Boom export di Kimchi e salse tradizionali coreane.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Le esportazioni di Kimchi, la celebre pietanza coreana, hanno raggiunto a settembre livelli record rispetto all’anno precedente.

Il Ministero dell’Agricoltura sudcoreano ha comunicato che tali esportazioni da gennaio a settembre hanno raggiunto il valore di 108,5 milioni di dollari, in aumento del 38,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La performance di questi nove mesi ha eclissato il valore di 104,99 milioni di dollari dello scorso anno e il record annuale precedente stabilito nel 2012 di 106,61 milioni di dollari.

Nel 2012, circa l’80% delle esportazioni di Kimchi era diretto verso il mercato giapponese. Oggi, il numero di mercati esteri di destinazione è aumentato notevolmente, e tra i più importanti troviamo gli Stati Uniti e l’Australia, ma anche l’Europa.

Sempre secondo il Ministero, l’aumento delle esportazioni è dovuto al supporto continuo per collegare i mercati della distribuzione su larga scala e alle promozioni delle vendite.

In un anno difficile come questo, in piena pandemia da Covid-19, il cibo coreano ha guadagnato popolarità globale, anche grazie alle sue importanti proprietà nutrizionali favorevoli per il sistema immunitario.

Oltre al Kimchi, anche le salse tradizionali come il Gochujang (pasta di peperoncino rosso) e la salsa di soia, da gennaio a settembre di quest’anno hanno visto le esportazioni aumentare del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Manca poco alla prima missione lunare della Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Sud

Manca sempre meno per la prima missione lunare della Corea del Sud. Per la seconda metà del 2022, dopo diversi rinvii, è previsto il lancio di un orbiter lunare, come ha recentemente confermato il Korea Aerospace Research Institute (KARI). La missione, il cui scopo principale è l’osservazione e lo studio delle regioni in ombra della luna, durerà un anno con possibilità di proroga.

Il progetto dell’orbiter lunare ha fatto pochi progressi negli ultimi 2-3 anni a causa di problemi tecnici e di bilancio. Il lancio era infatti originariamente previsto per dicembre di quest’anno. Il programma lunare del paese rischiava di subire un altro ritardo quando all’inizio di quest’anno è stato deciso di eliminare il suo percorso di viaggio originale e di utilizzare una traiettoria a bassa energia per aumentare l’efficienza del carburante del veicolo spaziale. La nuova traiettoria utilizza meno carburante in cambio di più tempo di viaggio.

Partner principale del progetto è la National Aeronautics and Space Agency (NASA) degli Stati Uniti. Per il lancio dell’orbiter, inoltre, verrà utilizzato il razzo Falcon 9 della società spaziale commerciale statunitense SpaceX.

Casi di Covid sotto i 50. Dato più basso da inizio agosto.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana

I nuovi casi di coronavirus in Corea del Sud sono scesi sotto i 50 oggi. Si tratta del numero più basso dall’inizio di agosto, ma nel paese l’attenzione rimane massima per prevenire possibili nuove infezioni a grappolo durante il Chuseok, una delle principali festività del paese.

I casi registrati ieri sono esattamente 38, di cui 23 infezioni locali, portando il totale a 23.699, secondo la Korea Disease Control and Prevention Agency (KDCA).

I nuovi casi giornalieri sono i più bassi in 49 giorni dall’11 agosto, quando il paese aveva registrato 34 casi, poco prima che un nuovo gruppo di infezioni emergesse da una chiesa e da una manifestazione antigovernativa a Seoul il 15 agosto.

Le nuove infezioni locali giornaliere sono rimaste a doppia cifra per il quinto giorno consecutivo dopo che il paese ha segnalato 95 venerdì, 49 sabato, 73 domenica e 40 lunedì, ha detto il KDCA.

Le autorità sanitarie hanno affermato che il tasso di riproduzione del virus nel paese è sceso al di sotto di uno, grazie ad una intensa campagna di distanziamento sociale.

Nonostante il calo di nuovi casi di virus, le autorità sanitarie rimangono vigili in vista della festa di Chuseok, la celebrazione del raccolto autunnale, da mercoledì a domenica. Si prevede che decine di milioni di persone viaggeranno in tutto il paese per riunirsi alla famiglia.

Le autorità sanitarie hanno affermato che l’inizio di ottobre è un periodo cruciale per contenere l’attuale tendenza al ribasso, citando la possibilità di una recrudescenza di nuovi casi dopo le principali festività.

Al momento, le riunioni al chiuso di 50 o più persone sono vietate e sono vietate anche le riunioni all’aperto di 100 o più persone. Gli eventi sportivi sono ammessi senza spettatori.

Le infezioni a grappolo sono continuate nei luoghi di lavoro, nelle case di cura, nelle chiese e negli asili nido, soprattutto nella grande area di Seoul.

Il numero di pazienti COVID-19 gravemente malati è pari a 115, in calo di cinque rispetto al giorno precedente, secondo le autorità.

Il cinema coreano a casa vostra.

Pubblicato il Pubblicato in Eventi sulla Corea

Continua l’opportunità offerta dall’Istituto Culturale Coreano di visionare in streaming alcuni dei migliori film coreani degli ultimi anni. Questa volta tocca a “THE MAN FROM NOWHERE” del regista Lee Jeong-beom.

Il protagonista è il solitario Tae-sik, che gestisce un banco dei pegni in un quartiere povero. So-mi è invece la sua vicina di casa, una bambina di dieci anni che sfida il suo atteggiamento impenetrabile e freddo, imponendogli la propria amicizia. Quando la madre, tossicodipendente, si impossessa di  una partita di eroina, So-mi viene rapita da una banda di criminali. Per salvare la sua vita, Tae-sik dovrà confrontarsi con il suo misterioso passato, rivelandosi una vera e propria macchina da guerra. 

