Indagine USA su finanziamenti illeciti alla Corea del Nord.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Nord

Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una procedura d’accusa nei confronti di ventotto cittadini nordcoreani e cinque cittadini cinesi, accusati di aver fatto arrivare a Pyongyang, violando le sanzioni internazionali, oltre 2,5 miliardi di dollari destinati allo sviluppo del programma nucleare e missilistico del paese, in quella che viene descritta come una complessa e globale rete clandestina operante tra Cina, Russia, Libia e Thailandia.

Gli individui in questione sono accusati di aver agito come agenti della “Foreign Trade Bank” (FTB), banca commerciale nordcoreana, e di aver costituito più di 250 società di facciata in tutto il mondo per mascherare i pagamenti, anche attraverso diverse Banche cinesi.

Tra le persone in stato d’accusa figurano due ex presidenti della FTB, Ko Chol Man e Kim Song Ui; due ex vicepresidenti, Han Ung e Ri Jong Nam; Han Ki Song, che presumibilmente gestiva la filiale segreta di FTB in Tailandia e prestava servizio presso la principale agenzia di intelligence della Corea del Nord.

L’accusa sottolinea il ruolo attivo che la Cina avrebbe avuto nel facilitare questa rete illegale di finanziamenti. Nonostante la maggior parte degli stati dall’inizio del 2016 abbia espulso filiali di banche nordcoreane, secondo l’accusa tali banche sarebbero ancora operative a Pechino e Shenyang, in Cina e avrebbero avuto un ruolo chiave nel passaggio di denaro.

In asta due “Tesori Nazionali” del Kansong Museum.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana

Il noto Kansong Art Museum ha deciso di vendere all’asta due preziosi manufatti buddhisti. Si tratta di due sculture classificate dallo Stato sudcoreano come “tesori nazionali”, e pertanto sottoposte a particolari tutele e vincoli. Sono il tesoro n. 284, Buddha dorato in bronzo, e il tesoro n. 285, Bodhisattva in bronzo dorato, risalenti al VI e al VII secolo.

Il Kansong Art Museum è un museo privato situato a Seoul, fondato nel 1938 dal ricco mercante Chun Hyung-pil (1906-1962), che collezionò preziose opere d’arte coreane durante l’era coloniale giapponese per impedirne il furto e tutelare le preziose eredità culturali coreane. Il museo possiede circa 5000 manufatti tra cui ben 12 classificati come “tesori nazionali”.

Il museo ha purtroppo dovuto affrontare delle difficoltà finanziarie negli ultimi anni e la vendita si è resa necessaria per la sopravvivenza dello stesso. E’ quanto dichiarato alla stampa in questi giorni dall’attuale dirigenza.

La legislazione sudcoreana, fortunatamente, vieta la vendita del patrimonio culturale di questi tipo all’estero, e pertanto i beni rimarranno in Corea del Sud. La casa d’aste selezionata per la vendita, fissata per mercoledì 27 maggio, è K-Auction.

___

Visita il nostro sito K_Art, dedicato esclusivamente all’arte coreana!

Cresce la dipendenza economica della Corea del Nord dalla Cina.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Nord, Economia coreana

Secondo un nuovo report della Korea International Trade Association (KITA) la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina ha raggiunto livelli record.

Il rapporto afferma che, anche a causa delle sanzioni economiche internazionali e della sospensione del commercio intercoreano, la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina è salita al 95,2% l’anno scorso. È stata la cifra più alta mai registrata, rispetto al 91,7% nel 2018, e va a confermare un trend ormai ventennale.

Il rapporto afferma inoltre che, a causa del Covid19 il commercio tra Corea del Nord e Cina a febbraio 2020 è diminuito del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il Tempio Jogyesa di Seoul.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Cominciamo sulle nostre pagine un viaggio alla scoperta dei templi buddhisti coreani noti e meno noti. Luoghi che hanno dato, e che danno ancora tanto alla cultura coreana, amati dai coreani e dai viaggiatori stranieri.

Oggi ci occupiamo di un tempio davvero speciale per i buddhisti coreani: il Tempio Jogyesa di Seoul. E’ qui che ha sede l’ordine Jogye, il principale ordine monastico buddhista coreano.

Il complesso fu edificato sul finire del XIV secolo durante il periodo Goryeo, ma fu ricostruito, dopo un devastante incendio, nel 1910 assumendo il nuovo nome Gackhwangsa. Nel 1936 al tempio fu assegnato il ruolo di tempio principale del buddhismo coreano e ribattezzato con il nome di Tegosa. Nel 1954, al termine del conflitto del 1950-53, e in una Corea non più sotto dominio del Giappone (dal 1945), si cercò di eliminare l’influenza giapponese sul buddhismo coreano e di far rivivere gli insegnamenti tradizionali. In questa nuova fase il tempio assunse il nuovo, e attuale, nome di Jogyesa.

