON Transition: The Element of Timing.

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This post is authored by Soo Kim, policy analyst at the nonprofit, non-partisan RAND Corporation and former CIA analyst. It is part of a project conducted by the program on U.S.-Korea policy at the Council on Foreign Relations, supported by the Smith Richardson Foundation and Korea Foundation. This series of posts addresses the transition of operational control (OPCON) on the Korean Peninsula. 

They say timing is everything. In strategy, knowing the opponent’s timing, and – more critically – capitalizing on that timing when your opponent least expects it can be pivotal in securing victory. And when it comes to shedding light upon the second- and third-order implications of the transition of wartime operational control (OPCON) on the Korean Peninsula, the timing is demonstrably crucial for all parties, both political and military.

For President Moon Jae-in, the restoration of OPCON transition from the United States to South Korea is tethered to the end of his five-year presidential term in 2022. Proponents of this plan underscore the 2022 transition as a prerequisite for achieving Seoul’s “military sovereignty” and shedding its image as a junior partner to Washington. This argument, however, rests more on the foundation of national pride and historical memory than on the actual security implications of the transfer. U.S. and South Korean defense experts have expressed concerns that Seoul may be moving forward and acquiescing to insufficient testing conditions and capabilities to meet this self-imposed deadline. Detractors also point out that South Korea’s push for a precipitous completion of OPCON transition risks undermining the U.S.-ROK alliance – which, as recent deadlocked negotiations over the new Special Measures Agreement (SMA) have shown, may face an uncertain future. There are also structural problems with the transfer that if overlooked or addressed only partially, could create challenges to Seoul’s ability to seamlessly assume and execute wartime OPCON.

Take, for instance, the dozen or so joint U.S.-ROK exercises that were either canceled or scaled back last year to create a more conducive diplomatic atmosphere for nuclear negotiations with North Korea. The implicit expectation of the scale-down in exercises was that the North Korean regime would extend reciprocal diplomatic gestures and reduce military tensions by canceling its own military exercises. North Korea has met neither expectation. And while some maintain that computer-based simulations and more limited exercises can serve as effective substitutes, military experts continue to stress the importance of live exercises for achieving interoperability, combat readiness, and allied deterrence. If anything, there is likely a need for more exercises between the allies to verifiably test the post-OPCON security environment.

Concerns regarding the capabilities and command structure of South Korean forces also raise questions about the readiness for OPCON transition. South Korea remains dependent on the U.S. military for intelligence, surveillance, and reconnaissance (ISR). And while some experts assure that South Korea’s defense budget will provide greater investment in ISR assets and early warning systems, others express grave concerns that its defense buildup may be halted under the conditions laid out in the September 2018 Inter-Korean Comprehensive Military Agreement. Under the agreement, the two sides are to consult with each other in a joint committee about any plan that could be construed as a hostile military act – and Pyongyang would no doubt see Seoul’s buildup of ISR capabilities as hostile to its security. And at the tactical level, South Korea lacks the ability to seamlessly conduct joint operations within an integrated command structure. Inter-service coordination at the lower levels remains stovepiped, leading some experts to question whether South Korea could successfully make the leap to seamlessly coordinate wartime actions with the United States and the militaries of other countries participating in the UN command.

Experts also voice concerns that Washington-Seoul discord over the threat from Pyongyang and the inability to bridge differences in the stalled SMA negotiations on defense cost-sharing could weaken the allies’ joint defense and readiness against North Korea’s nuclear provocations and conventional military threat. While South Korea tends to downplay the North Korean threat and remains flexible in making concessions to salvage any momentum for dialogue with the Kim regime, the United States remains skeptical of North Korea’s intentions. Meanwhile, the United States is demanding that South Korea pay nearly $4 billion annually to maintain U.S. Forces Korea (USFK) – a quadruple increase from the amount paid last year. Recently, USFK began sending furlough notices to 4,000 South Korean employees after Washington and Seoul failed to reach an agreement after seven rounds of cost-sharing negotiations.

As events in recent weeks have shown, states are confronting increasingly complex, latticed challenges that transcend military, public safety, medical, geoeconomic, and ethical delineations. These problems deeply underscore the need for both competent and sophisticated indigenous capabilities, as well as for an expansive network of reliable alliances.

As Washington and Seoul continue to examine the feasibility and conditions for OPCON transition, decisionmakers will likely face political pressure on timing. It may well be to the advantage of both allies that the determination of the transfer be driven by a hard, thorough diagnosis of military capabilities against emerging threats.

Pubblicato su autorizzazione Creative Commons (CC BY-NC-ND 4.0) del Council on Foreign Relation, autore del testo Soo Kim, testo originale qui.