Per visionare il film è necessario iscriversi (se non  si è già iscritti) alla newsletter dell’Istituto scrivendo a cinemacoreano.icc@gmail.com entro le ore 14:00 del giorno 1 Ottobre.

Data e periodo: da mercoledì 30 Settembre ore 16.00 a giovedì 1 Ottobre ore 16.00

Luogo: Sito Istituto Culturale Coreano in Italia (www.culturacorea.it)

Durata: 119 minuti

Lingua: Lingua originale con sottotitoli in Italiano

KoreArt 2020 a Firenze.

Pubblicato il Pubblicato in Eventi sulla Corea

Si inaugura il prossimo 17 ottobre 2020 presso la Società di Belle Arti “Circolo degli Artisti Casa di Dante” di Firenze la mostra “KoreArt”, collettiva di diciannove artisti coreani che presenteranno i loro ultimi lavori di pittura, scultura, fotografia e design. La mostra è organizzata da ARCOI, associazione di artisti coreani residenti in Italia.

Di seguito maggiori info:

Date: dal 17 al 29 ottobre 2020

Orari: dalle 10,00 alle 12,00 – dalle 16,00 alle 19,00

Inaugurazione: 17 ottobre 2020, ore 17,30

Luogo: Via Santa Margherita 1/R, Firenze, Società di Belle Arti “Circolo degli Artisti Casa di Dante”

Tesoro Nazionale n. 92

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana

Tesoro Nazionale n. 92

Brocca rituale del 12^ secolo (periodo Goryeo)

Bronzo con intarsio in argento

H. 37,5 cm

Museo Nazionale della Corea, Seoul

_

Questa tipologia di brocca rituale coreana trova la sua origine nelle brocche d’acqua utilizzate nell’antica India, note con il nome sanscrito “Kundika”. Usate dapprima dai brahmani, furono successivamente introdotte nel Regno di Goryeo dai monaci buddhisti.

Sono sopravvissuti numerosi esempi di epoca Goryeo (918-1392), sia in celadon che in bronzo. Questo notevole oggetto d’arte, classificato dal  Ministero della Cultura coreano come tesoro nazionale n. 92, è riccamente intarsiato con un idilliaco paesaggio sull’acqua, con canne e salici che ondeggiano al vento, uccelli che si librano pacificamente e galleggiano, pescatori in una barca e una vicina collina avvolta nella nebbia. Le linee di argento intarsiato eccezionalmente sottili – 0,5 mm – creano un’immagine sorprendentemente vivida sullo sfondo di bronzo. Nel tempo l’ossidazione ha annerito le linee argentate e ha reso verde la superficie del bronzo donando un effetto inaspettato: piuttosto che rovinarne la bellezza, la ruggine sembra esaltarne i colori.

Gran parte dei kundika Goryeo superstiti non hanno alcun motivo sulla loro superficie. I pezzi modellati solitamente mostrano, invece, uno stile simile a questo, un paesaggio sull’acqua intarsiato d’argento. Questo genere di paesaggio era un motivo molto popolare tra gli artigiani e gli artisti di epoca Goryeo.

Pur non avendo origine in Corea, questa tipologia di bronzo ha una caratteristica che lo distingue dai pezzi simili di altri paesi asiatici. Su questa brocca emerge chiaramente il senso artistico della cultura coreana dell’epoca. Come in molti dipinti coreani, gli spazi vuoti giocano un ruolo importante nella composizione del paesaggio rappresentato. E’ un vuoto denso di significato e ricco di equilibrio che cattura ancora di più l’attenzione dell’osservatore sui soggetti della rappresentazione. E’ l’armonia del negativo e del positivo sempre presente nell’arte coreana.

ONLINE K-POP CONTEST

Pubblicato il Pubblicato in Eventi sulla Corea

Il Consolato Generale della Repubblica di Corea di Milano ha organizzato il K-Pop Lover’s Gathering 2020 – ONLINE K-POP CONTEST, un’iniziativa per tutti gli amanti del K-pop.

I video potranno essere inviati entro il 16 settembre 2020, e potranno essere votati online dal 17 settembre 2020 fino al 22 settembre 2020, sul canale YouTube del Consolato Generale della Repubblica di Corea.

Tutti i video saranno oggetto di valutazione ai fini diretti della premiazione (non c’e’ pre-selezione) e risulteranno vincitori i video che collezionano il maggior numero di voti nelle rispettive categorie.

Di seguito potete scaricare:

Regolamento

Modulo iscrizione

Per maggiori informazioni potete contattare direttamente il Consolato scrivendo a milano@mofa.go.kr

Un’ora da Seul e 67 anni fa.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Nord, Corea del Sud, Relazioni internazionali

Di Emiliano Pennisi – La giornata era calda e umida come sempre nella stagione estiva, la pioggia cadeva leggera, insistente dal cielo grigio di nuvole spesse. Il piazzale nel cuore della Joint Security Area con i due capannoni azzurri era uguale a come me lo ricordavo, mentre ci arrivavo uscendo fuori dal palazzo della Freedom House, scortato da soldati sudcoreani e americani. Altri, in assetto marziale e con indosso occhiali scuri li vedevo fronteggiare i militari nordcoreani in piedi sullo sfondo, come in un enigmatico gioco di specchi.