Il fulcro del Jogyesa è rappresentato dalla grande sala in legno Daeungjeon. Completata nel 1938, il suo design seguì lo stile della dinastia Joseon. L’esterno è decorato con scene della vita del Buddha e decorazioni floreali intagliate nel legno, mentre all’interno dominano la scena tre gigantesche statue del Buddha: a sinistra Amitabha, Buddha del Paradiso Occidentale; al centro il Buddha storico, che visse in India e raggiunse l’illuminazione; sulla destra il Bhaisaiya o Buddha della Medicina, con in mano una ciotola di medicine tradizionali. Sulla destra, entrando nel Daeungjeon, il piccolo Buddha del XV secolo nella teca di vetro che, fino al 2006 era la statua principale della sala, prima di essere sostituito dai tre Buddha.

Dietro il santuario principale si trova la moderna sala del Buddha Amitabha, dove si svolgono i servizi funebri. Sul lato sinistro del complesso si trova lo stupa ottagonale a 10 piani in cui è custodita una reliquia del Buddha portata in Corea nel 1913 da un monaco dello Sri Lanka.

Nel complesso si trova anche il Museo Buddista Centrale dove è possibile ammirare capolavori dell’arte buddhista coreana e altri manufatti religiosi.

L’occasione migliore per visitare il tempio è durante lo spettacolare Lotus Lantern Festival, una festa che ogni anno celebra la nascita del Buddha, in primavera (le date cambiano ogni anno in base al calendario lunare).

Il tempio è situato nel pieno centro di Seoul ed è facilmente raggiungibile.

Come arrivare
Indirizzo: 55, Ujeongguk-ro, Jongno-gu, Seoul
Stazione Metro 1 Jonggak, uscita 2.

Kim Jong-un, vivo e vegeto.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord

La storia di Kim Jong-un in fin di vita, in stato vegetativo o addirittura morto, è solo l’ultima delle occasioni che mostra come sia necessario usare cautela quando si parla di Corea del Nord. Le fonti sono scarse, e quando si parla di questioni attinenti i vertici dello stato o la sicurezza nazionale, e in primis della figura del leader, solo poche persone all’interno dell’apparato governativo nordcoreano sono a conoscenza dei fatti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite molte speculazioni sulle condizioni di salute del leader nordcoreano, sulla sua vita e sulla sua presunta morte, e ciò nonostante il governo della Corea del Sud, forte di dati di intelligence e prove certe, avesse sin da subito respinto queste voci arrivando a bollarle come “infodemiche”.

Nella giornata di ieri, Kim Jong-un è riapparso sulla scena pubblica dopo venti giorni di assenza, partecipando alla cerimonia di inaugurazione di una nuova fabbrica di fertilizzanti fosfatici nella località di Sunchon, a nord di Pyongyang. Lo ha reso noto la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Le foto scattate dalla KCNA mostrano Kim, vestito con un abito scuro alla Mao, che taglia il nastro rosso durante la cerimonia e parla con gli ufficiali di accompagnamento con un sorriso sul volto. Le foto ci dicono che 1) è vivo, 2) se fosse veramente malato, sarebbe comunque ancora autosufficiente e di certo non in coma.

Secondo il comunicato della KCNA, Kim si è informato sul “processo di lavorazione delle materie prime, il processo di produzione di fosforo giallo, il processo di produzione di fertilizzanti fosfatici di ammonio e il processo di imballaggio”. Il comunicato poi riprende le parole del leader che ha espresso “soddisfazione per la meravigliosa creazione, che espone i compiti e i modi per sviluppare la nostra industria chimica in un orientamento corretto, come richiesto dal nuovo secolo”.

Ad accompagnare Kim c’erano sua sorella Kim Yo-jong, Pak Pong-ju, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, il Premier Kim Jae-ryong e altri alti funzionari.

Nel frattempo a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rifiutato di commentare la ricomparsa di Kim. “Preferirei non commentare ancora”, “Avremo qualcosa da dire al riguardo al momento opportuno” ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, secondo Reuters. 

Non è raro che Kim scompaia dal pubblico. La sua più lunga assenza dalla vista pubblica è stata nel settembre 2014, quando è scomparso per circa quaranta giorni ed è tornato con un bastone e zoppicando. L’agenzia di intelligence di Seoul in seguito disse che gli era stata rimossa una cisti dalla caviglia.

Le foto sono tratte dal sito della KCNA.