Mi diressi verso quel luogo lontano da me ormai solo pochi metri, circondato da un silenzio profondo, da una tensione altissima e quando giunsi nei pressi di uno dei capannoni, vidi di nuovo il gradino di cemento controllato a vista 24 ore su 24, ora come sessantasette anni fa: la Military Demarcation Line, il confine che separa le due Coree, dove il tempo si è fermato. A poca distanza da qui, nel villaggio di Panmunjeom a ridosso del Trentottesimo parallelo, il 27 luglio 1953 venne firmato l’armistizio che sospese la Guerra di Corea, uno dei conflitti più drammatici del ventesimo secolo. Da solo, con i soldati alle mie spalle che mi raccomandavano di non parlare a voce alta e di non fare gesti improvvisi, tornai indietro alla fine di luglio di quasi settant’anni fa.

Quel giorno i delegati delle parti coinvolte nella guerra, l’Onu e gli americani da un lato e i nordcoreani e i cinesi dall’altro, si incontrarono in una delle case del piccolo villaggio. I colloqui erano andati avanti fra alti e bassi dalla fine del 1950 ma poi, dopo molte trattative venne raggiunto un accordo su tutte le questioni riguardanti la futura tregua. Tra le cause per cui le discussioni erano proseguite così a lungo, ci fu la difficoltà di decidere dove sarebbe dovuto passare il confine tra le due Coree e quale sarebbe stata la sorte dei prigionieri di guerra.

Alla fine la Cina e la Corea del Nord accettarono la proposta di considerare come demarcazione la cosiddetta Kansas Line, ovvero la linea del fronte dove i combattimenti erano in corso in quel momento.

E dunque, alle dieci del mattino di quel 27 luglio 1953, il generale nordcoreano Nam Il, in rappresentanza anche dell’Esercito Popolare cinese e il luogotenente generale americano William K. Harrison Jr., per conto delle Nazioni Unite, firmarono l’armistizio là dove allora, come detto, c’era Panmunjeom, presso la città nordcoreana di Gaesong, dieci chilometri a nord del confine.

Lo storico documento venne firmato anche dal generale americano Mark W. Clark, comandante in capo del comando delle Nazioni Unite, da Kim Il Sung, comandante supremo dell’Esercito Popolare nordcoreano e Peng De Huai, generale comandante dell’Esercito Popolare cinese.

Le parti in causa si misero d’accordo nel creare una Zona Smilitarizzata, l’attuale DMZ, che avrebbe diviso la penisola coreana separando le due nazioni mediante un “cuscinetto”. Per questo motivo i rispettivi eserciti vennero spostati indietro di due chilometri dal fronte, in modo che la Zona stessa fosse larga quattro chilometri, mentre la linea del cessate il fuoco divenne la Military Demarcation Line (MDL) che sarebbe passata giusto nel mezzo della DMZ.

Per assicurare il rispetto degli accordi stabiliti, si decise di creare la Joint Security Area, una enclave all’interno della DMZ estesa per circa un chilometro e tagliata a metà dal confine (MDL). In questo spazio le forze armate in ambito Onu e quelle nordcoreane si sarebbero potute muovere liberamente sorvegliandosi a vicenda, ma senza oltrepassare ciascuno la propria parte.

Perso com’ero in questi ricordi, fui richiamato dai soldati sudcoreani con cui entrai, dopo una breve attesa, in uno dei capannoni azzurri, la Conference Room dove oggi come in passato si tengono i colloqui tra le due Coree. Dentro rividi il tavolo delle riunioni con il confine, la Military Demarcation Line appunto, segnalato dai cavi elettrici dei microfoni che dividevano il tavolo a metà.

Trascorsi qualche minuto all’interno di quell’ambiente, vedendo i soldati che mi accompagnavano andare a mettersi di fronte all’ingresso opposto, già in Corea del Nord. Riuscii appena a scattare delle foto e mi condussero fuori. Oltre non si poteva stare.

Camminando a ritroso verso la Freedom House, mi voltai per dare un’ultima occhiata alla scena senza tempo che conoscevo bene: i soldati del Sud e quelli del Nord immobili erano ancora la’ come sempre, uno davanti all’altro a fissare il gradino di cemento, il confine tra i loro due mondi, senza poterlo superare. Qui, a meno di un chilometro da dove sorgeva Panmunjeom, il tempo non vuole proprio passare e la memoria dei tragici eventi e` sempre presente.

Panmunjeom non esiste più. Il villaggio rimase distrutto durante la guerra, ma tutto ciò che ne rimane, come per uno scherzo del destino, è proprio l’edificio in cui 67 anni fa William K. Harrison Jr, Peng De Huai e Nam Il firmarono l’armistizio con Kim Il Sung e Mark W. Clark, i protagonisti di questa storia. Oggi è conosciuto con il nome di Peace Museum e si trova ancora vicino a Gaesong, in Corea del Nord.

Al posto delle poche case e della gente che vi abitava c’è la Joint Security Area, proprio dove mi trovavo adesso, controllata dalle forze armate nordcoreane e da quelle inquadrate nell’Onu, le quali devono sempre tenere a mente che qui è ammesso solo un certo numero di militari e che è possibile portare con se’ solo alcuni tipi di armi.

Seduto nell’autobus che mi portava fuori dalla base di Camp Bonifas, osservavo il soldato sudcoreano in piedi con le spalle all’autista e il fucile in pugno, pensando che nonostante tre anni di guerra, di morti e di distruzione, quello che esiste attualmente è un confine de facto, visto che i coreani del sud e quelli del nord non hanno mai firmato fino a oggi un trattato di pace.

L’armistizio di Panmunjeom, va sempre ricordato, è solo un cessate il fuoco che corre lungo tutto il 38esimo parallelo e impone da 67 anni di fermare le armi, ma è in ogni caso un punto di partenza importante per poter giungere, in un futuro speriamo non troppo lontano, alla fine della divisione del popolo coreano e alla sua riunificazione.