Le origini del welfare in Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Economia coreana, Società

Di Ijin Hong – Le origini del welfare in Corea del sud sono state caratterizzate da un forte produttivismo all’insegna del nation-building durante i governi dittatoriali di Chung Hee Park (1961-1979) e Doo-hwan Chun (1979-1988). Durante  questi anni le misure di welfare adottate erano orientate a legittimare lo stato, da cui la priorità data ai dipendenti statali (inclusi i militari e gli insegnanti) e i lavoratori della grande industria, la cui produttività andava garantita. In pieno spirito produttivista, il Ministero del Welfare aveva all’epoca una posizione di fatto subordinata al Ministero delle Finanze (Kim e Choi 2011). In generale, lo sviluppo coreano (ma è anche il caso del Taiwan) è avvenuto all’ombra di quello giapponese, o, per dirla con Cummings (1984, p. 4) «Taiwan e Corea sono state storicamente i serbatoi delle industrie giapponesi in declino» (Hwang 2012). Fu così che, quando l’eccessivo costo del lavoro in Giappone comportò un cambio strategico dalla produzione ad alta intensità di manodopera all’industria pesante dedicata alla costruzione di macchinari, i coreani furono pronti ad occupare durante gli anni ’60-’70 i settori labour-intensive (Hwang 2012). Gli anni ’80 furono caratterizzati dall’estensione della copertura sanitaria a lavoratori autonomi e rurali, e dall’introduzione del Sistema Pensionistico Nazionale pensato per i lavoratori dipendenti del settore privato (1988), una policy a lungo pianificata e sempre rimandata nel corso degli anni ’70.

La crisi economica asiatica del 1997 rappresentò un grande punto di svolta per lo sviluppo del welfare in Corea. Originariamente causata dall’accumularsi del debito nelle grandi imprese coreane (chaebol), impegnate più ad ampliare le proprie quote di mercato che a creare profitti, la crisi comportò l’intervento del Fondo Monetario Internazionale sotto forma di un pacchetto di salvataggio d’emergenza, a condizione di effettuare riforme che liberalizzassero l’economia coreana. L’amministrazione di Dae-jung Kim, primo governo di centro-sinistra nella storia della Repubblica coreana, adottò dunque una politica di due pesi e due misure, da una parte, scegliendo una serie di riforme neoliberali tendenti a flessibilizzare il mercato del lavoro coreano con una proliferazione di contratti atipici, dall’altra, rafforzando la già esistente assicurazione contro la disoccupazione, rinominandola «assicurazione per l’occupazione». Il nuovo sistema non solo estendeva la platea di beneficiari, attenuando al contempo la rigidità dei criteri d’inclusione, ma ampliava anche il raggio di intervento con una serie di iniziative legate alla formazione di competenze e creazione di posti di lavoro, in una vera e propria prospettiva di workfare. Gli anni dei governi progressisti (1998-2007) furono anche caratterizzati da una politica di tagli: una serie di riforme ridimensionarono i tassi di sostituzione delle pensioni pubbliche dal 70% al 40% (Park e Osawa 2013).

Per compensare la caduta del potere d’acquisto dei pensionati, una pensione universale di base fu introdotta nel 2007, e successivamente modificata con l’introduzione di una prova dei mezzi nel 2014 durante i governi del partito di centro-destra Grande Partito Nazionale (GNP).
Altre riforme di rilievo durante gli anni di governo del GNP furono l’assicurazione per la cura a lungo termine per gli anziani (2008) e l’estensione dell’offerta di servizi per l’infanzia tramite l’introduzione di un sistema di voucher (2014) (Hong, Kwon e Kim, 2019).

Le maggiori novità dell’attuale governo di centro-sinistra di Moon possono invece essere sintetizzate nell’aumento dello stipendio mensile minimo (a oggi fissato a 8.590won, circa 7 euro) e nella lotta al Covid19 con massicci finanziamenti statali per la ricerca e la prevenzione nella sanità (per maggiori dettagli sulle politiche del lavoro in Corea, si rimanda a Kwon e Hong, 2019).

Ijin Hong è Professore Associato presso la Facoltà di Studi sul Governo (School of Government), Sun Yat-sen University. I suoi maggiori interessi di ricerca vertono sulle politiche sociali in chiave comparata, in particolare i welfare states nell’est asiatico e in Europa del sud. Email: hongyzh5@mail.sysu.edu.cn

Tratto da: Hong, I. (2017). I sistemi di welfare in Asia tra produttivismo e diritti sociali. Stato e Mercato, 2: 311-338.

Fonti aggiuntive:

Hong, I., Kwon, E., Kim, B. (2019). Measuring Social Policy Change in Comparative Research: Survey Data Evidence from South Korea. Journal of Comparative Policy Analysis: Research and Practice. 21(2): 131-150 (SSCI).