Nonostante tutto questo però, non dobbiamo dimenticare che più di due milioni di persone morirono nel corso del conflitto, molte famiglie persero ogni contatto con i propri cari restando separate fino ai giorni nostri. Le due Coree sono tuttora l’una contro l’altra armate e fino a quando non si arriverà a una pace vera, la Guerra di Corea iniziata nel 1950 non potrà dirsi davvero finita.

Cambiano le regole per i visti della Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Uncategorized

Il 1^ dicembre 2020 entreranno in vigore in Corea del Sud alcune nuove regole per visti e residenza, nello specifico per il visto F-2-7. La conferma è arrivata in questi giorni dal Ministero della Giustizia.

Il visto F-2-7 (basato su un sistema a punti) consente ai titolari di rimanere nel paese per un periodo massimo di cinque anni, con la libertà di scegliere e cambiare occupazione professionale senza essere vincolati ai propri datori di lavoro iniziali.

Alcuni dei principali cambiamenti includono un forte aumento del numero di punti da assegnare in base al reddito. Attualmente, vengono assegnati 10 punti per coloro che guadagnano almeno 100 milioni di Won, ma che arriveranno a 60 punti.

Coloro che possiedono i visti E-7-4 non potranno più richiedere l’F-2-7. Chi richiede il visto di residenza deve aver risieduto nel paese legalmente e continuamente per tre anni al momento della domanda.

Ai candidati verranno assegnati fino a 130 punti in base a età, livello di istruzione, conoscenza della lingua coreana, completamento del programma di immigrazione e integrazione della Corea e reddito annuo, nonché 40 punti extra in base ad altri criteri. In particolare, verranno assegnati fino a 60 punti in base al reddito (60 punti per coloro che guadagnano più di 100 milioni di Won all’anno, come già detto, e 10 punti per coloro che guadagnano meno di 30 milioni di Won all’anno), 25 punti in base all’età, 25 punti in base a livello di istruzione e fino a 20 punti in base alla conoscenza della lingua coreana e al KIIP.

Saranno assegnati punti extra a coloro che provengono da paesi che hanno combattuto a fianco della Corea del Sud durante la guerra di Corea del 1950-53 (20 punti), a coloro che hanno ricevuto raccomandazioni dal governo (20 punti), a coloro che hanno completato la sezione avanzata del Livello KIIP 5 (10 punti), coloro che sono in possesso di titoli accademici presso università definite “superiori” o università con sede in Corea (fino a 30 punti) e coloro che hanno svolto attività di volontariato (fino a sette punti). Per università “superiori” si intendono le prime 500 Università in tutto il mondo secondo la classifica del Times Higher Education.

Titolari di E-1, E-2, E-3, E-4, E-5, E-6-1, E-6-3, E7-1, D-5, D-6, D-7, I visti D-8 o D-9 possono richiedere F-2-7.

Per ottenere il visto serve un minimo di 80 punti.

Il sito ufficiale coreano per la materia immigrazione è raggiungibile cliccando qui.

Jongmyo Daeje. La memoria dei Re.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Di Emiliano Pennisi – La Corea del Sud di oggi è un paese all’avanguardia e che guarda al futuro. Lontano dai tristi ricordi della guerra e della povertà, i coreani continuano la loro corsa verso il benessere e la ricchezza.

Così, in nome di un progresso che sembra significare solo tecnologia e velocità molte antiche tradizioni vanno sempre più svanendo nell’aria fresca del mattino che sfiora gli avveniristici grattacieli di Seul. Diventano figure evanescenti proprio come gli spiriti che le sciamane coreane invocavano un tempo per propiziare un buon raccolto, per curare malattie o per assicurare ai pescatori che si mettevano in mare che non avrebbero incontrato tempeste sul loro cammino.

Non tutto però è andato perduto e talvolta una semplice passeggiata in centro a Seul può portarci indietro nel tempo…

“…Quella mattina, prima dell’alba, il re lasciò il suo palazzo dopo aver ricevuto il saluto delle guardie. Un funzionario gli rese omaggio portando il sigillo reale mentre lui saliva su un piccolo carro che lo avrebbe condotto poco lontano, alla carrozza reale che lo stava attendendo.

Alcuni soldati si avvicinarono al re con un parasole e un grande ventaglio, mentre altri soldati della scorta lo seguivano in modo tale da condurlo in tutta sicurezza a destinazione.

Era un giorno speciale per il re. Era il giorno in cui si rinnovava la memoria dei suoi antenati con l’invocazione del loro spirito.

Il sovrano nel suo ruolo di gran sacerdote e alcuni suoi funzionari in veste di officianti avevano trascorso una settimana a purificare il corpo e la mente mangiando cibi semplici, evitando di visitare gli ammalati, di ascoltare musica e di firmare sentenze capitali.

Il corteo giunse nel santuario di Jongmyo, costruito nel 1394 dal re Taejo, il fondatore della dinastia Joseon e tra la folla il sovrano arrivò nei pressi del grande padiglione che custodiva le tavole sacre sulle quali erano incisi i nomi dei suoi antenati.

I funzionari di corte occuparono ognuno il proprio posto, due di loro si alzarono in piedi dinanzi alle sacre tavole mentre altri due iniziarono il rito offrendo del vino di riso (ulchangju 울창주) agli spiriti della Terra in segno di saluto.

Le sacre tavole furono poste di fronte all’altare e un profumatissimo incenso venne bruciato per compiacere gli spiriti del Cielo. 

Con l’offerta del vino e con l’incenso che si spandeva per ogni dove, una musica maestosa accompagnata dal battere incessante dei tamburi conduceva il re all’incontro con gli spiriti, mentre una melodiosa canzone raccontava le gesta dei re del passato e il loro coraggio nel difendere la terra del Calmo Mattino dalle invasioni straniere.

Dopo aver offerto agli spiriti il sangue di una mucca, di una pecora e di un maiale, il panno che aveva avvolto il sacrificio fu portato via e al suo posto giunsero i cibi. Tutto ciò che rimase del rito venne bruciato in ossequio a quelle regali presenze. 

La musica e i tamburi battenti accompagnarono il vino di riso offerto agli spiriti degli antichi re, mentre un officiante leggeva una preghiera di buon augurio per il re in carica e gli altri si inchinavano con deferenza in suo onore.

I celebranti parteciparono al banchetto, mangiarono e bevvero insieme agli spiriti ricevendo la loro benedizione e si inchinarono quattro volte dinanzi a loro in segno di gratitudine.

Al termine, con movimenti ritmati e al suono di danze rituali, i cibi e il vino furono portati via e una cerimonia di saluto riapriva agli spiriti dei re le porte delle loro dimore celesti. Tutti gli officianti si inchinarono nuovamente con lo sguardo rivolto alle sacre tavole per un ultimo saluto e una musica di una bellezza senza tempo accompagnò il commiato mentre le preghiere scritte venivano bruciate per assicurarsi il favore degli spiriti degli antenati…”

…All’improvviso il rumore del traffico e delle auto della polizia mi riportarono al presente. Ero in piedi in mezzo a una folla curiosa e festante e aspettavo che il corteo del re passasse davanti a noi sulla centralissima strada di Jongno per poi entrare nel santuario di Jongmyo.

Ancora oggi la suggestiva cerimonia del Jongmyo Daeje viene ripetuta ogni anno grazie ai discendenti della famiglia reale Yi che tengono viva la memoria dei loro antenati. La rappresentazione e` di grande effetto e gli abiti d’epoca, gli strumenti musicali tradizionali danno l’impressione di vivere per un momento nella Corea del passato.

Ai giorni nostri per fortuna il rito non prevede più il sacrificio di animali per ingraziarsi le anime dei defunti, ma i coreani tengono molto ugualmente a rivolgersi a quelle silenziose e nobili presenze per augurare pace e prosperità al loro paese.

Il Jongmyo Daeje si svolge a Seul nella prima domenica di Maggio e nel 2001 è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’umanità.

* Emiliano Pennisi, di Roma, vive a Seoul da 14 anni, dove insegna lingua e cultura italiana alla Sogang University.

“Nuovo cinema coreano”, secondo appuntamento.

Pubblicato il Pubblicato in Uncategorized

NUOVO CINEMA COREANO, la rassegna on line organizzata dal Consolato Generale della Repubblica di Corea di Milano, vi aspetta con il suo secondo appuntamento a partire da oggi 25 giugno, dalle ore 10.00 per 24 ore con la proiezione gratuita di “Burning”, un bruciante mistery-thriller del 2018 diretto da Lee Chang-dong, che scava dentro le ombre e le ambiguità di uno strano triangolo amoroso. Si continua domani, venerdì 26 giugno con la visione dalle ore 10.00 (sempre per 24 ore) di “The Gangster, The Cop, The Devil” , un appassionante e, al contempo, divertente thriller d’azione del 2019 che intreccia sapientemente l’elemento crime, il poliziesco e il noir diretto da Lee Won-tae, entrambi visibili registrandosi gratuitamente su

http://www.eventi.today/nuovo-cinema-coreano-2020

In seguito alla registrazione, riceverete una mail con link del film e password, che sarà attiva a partire dal giorno della proiezione.

La Corea del Sud fornirà un prestito di salvataggio di 4,12 miliardi di dollari per sostenere la catena di approvvigionamento delle industrie chiave.

Pubblicato il Pubblicato in Economia coreana

A partire dal prossimo mese la Corea del Sud immetterà liquidità per circa 4,12 miliardi di dollari in prestiti di salvataggio per sostenere la catena di approvvigionamento delle industrie chiave colpite dal COVID-19. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il vice Primo Ministro Hong Nam-ki.

Il governo aveva precedentemente lanciato un imponente pacchetto di sostegno finanziario per contenere il colpo della pandemia. Ma l’aiuto è stato criticato dalle imprese per essere ampiamente fuori portata per le aziende con bassi rating del credito.

Con l’ultimo provvedimento lo Stato aumenta le garanzie in favore delle banche che sosterranno le aziende con più bassi livelli di rating.

Articolo originale pubblicato su italykorea.com

Spettacolo Danza Coreana Online – N.O.T. No One There

Pubblicato il Pubblicato in Eventi sulla Corea

Non perdete l’occasione di assistere questa sera, in diretta streaming su Youtube, ad un bellissimo spettacolo di danza coreana.

Lo spettacolo, intitolato N.O.T., acronimo di ‘No One There’ (Non c’è nessuno lì), descrive il viaggio di un’anziana ottantenne affetta da alzheimer che, tornata bambina, parte alla ricerca del padre perduto durante la guerra di Corea. Negli occhi della bambina appare un mondo fatto di conflitti tra generazioni, sessi, ideologie e famiglia. 

Spettacolo danza online – N.O.T. No One There
Data e ora : Venerdì 12 giugno 2020 ore 19.00
Luogo : in diretta streaming sul sito web o sul canale Youtube
dell’Istituto Culturale Coreano www.youtube.com/watch?v=Fb3Fd-KKKp

“Nuovo Cinema Coreano”, in streaming gratis.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Il Consolato Generale della Repubblica di Corea di Milano ha organizzato “NUOVO CINEMA COREANO”, un programma di proiezioni gratuite in streaming di alcuni film coreani di successo.