Kwon, S., Hong, I. (2019). Is South Korea as leftist as it gets? Labour market reforms under the Moon presidency. Political Quarterly, 90(2): 81-88.

Nascita del Buddha.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Cultura coreana

Oggi, 30 aprile, i coreani festeggiano i 2.564 anni dalla nascita del Buddha. Nell’immagine il Tempio Jogyesa, il principale tempio buddhista di Seoul e della Corea del Sud. Seppur quasi del tutto fuori dall’epidemia di Covid19, tutte le celebrazioni quest’anno si svolgeranno nel rispetto di alcune regole basilari: mascherina, distanza di sicurezza e gel disinfettanti.

Ph. Jeon Han

Corso di Studi Coreani a Siena.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Segnaliamo che l’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con il Centro CLASS e con il supporto della Korea Foundation, organizza la seconda edizione dell’International Summer School “Corso di Formazione sugli Studi Coreani”, che avrà luogo a Siena dal 13 al 18 luglio 2020.

A causa dell’emergenza Covid-19, quest’anno i corsi si svolgeranno in modalità telematica, su piattaforma Moodle E-learning. 

La Summer School ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della Corea attraverso la sua lingua, cultura e storia. Si rivolge a studenti universitari, assegnisti e ricercatori al fine di approfondire i loro percorsi formativi e fornire strumenti teorici e pratici in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro. Ha inoltre lo scopo di trasmettere conoscenze teoriche e operative inerenti agli studi coreani, e di fornire competenze a tutti i soggetti operanti a vario titolo negli ambiti culturali, sociali, economici con la Repubblica di Corea.

Le attività formative suddivise in 4 moduli saranno realizzate da Coreanisti esperti nelle tematiche di area sociale, linguistica, storica e culturale. I relatori sono la prof.ssa Imsuk Jung, il prof. Kim Gwangseok, Jagiellonian University di Cracovia, Polonia, il prof. Antonio J. Doménech, Malaga University, Spagna e la prof.ssa Giuseppina De Nicola,Università di Roma La Sapienza.

La scadenza per le adesioni è stata prorogata fino al 30 maggio 2020. Di seguito potete scaricare il programma (con all’interno il link al modulo di iscrizione on line), la locandina e il calendario delle lezioni.

Programma

Locandina

Calendario 

Capolavori dell’arte coreana. Masterpieces of Korean art.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana

“Il mercato di montagna, nebbia schiarente” – 산시청람도 (山市晴嵐圖)
Artista sconosciuto, 1500 circa
Inchiostro su seta, 115.3 x 60 cm

Nella Corea di epoca Joseon, gli studiosi, gli intellettuali, hanno sempre rivestito un ruolo di rilievo nella società. E’ per questo motivo che sono stati spesso ritratti nell’arte coreana. Qui, ne abbiamo un esempio di altissimo livello.

Questo dipinto di grandi dimensioni raffigura diversi momenti e diverse scene della vita quotidiana di uno studioso eremita e delle sue attività. Nell’angolo in basso a sinistra, lo studioso è ritratto mentre accoglie il suo ospite nel cortile. Nella sezione centrale in basso, entrambi sono mostrati mentre incontrano un altro viandante sul ponte e si scambiano dei saluti. Dopo aver attraversato il ponte, lo studioso visita un amico che vive in un complesso di più edifici. I due amici decidono di fare una breve passeggiata. Entrambi appaiono su una scogliera a terrazze, godendo di una vista sulle montagne e della fragranza di un vecchio pino trasportata dal vento. L’uomo continua il suo tragitto con i suoi due servitori, e tutti sono ritratti mentre attraversano un tortuoso ponte di legno. Proprio oltre la grande montagna rocciosa, si apre una vista panoramica su una vivace piazza del mercato, suggerendo che potrebbe essere il luogo in cui l’entourage è diretto. Forse l’erudito deve acquistare oggetti come libri, rotoli di carta e pennelli, tutti elementi essenziali per la vita accademica. Verso l’angolo in alto a sinistra, un altro gruppo di viaggiatori sta attraccando sulla riva del fiume che conduce alle porte della città; possono essere diretti allo stupa buddista a più piani incastonato sulla cima delle montagne.

L’opera è conservata al Cleveland Museum of Art.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE L’OPERA IN ALTA RISOLUZIONE.

“Mountain Market, Clearing Mist” – 산시청람도 (山市晴嵐圖)
Unknown artist, 1500s
Ink on silk,115.3 x 60 cm

In Joseon-era Korea, scholars and intellectuals have always played an important role in society. It is for this reason that they have often been portrayed in Korean art. Here, we have a great example.