Si parte con il film “Mademoiselle” del regista Park Chan-wook, una magnetica storia di intrighi e segreti di cui è vittima una giovane ereditiera nella Corea degli anni ’30, visibile, in collaborazione con la Cineteca di Milano e Altre Storie, dalle ore 10.00 di martedì 16 giugno fino alle ore 10.00 del 19 giugno su www.cinetecamilano.it, previa registrazione gratuita sul sito della Cineteca per la visione in streaming.

Indagine USA su finanziamenti illeciti alla Corea del Nord.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Nord

Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha avviato una procedura d’accusa nei confronti di ventotto cittadini nordcoreani e cinque cittadini cinesi, accusati di aver fatto arrivare a Pyongyang, violando le sanzioni internazionali, oltre 2,5 miliardi di dollari destinati allo sviluppo del programma nucleare e missilistico del paese, in quella che viene descritta come una complessa e globale rete clandestina operante tra Cina, Russia, Libia e Thailandia.

Gli individui in questione sono accusati di aver agito come agenti della “Foreign Trade Bank” (FTB), banca commerciale nordcoreana, e di aver costituito più di 250 società di facciata in tutto il mondo per mascherare i pagamenti, anche attraverso diverse Banche cinesi.

Tra le persone in stato d’accusa figurano due ex presidenti della FTB, Ko Chol Man e Kim Song Ui; due ex vicepresidenti, Han Ung e Ri Jong Nam; Han Ki Song, che presumibilmente gestiva la filiale segreta di FTB in Tailandia e prestava servizio presso la principale agenzia di intelligence della Corea del Nord.

L’accusa sottolinea il ruolo attivo che la Cina avrebbe avuto nel facilitare questa rete illegale di finanziamenti. Nonostante la maggior parte degli stati dall’inizio del 2016 abbia espulso filiali di banche nordcoreane, secondo l’accusa tali banche sarebbero ancora operative a Pechino e Shenyang, in Cina e avrebbero avuto un ruolo chiave nel passaggio di denaro.

In asta due “Tesori Nazionali” del Kansong Museum.

Pubblicato il Pubblicato in Arte coreana

Il noto Kansong Art Museum ha deciso di vendere all’asta due preziosi manufatti buddhisti. Si tratta di due sculture classificate dallo Stato sudcoreano come “tesori nazionali”, e pertanto sottoposte a particolari tutele e vincoli. Sono il tesoro n. 284, Buddha dorato in bronzo, e il tesoro n. 285, Bodhisattva in bronzo dorato, risalenti al VI e al VII secolo.

Il Kansong Art Museum è un museo privato situato a Seoul, fondato nel 1938 dal ricco mercante Chun Hyung-pil (1906-1962), che collezionò preziose opere d’arte coreane durante l’era coloniale giapponese per impedirne il furto e tutelare le preziose eredità culturali coreane. Il museo possiede circa 5000 manufatti tra cui ben 12 classificati come “tesori nazionali”.

Il museo ha purtroppo dovuto affrontare delle difficoltà finanziarie negli ultimi anni e la vendita si è resa necessaria per la sopravvivenza dello stesso. E’ quanto dichiarato alla stampa in questi giorni dall’attuale dirigenza.

La legislazione sudcoreana, fortunatamente, vieta la vendita del patrimonio culturale di questi tipo all’estero, e pertanto i beni rimarranno in Corea del Sud. La casa d’aste selezionata per la vendita, fissata per mercoledì 27 maggio, è K-Auction.

___

Visita il nostro sito K_Art, dedicato esclusivamente all’arte coreana!

Cresce la dipendenza economica della Corea del Nord dalla Cina.

Pubblicato il Pubblicato in Corea del Nord, Economia coreana

Secondo un nuovo report della Korea International Trade Association (KITA) la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina ha raggiunto livelli record.

Il rapporto afferma che, anche a causa delle sanzioni economiche internazionali e della sospensione del commercio intercoreano, la dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina è salita al 95,2% l’anno scorso. È stata la cifra più alta mai registrata, rispetto al 91,7% nel 2018, e va a confermare un trend ormai ventennale.

Il rapporto afferma inoltre che, a causa del Covid19 il commercio tra Corea del Nord e Cina a febbraio 2020 è diminuito del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il Tempio Jogyesa di Seoul.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana

Cominciamo sulle nostre pagine un viaggio alla scoperta dei templi buddhisti coreani noti e meno noti. Luoghi che hanno dato, e che danno ancora tanto alla cultura coreana, amati dai coreani e dai viaggiatori stranieri.

Oggi ci occupiamo di un tempio davvero speciale per i buddhisti coreani: il Tempio Jogyesa di Seoul. E’ qui che ha sede l’ordine Jogye, il principale ordine monastico buddhista coreano.

Il complesso fu edificato sul finire del XIV secolo durante il periodo Goryeo, ma fu ricostruito, dopo un devastante incendio, nel 1910 assumendo il nuovo nome Gackhwangsa. Nel 1936 al tempio fu assegnato il ruolo di tempio principale del buddhismo coreano e ribattezzato con il nome di Tegosa. Nel 1954, al termine del conflitto del 1950-53, e in una Corea non più sotto dominio del Giappone (dal 1945), si cercò di eliminare l’influenza giapponese sul buddhismo coreano e di far rivivere gli insegnamenti tradizionali. In questa nuova fase il tempio assunse il nuovo, e attuale, nome di Jogyesa.

Il fulcro del Jogyesa è rappresentato dalla grande sala in legno Daeungjeon. Completata nel 1938, il suo design seguì lo stile della dinastia Joseon. L’esterno è decorato con scene della vita del Buddha e decorazioni floreali intagliate nel legno, mentre all’interno dominano la scena tre gigantesche statue del Buddha: a sinistra Amitabha, Buddha del Paradiso Occidentale; al centro il Buddha storico, che visse in India e raggiunse l’illuminazione; sulla destra il Bhaisaiya o Buddha della Medicina, con in mano una ciotola di medicine tradizionali. Sulla destra, entrando nel Daeungjeon, il piccolo Buddha del XV secolo nella teca di vetro che, fino al 2006 era la statua principale della sala, prima di essere sostituito dai tre Buddha.

Dietro il santuario principale si trova la moderna sala del Buddha Amitabha, dove si svolgono i servizi funebri. Sul lato sinistro del complesso si trova lo stupa ottagonale a 10 piani in cui è custodita una reliquia del Buddha portata in Corea nel 1913 da un monaco dello Sri Lanka.

Nel complesso si trova anche il Museo Buddista Centrale dove è possibile ammirare capolavori dell’arte buddhista coreana e altri manufatti religiosi.

L’occasione migliore per visitare il tempio è durante lo spettacolare Lotus Lantern Festival, una festa che ogni anno celebra la nascita del Buddha, in primavera (le date cambiano ogni anno in base al calendario lunare).

Il tempio è situato nel pieno centro di Seoul ed è facilmente raggiungibile.

Come arrivare
Indirizzo: 55, Ujeongguk-ro, Jongno-gu, Seoul
Stazione Metro 1 Jonggak, uscita 2.

Kim Jong-un, vivo e vegeto.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Corea del Nord

La storia di Kim Jong-un in fin di vita, in stato vegetativo o addirittura morto, è solo l’ultima delle occasioni che mostra come sia necessario usare cautela quando si parla di Corea del Nord. Le fonti sono scarse, e quando si parla di questioni attinenti i vertici dello stato o la sicurezza nazionale, e in primis della figura del leader, solo poche persone all’interno dell’apparato governativo nordcoreano sono a conoscenza dei fatti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite molte speculazioni sulle condizioni di salute del leader nordcoreano, sulla sua vita e sulla sua presunta morte, e ciò nonostante il governo della Corea del Sud, forte di dati di intelligence e prove certe, avesse sin da subito respinto queste voci arrivando a bollarle come “infodemiche”.

Nella giornata di ieri, Kim Jong-un è riapparso sulla scena pubblica dopo venti giorni di assenza, partecipando alla cerimonia di inaugurazione di una nuova fabbrica di fertilizzanti fosfatici nella località di Sunchon, a nord di Pyongyang. Lo ha reso noto la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Le foto scattate dalla KCNA mostrano Kim, vestito con un abito scuro alla Mao, che taglia il nastro rosso durante la cerimonia e parla con gli ufficiali di accompagnamento con un sorriso sul volto. Le foto ci dicono che 1) è vivo, 2) se fosse veramente malato, sarebbe comunque ancora autosufficiente e di certo non in coma.

Secondo il comunicato della KCNA, Kim si è informato sul “processo di lavorazione delle materie prime, il processo di produzione di fosforo giallo, il processo di produzione di fertilizzanti fosfatici di ammonio e il processo di imballaggio”. Il comunicato poi riprende le parole del leader che ha espresso “soddisfazione per la meravigliosa creazione, che espone i compiti e i modi per sviluppare la nostra industria chimica in un orientamento corretto, come richiesto dal nuovo secolo”.

Ad accompagnare Kim c’erano sua sorella Kim Yo-jong, Pak Pong-ju, vice presidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, il Premier Kim Jae-ryong e altri alti funzionari.

Nel frattempo a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rifiutato di commentare la ricomparsa di Kim. “Preferirei non commentare ancora”, “Avremo qualcosa da dire al riguardo al momento opportuno” ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, secondo Reuters. 

Non è raro che Kim scompaia dal pubblico. La sua più lunga assenza dalla vista pubblica è stata nel settembre 2014, quando è scomparso per circa quaranta giorni ed è tornato con un bastone e zoppicando. L’agenzia di intelligence di Seoul in seguito disse che gli era stata rimossa una cisti dalla caviglia.

Le foto sono tratte dal sito della KCNA.

Le origini del welfare in Corea del Sud.

Pubblicato il Pubblicato in Economia coreana, Società

Di Ijin Hong – Le origini del welfare in Corea del sud sono state caratterizzate da un forte produttivismo all’insegna del nation-building durante i governi dittatoriali di Chung Hee Park (1961-1979) e Doo-hwan Chun (1979-1988). Durante  questi anni le misure di welfare adottate erano orientate a legittimare lo stato, da cui la priorità data ai dipendenti statali (inclusi i militari e gli insegnanti) e i lavoratori della grande industria, la cui produttività andava garantita. In pieno spirito produttivista, il Ministero del Welfare aveva all’epoca una posizione di fatto subordinata al Ministero delle Finanze (Kim e Choi 2011). In generale, lo sviluppo coreano (ma è anche il caso del Taiwan) è avvenuto all’ombra di quello giapponese, o, per dirla con Cummings (1984, p. 4) «Taiwan e Corea sono state storicamente i serbatoi delle industrie giapponesi in declino» (Hwang 2012). Fu così che, quando l’eccessivo costo del lavoro in Giappone comportò un cambio strategico dalla produzione ad alta intensità di manodopera all’industria pesante dedicata alla costruzione di macchinari, i coreani furono pronti ad occupare durante gli anni ’60-’70 i settori labour-intensive (Hwang 2012). Gli anni ’80 furono caratterizzati dall’estensione della copertura sanitaria a lavoratori autonomi e rurali, e dall’introduzione del Sistema Pensionistico Nazionale pensato per i lavoratori dipendenti del settore privato (1988), una policy a lungo pianificata e sempre rimandata nel corso degli anni ’70.