This painting depicts several vignettes of the scholar-hermit’s various activities and daily life. In the the lower left corner, the scholar-hermit is portrayed welcoming his guest in the courtyard. In the middle section on the lower bottom, the scholar and his guest are shown encountering another traveler on the bridge and exchanging their greetings. After crossing the bridge, the scholar visits a friend who lives in a compound of multiple buildings. The two friends decide to take a short walk. Both appear in a terraced cliff, enjoying a mountain vista and the fragrance of an old pine tree carried by the gentle wind. The scholar continues his journey with his two servants. They are portrayed crossing a winding wooden bridge. Right beyond the colossal rocky mountain, a panoramic view to a bustling market place unfolds, suggesting that it may be the place where the scholar-hermit’s entourage would visit. Perhaps the scholar need to buy items such as books, rolls of papers, and brushes, all essential to scholarly life. Toward the upper left corner, another group of travelers is landing on the river bank that leads to the city gate; they may be headed to the multistoried Buddhist stupa nestled on the top of the mountains.

The painting is conserved at the Cleveland Museum of Art.

CLICK HERE TO SEE THE WORK IN HIGH RESOLUTION.

Articolo originale pubblicato su K Art.

Corea del Sud: terapia economica d’attacco per combattere gli effetti Covid.

Pubblicato il Pubblicato in Economia coreana

Nella giornata di oggi, 22 aprile, il Presidente sudcoreano Moon Jae-In ha annunciato un’energica azione di politica economica per far fronte alla crisi economico-sociale innescata dall’emergenza sanitaria del nuovo coronavirus. Seppur colpita labilmente dall’epidemia, anche la Corea del Sud deve affrontare problemi come l’aumento della disoccupazione, specie giovanile, e una crescita economica al ribasso in molti settori manifatturieri e commerciali. La manovra straordinaria prevede un pacchetto equivalente a circa 70 miliardi di Euro da destinare alle industrie maggiormente colpite dalla pandemia. Tra i settori considerati strategici, e dunque maggiormente supportati, la logistica marittima, la cantieristica, l’aviazione, la raffinazione di petrolio e l’automotive.

La manovra è necessaria e urgente: le esportazioni sudcoreane hanno registrato una contrazione del 27% su base annua nelle sole prime tre settimane di aprile. L’economia sudcoreana è storicamente trainata dalle esportazioni e, pertanto, la crisi profonda che ha colpito i suoi principali partners e clienti internazionali non può che influire negativamente sulla sua bilancia commerciale.
A conferma di ciò: la Cina, principale partner commerciale, ha ridotto gli acquisti dalla Corea del Sud del 17%, e gli Stati Uniti del 17,5%. Le spedizioni verso i paesi dell’Unione Europea sono calate del 32,6%.

Sul fronte della politica monetaria, la Bank of Korea ha, al momento, confermato il tasso di riferimento al minimo storico dello 0,75% questo mese, ma ha già comunicato che valuterà se correggere i tassi a seconda dell’andamento della pandemia, del suo impatto sull’economia domestica e sui mercati finanziari internazionali.

Inoltre, anche la Corea del Sud ha deciso di ricorrere al cosiddetto “helicopter money”, tramite stanziamenti diretti di denaro liquido in favore delle famiglie. Gli stanziamenti avverranno sotto forma di “fondi emergenziali per la mitigazione dei disastri”, ed andranno alla quasi totalità dei nuclei familiari, fatta eccezione per i redditi più elevati. Nello specifico, il piano prevede lo stanziamento di un milione di won (circa 820 dollari) per i nuclei familiari di quattro persone dal reddito lordo pari o inferiore al 70% della media nazionale.

Il mercato della cosmetica coreana.

Pubblicato il Pubblicato in Economia coreana

Nel 2019, l’industria cosmetica coreana si è collocata al nono posto nel mercato globale per volume di vendite. Le dimensioni del mercato sono attualmente superiori a quelle di Italia o Russia, e paragonabili a quelle della Francia. La notevole crescita economica della Cina e la diffusione mondiale del K-pop, dal 2010, hanno aiutato l’industria coreana del settore a fare un grande salto in avanti, sino a diventare una delle principali fonti di reddito da esportazioni.

Insieme al volume delle vendite, la quota di mercato ha continuato a crescere costantemente. Dopo l’ingresso nel mercato cinese, i marchi di cosmetica coreani hanno assistito a un importante aumento delle esportazioni dal 2010, ampliando le reti di vendita territoriali anche nel Sud-est asiatico, in Giappone, negli Stati Uniti e nei paesi dell’Unione Europea. I prodotti culturali e di entertainment coreani – K-pop, drama, cinema – che sono cresciuti per anni, ora attirano i giovani fan anche nelle regioni non asiatiche. Le esportazioni di cosmetici e prodotti per la cura della bellezza nel 2018 sono state pari a 6,28 miliardi di dollari, un triplice salto in un periodo di cinque anni a partire dal 2014, rendendo Seoul uno dei quattro principali esportatori di cosmetici nel mercato globale. Le cifre riportate sono addirittura superiori a quelle dell’Italia o del Giappone, da tempo considerate i simboli del business della bellezza in tutto il mondo. Le recenti vendite all’esportazione della Corea sono aumentate del 34,7% negli ultimi cinque anni, mostrando un forte tasso di crescita tra tutti i principali esportatori.

La tabella qui sopra è rappresentativa dell’attuale posizione e valore della cosmetica coreana nel mondo.

Corea del Nord: a Seoul scetticismo su indiscrezioni relative a stato di salute Kim Jong-un.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord

Secondo l’americana CNN il leader nordcoreano Kim Jong-Un sarebbe in gravi condizioni di salute, tuttavia da Seoul sembrano arrivare notizie opposte. 

Seul, 21 apr 06:18 – (Agenzia Nova) – Un funzionario governativo della Corea del Sud citato dal quotidiano “Korea Herald” ha espresso scetticismo in merito alle indiscrezioni diffuse dall’emittente televisiva Usa “Cnn”, secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in gravi condizioni a seguito di un intervento di chirurgia cardiovascolare. Il funzionario descritto dal quotidiano sudcoreano come “a conoscenza delle questioni nordcoreane”, ha dichiarato che a Seul non risulta “alcunché di particolare” riguardo le condizioni di salute del leader nordcoreano, la cui ultima apparizione pubblica risale all’ultima riunione del Politburo del Partito del lavoro nordcoreano, lo scorso 11 aprile. Il ministero dell’Unificazione sudcoreano ha rifiutato di commentare ufficialmente le indiscrezioni.

Gli Stati Uniti stanno verificando informazioni d’intelligence secondo cui il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, verserebbe in condizioni critiche, dopo essersi sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. Lo ha riferito nella giornata di ieri l’emittente televisiva statunitense “Cnn”, citando funzionari anonimi con “conoscenza diretta” della questione. Le speculazioni in merito alle condizioni di salute del leader nordcoreano si erano moltiplicate dallo scorso 15 aprile, quando Kim aveva apparentemente disertato l’annuale visita al Palazzo del Sole di Kumsusan, il mausoleo dedicato a Kim Il-Sung, fondatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea e nonno dell’attuale leader nordcoreano. Dalla sua ascesa al potere, nel 2011, Kim Jong-un non aveva mai mancato di visitare il mausoleo per l’anniversario della nascita del nonno, che coincide anche con parate militari su larga scala ed altri eventi culturali e sportivi. Secondo le indiscrezioni pubblicate da “Daily NK”, quotidiano online con sede in Corea del Sud, e specializzato nelle notizie riguardanti il regime nordcoreano, Kim sarebbe stato sottoposto il 12 aprile scorso ad una operazione cardiovascolare, resasi necessaria a causa “del fumo eccessivo, dell’obesità e del sovraffaticamento da lavoro” del leader nordcoreano.

Sulle tracce di un ricordo: il Memoriale del 19 aprile.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Sud, Politica coreana