La crisi economica asiatica del 1997 rappresentò un grande punto di svolta per lo sviluppo del welfare in Corea. Originariamente causata dall’accumularsi del debito nelle grandi imprese coreane (chaebol), impegnate più ad ampliare le proprie quote di mercato che a creare profitti, la crisi comportò l’intervento del Fondo Monetario Internazionale sotto forma di un pacchetto di salvataggio d’emergenza, a condizione di effettuare riforme che liberalizzassero l’economia coreana. L’amministrazione di Dae-jung Kim, primo governo di centro-sinistra nella storia della Repubblica coreana, adottò dunque una politica di due pesi e due misure, da una parte, scegliendo una serie di riforme neoliberali tendenti a flessibilizzare il mercato del lavoro coreano con una proliferazione di contratti atipici, dall’altra, rafforzando la già esistente assicurazione contro la disoccupazione, rinominandola «assicurazione per l’occupazione». Il nuovo sistema non solo estendeva la platea di beneficiari, attenuando al contempo la rigidità dei criteri d’inclusione, ma ampliava anche il raggio di intervento con una serie di iniziative legate alla formazione di competenze e creazione di posti di lavoro, in una vera e propria prospettiva di workfare. Gli anni dei governi progressisti (1998-2007) furono anche caratterizzati da una politica di tagli: una serie di riforme ridimensionarono i tassi di sostituzione delle pensioni pubbliche dal 70% al 40% (Park e Osawa 2013).

Per compensare la caduta del potere d’acquisto dei pensionati, una pensione universale di base fu introdotta nel 2007, e successivamente modificata con l’introduzione di una prova dei mezzi nel 2014 durante i governi del partito di centro-destra Grande Partito Nazionale (GNP).
Altre riforme di rilievo durante gli anni di governo del GNP furono l’assicurazione per la cura a lungo termine per gli anziani (2008) e l’estensione dell’offerta di servizi per l’infanzia tramite l’introduzione di un sistema di voucher (2014) (Hong, Kwon e Kim, 2019).

Le maggiori novità dell’attuale governo di centro-sinistra di Moon possono invece essere sintetizzate nell’aumento dello stipendio mensile minimo (a oggi fissato a 8.590won, circa 7 euro) e nella lotta al Covid19 con massicci finanziamenti statali per la ricerca e la prevenzione nella sanità (per maggiori dettagli sulle politiche del lavoro in Corea, si rimanda a Kwon e Hong, 2019).

Ijin Hong è Professore Associato presso la Facoltà di Studi sul Governo (School of Government), Sun Yat-sen University. I suoi maggiori interessi di ricerca vertono sulle politiche sociali in chiave comparata, in particolare i welfare states nell’est asiatico e in Europa del sud. Email: hongyzh5@mail.sysu.edu.cn

Tratto da: Hong, I. (2017). I sistemi di welfare in Asia tra produttivismo e diritti sociali. Stato e Mercato, 2: 311-338.

Fonti aggiuntive:

Hong, I., Kwon, E., Kim, B. (2019). Measuring Social Policy Change in Comparative Research: Survey Data Evidence from South Korea. Journal of Comparative Policy Analysis: Research and Practice. 21(2): 131-150 (SSCI).

Kwon, S., Hong, I. (2019). Is South Korea as leftist as it gets? Labour market reforms under the Moon presidency. Political Quarterly, 90(2): 81-88.

Nascita del Buddha.

Pubblicato il Pubblicato in Attualità coreana, Cultura coreana

Oggi, 30 aprile, i coreani festeggiano i 2.564 anni dalla nascita del Buddha. Nell’immagine il Tempio Jogyesa, il principale tempio buddhista di Seoul e della Corea del Sud. Seppur quasi del tutto fuori dall’epidemia di Covid19, tutte le celebrazioni quest’anno si svolgeranno nel rispetto di alcune regole basilari: mascherina, distanza di sicurezza e gel disinfettanti.

Ph. Jeon Han

Corso di Studi Coreani a Siena.

Pubblicato il Pubblicato in Cultura coreana, Eventi sulla Corea

Segnaliamo che l’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con il Centro CLASS e con il supporto della Korea Foundation, organizza la seconda edizione dell’International Summer School “Corso di Formazione sugli Studi Coreani”, che avrà luogo a Siena dal 13 al 18 luglio 2020.

A causa dell’emergenza Covid-19, quest’anno i corsi si svolgeranno in modalità telematica, su piattaforma Moodle E-learning. 

La Summer School ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della Corea attraverso la sua lingua, cultura e storia. Si rivolge a studenti universitari, assegnisti e ricercatori al fine di approfondire i loro percorsi formativi e fornire strumenti teorici e pratici in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro. Ha inoltre lo scopo di trasmettere conoscenze teoriche e operative inerenti agli studi coreani, e di fornire competenze a tutti i soggetti operanti a vario titolo negli ambiti culturali, sociali, economici con la Repubblica di Corea.

Le attività formative suddivise in 4 moduli saranno realizzate da Coreanisti esperti nelle tematiche di area sociale, linguistica, storica e culturale. I relatori sono la prof.ssa Imsuk Jung, il prof. Kim Gwangseok, Jagiellonian University di Cracovia, Polonia, il prof. Antonio J. Doménech, Malaga University, Spagna e la prof.ssa Giuseppina De Nicola,Università di Roma La Sapienza.

La scadenza per le adesioni è stata prorogata fino al 30 maggio 2020. Di seguito potete scaricare il programma (con all’interno il link al modulo di iscrizione on line), la locandina e il calendario delle lezioni.

Programma

Locandina

Calendario