Di Emiliano Pennisi – Quella mattina avevo appuntamento con un prete coreano. Da qualche tempo ci conoscevamo e una volta alla settimana lo incontravo per bere un caffè e per fare quattro chiacchiere. Lui aveva trascorso alcuni anni a Roma per studio e non voleva dimenticare l’italiano.
Come le altre volte sarei dovuto arrivare a casa sua alle dieci, nella zona di Suyu-dong, una tranquilla periferia nella parte nord orientale di Seul con una bella vista su alcune delle montagne che circondano la città.
Appena il tempo di bussare alla sua porta e il mio amico mi disse di aver bisogno di un po’ d’aria fresca e mi propose di fare una passeggiata in un parco poco lontano. Avremmo fatto la nostra chiacchierata camminando.
Accettai volentieri, la giornata era molto bella nonostante il freddo.
Lungo la strada padre Kim mi spiegò che quello di cui parlava non era un parco come gli altri, anche se gli abitanti della zona ci andavano per fare sport o per godere di una bella giornata di sole.
Entrammo, ma a prima vista mi parve proprio di essere in una delle tante e belle aree verdi di Seul.
La neve caduta abbondante nei giorni precedenti copriva ancora i bei viali alberati e persone di mezza età erano concentrate nella loro ginnastica mattutina.
Proseguendo il cammino però, il paesaggio divenne sempre più ampio fin quando giungemmo in un grande spazio aperto dominato da una costruzione molto alta che aveva tutta l’aria di essere un monumento ai caduti.
Tante lapidi allineate in file ordinatissime e avvolte in un silenzio irreale facevano da cornice ad altrettante tombe con fotografie in un bianco e nero sbiadito dal tempo che rivelavano volti di giovani ragazzi.
“Chi è sepolto qui?”, chiesi al prete dopo qualche esitazione.
“Gli studenti e i professori morti durante i moti del 19 Aprile. Ne hai sentito parlare?”, mi rispose a voce bassa, come per non disturbare il loro riposo.
Avevo sentito parlare di quella storia, forse avevo anche letto qualcosa al riguardo, ma non me n’ero mai occupato molto fino a oggi.
Così una semplice passeggiata in una mattina d’inverno mi ha aperto le porte del ricordo di una delle pagine più drammatiche della Corea del Sud dopo la Guerra del 1950-1953.
Mentre camminavamo in silenzio tra le tombe ricoperte di neve, mi sembrava quasi di sentire le voci di quei ragazzi e dei loro professori che il 19 Aprile 1960 manifestarono a Seul contro il vecchio presidente Yi Seungman. L’anziano uomo politico era accusato di aver vinto le elezioni del 15 Aprile con dei brogli e così un ampio movimento di protesta composto appunto da giovani e da professori universitari si diresse verso il palazzo presidenziale. L’esercito ebbe ordine di sparare e in quel giorno oltre cento persone morirono nelle strade di Seul.
L’eco di quella giornata risuonò di nuovo nella mia mente quando entrammo in un edificio in stile antico che ospitava centinaia di grandi fotografie, l’ultimo ricordo rimasto delle vittime di cui si era ritrovato il nome e di quelle rimaste anonime. Dinanzi ad un altare con molti bastoncini di incenso accendemmo anche i nostri e restammo lì in raccoglimento prima di riprendere la via di casa.
Prima di uscire però, ci fermammo a dare un’occhiata al Museo del 19 aprile, piccolo, ma molto ben organizzato come accade spesso con i musei coreani. Attraverso molti video, alcuni documenti dell’epoca, e ricostruzioni di vita quotidiana davvero realistiche, il visitatore può calarsi negli avvenimenti e avere così un’idea precisa di ciò che accadde durante quei giorni di primavera di tanti anni fa.
Un luogo da visitare, a mio parere, il Memoriale del 19 aprile, se si ha un po’ di tempo in più quando si è in vacanza a Seul. Ma anche un luogo da scoprire o da riscoprire per uno straniero che vivendo qui voglia conoscere una delle pagine forse meno note della storia coreana recente.

* Emiliano Pennisi, di Roma, vive a Seoul da 14 anni, dove insegna lingua e cultura italiana alla Sogang University.

La Corea del Nord viola le sanzioni ONU con l’aiuto della Cina. Lo affermerebbe un gruppo di esperti delle Nazioni Unite.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord, Politica coreana, Relazioni internazionali

Secondo diverse agenzie di stampa e quotidiani internazionali tra cui France Presse, The Guardian e Reuters, il “Panel of Experts” del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, dedicato al monitoraggio delle sanzioni internazionali alla Corea del Nord, avrebbe emesso un report (al momento purtroppo non scaricabile dal sito delle Nazioni Uniti) dal quale emergerebbero violazioni all’attuale regime sanzionatorio internazionale.

Nello specifico, la Corea del Nord nel 2019 avrebbe intensificato notevolmente il commercio di carbone e di prodotti petroliferi attraverso l’apparente aiuto di aziende cinesi operanti nel settore della logistica marittima.

Il rapporto, secondo le citate fonti, sarebbe stato pubblicato online sul sito dell’ONU venerdì 17 aprile per poi scomparire dopo alcune ore.

Pubblicando fotografie, registri di spedizione e comunicazioni ricevute dagli Stati membri, il gruppo di esperti scientifici ha affermato che la Corea del Nord avrebbe violato il divieto totale delle Nazioni Unite di esportare carbone, nonché le restrizioni alle importazioni di petrolio raffinato.

“La continua violazione da parte della Repubblica Democratica Popolare di Corea dei divieti di esportazione delle merci non solo è contro le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ma serve a finanziare un flusso di entrate che ha storicamente contribuito ai programmi vietati sul nucleare e sui missili balistici del paese”, sarebbe scritto nel rapporto.

Il Panel, citando i dati forniti da un paese non meglio specificato, ha stimato che la Corea del Nord avrebbe esportato 3,7 milioni di tonnellate di carbone tra gennaio e agosto dell’anno scorso, incassando circa 370 milioni di dollari.

La maggior parte delle esportazioni di carbone sarebbero state trasferite da navi nordcoreane su chiatte cinesi, per poi raggiungere i porti nella baia cinese di Hangzhou, vicino Shanghai. Le spedizioni tra maggio e agosto dello scorso anno sarebbero state ben 47.

Sempre secondo il rapporto, la Corea del Nord avrebbe superato di gran lunga il limite di 500.000 barili all’anno imposto dalle Nazioni Unite per l’importazione di petrolio raffinato. Citando gli Stati Uniti come fonte, il Panel ha affermato che la Corea del Nord avrebbe importato più di 3,89 milioni di barili tra gennaio e ottobre 2019.

Poiché, come si diceva all’inizio, il report non è al momento disponibile, il condizionale è d’obbligo, e non possiamo che fare riferimento agli articoli della stampa internazionale.

Scarica il “Korea Net Assessment 2020” del Carnegie.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord, Corea del Sud, Politica coreana, Relazioni internazionali

Il “Carnegie Endowment for International Peace”, un celebre think tank americano, ha prodotto il “Korea Net Assessment 2020”, un report molto ampio sull’attuale situazione di difesa e sicurezza nella penisola coreana e sulle possibili evoluzioni future. Il report analizza la situazione attuale anche, ma non solo, sulla base delle valutazioni ufficiali quali i white papers sulla difesa della Corea del Sud e numerosi rapporti pubblicati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, valutazioni che forniscono una panoramica dell’evoluzione dell’equilibrio militare tra le due Coree. 

Secondo il report del Carnegie gli aspetti critici sono ancora molti. Ci sarebbe un divario significativo tra le “rosee” valutazioni di Trump e Moon Jae-In sulla possibilità di un accordo nucleare e di una pace duratura sulla penisola e la realtà dei fatti. La situazione militare nella penisola coreana non sarebbe migliorata dall’avvento delle amministrazioni di Trump e Moon. Contrariamente alle dichiarazioni di Trump successive al vertice di Singapore del giugno 2018, secondo cui le armi nucleari della Corea del Nord non rappresenterebbero più una minaccia, sarebbe vero il contrario: l’arsenale nucleare della Corea del Nord ha continuato a crescere. L’esercito nordcoreano non avrebbe mai smesso, inoltre, di accumulare missili balistici, compresi missili balistici sottomarini (SLBM).

Cliccando qui è comunque possibile scaricare il report completo.

Il video nell’arte contemporanea coreana.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana, Cultura coreana

Quando e come gli artisti coreani si sono approcciati al video come medium di espressione artistica? Qual è il contesto del suo sviluppo in relazione all’arte coreana? Yi Won-Kon, teorico dei media e membro della prima generazione di videoartisti coreani, esamina 30 anni di storia della videoarte coreana dagli anni ’70 agli anni ’90 sulla base dei suoi risultati di ricerca e delle sue esperienze come parte della scena artistica di quegli anni. Dal suo punto di vista, i pionieri della videoarte coreana negli anni ’70 si sono concentrati sul video come strumento di contemplazione e creazione nel contesto dell’arte sperimentale d’avanguardia. Con l’influenza di Nam June Paik e lo sviluppo del mezzo video, gli anni ’80 portarono alla nascita di opere che esploravano la specificità media del video o combinandola con sculture e installazioni. Durante gli anni ’90, la videoarte ha subito un’espansione nella forma e nei contenuti sotto l’influenza del postmoderno occidentale. Non perdetevi questo splendido e completo articolo pubblicato sulla rivista Art in Culture (in coreano) e qui, su The Artro in inglese.

Ultim’ora: exit polls elezioni in Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Sud, Politica coreana

Si sono tenute oggi, 15 aprile, le elezioni per l’Assemblea Nazionale. Di seguito gli exit polls relativi ai principali partiti.

EXIT POLLS:

Minju (centrosinistra): 153 – 170 seggi

Mirae (centrodestra): 116 – 133 seggi

Fonte: MBC

* Precisiamo che si tratta di exit polls e non di proiezioni.

** L’Assemblea Nazionale sudcoreana è composta da 300 parlamentari.

Dossier ISPI sulla Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord, Corea del Sud, Economia coreana, Politica coreana, Relazioni internazionali

Il prossimo 15 aprile i sudcoreani si recheranno alle urne per eleggere i 300 membri dell’Assemblea Nazionale. Si tratta di un momento delicato per il Presidente in carica Moon Jae-In. Giunto a circa metà mandato ha bisogno che il suo Partito Democratico conquisti la maggioranza dei seggi parlamentari, altrimenti l’Assemblea Nazionale potrebbe intralciare la sua amministrazione.

Ne parla l’ultimo Dossier realizzato dall’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

In dettaglio gli articoli del Dossier: